E’ il titolo di un bel libro di Gianni Farinetti, uscito nel 1996 e che io, con mirabile tempismo, ho letto soltanto ora, nel 2006
Si tratta di un giallo/noir molto particolare. Già nelle prime pagine si trova la presentazione dei personaggi, come si trova nei testi teatrali. Si può definire un romanzo corale, data la fantastica galleria di personaggi, per la maggior parte appartenenti ad una ricchissima famiglia piemontese. La storia dei delitti si svolge in tre giorni, a cavallo di Natale, tra Costa Azzurra e la provincia di Cuneo ma il racconto abbraccia, con riusciti flashback, almeno trent’anni di vicende familiari. Ci sono tutti: il capofamiglia, spietato imprenditore edile, il figlio gay, uno strano cane, il nipote intraprendente, una moglie di nobili origini e una cognata/amante ex-bellissima, cugini cinici, cognati, amici, signore snob e presenzialiste, autisti, cameriere e cuoche devote, personaggi minori ma mai sbiaditi, tutti ben caratterizzati.
E’ anche un bel giallo: colpi di scena, buon ritmo e tensione sempre alta.
Da leggere.
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Bè in quanto a tempismo…io lo sto leggendo ora, non l’ho ancora finito, cosí…non ditemi niente!!! Anni fa avevo letto “L’isola che brucia”, comprato solo perchè ambientato nei miei luoghi di vacanza da sempre. Grande la capacitá di “ambientare”, se conosci i luoghi riesci a riconsocere all’autore la capacitá di catapultarti a Stromboli, piuttosto che a Torino. Scrittura semplice, storie costruite abbastanza bene. Niente di eccezionale, un bel libro da ombrellone, o da metropolitana, senza troppe pretese. Da leggere, tenute conto le premesse.