E’ bene ricordarlo, ogni tanto.
E’ un mondo al quale sentiamo sempre più di appartenere, ci crogioliamo nella vicinanza virtuale di amici mai visti, sosteniamo che l’accesso alle risorse informative sia praticamente infinito, ipotizziamo scenari nei quali le tecnologie ci assistono lifelong.
Ma è un mondo per pochi.
Pochi quelli che usano Internet, ancora meno noi integrati nelle infinite articolazioni del Web x.0.
Grazie a George Siemens.
in English






Come è vero. Quanto è vero. Nel mondo della scuola ancora di più
Continuo a dirlo ogni volta che salgo su un palco per parlare di queste dinamiche, in cui credo.
Ma credo altrettanto fermamente in quello che dici, siamo pochissimi e facciamo una fatica boia che nel mondo analogico non si fa.
Ne vale la pena?
Beh, Gigi.. sulla fatica diciamo che vale l’”hai voluto la bicicletta…”
nel senso che non c’è l’ha certo ordinato il medico…
, ha naturalmente i suoi problemi e le sue contraddizioni ma che, insisto perché è un mio pallino, costituisce un’opportunità unica per il lifelong learning, alla quale dovrebbero avere accesso sempre più persone.
E’ che avverto una certa frustrazione, occupandomi di educazione degli adulti, a vedere le enormi potenzialità del “nostro” mondo, vivendo spesso in prima persona esperienze di grande valore, e nello stesso tempo constatare che siamo soltanto dei privilegiati, che queste possibilità sono ancora solo per pochissimi.
Mi pare non si sia ancora capito bene cosa significa davvero “cittadinanza digitale” e cosa realmente si perde chi non è in grado di partecipare a questo mondo.
Che poi, come tutti i mondi
Quindi, secondo me, anche solo per testimoniare quanto sopra, sì…ne vale la pena!!!