Semapedia e le scuole

Mi sono imbattuto in Semapedia, un ennesimo esempio di mashup. Si tratta di un’idea particolare, che implica l’uso di device mobili come i telefonini, per accedere alle informazioni presenti su Wikipedia. Nella home page si legge:

L’obiettivo di Semapedia è collegare il mondo virtuale con quello fisico, linkando uno specifico spazio fisico con le informazioni disponibili su Wikipedia.

Il collegamento con il mondo reale viene realizzato con i tag Semapedia, ovvero codici a barre 2D (anche detti Semacode, da cui il nome del sito…) come questo:

image

Queste etichette si ottengono dal sito di Semapedia, semplicemente inserendo uno o più URL relativi a voci, principalmente di Wikipedia, ma anche di Wikinews, Wikibooks, Wiktionary, Wikiquote, Wikisource, Wikipedia Commons e Wikispecies.

Si possono poi stampare e incollare i tag nel luogo fisico corrispondente (problema: DOVE incollare i tag? Non è che si possano appiccicare impunemente etichette su monumenti e palazzi… vabbè è l’idea che conta :-))

A questo punto, una volta taggato fisicamente il luogo, qualunque visitatore dotato di telefonino dotato di fotocamera e software per la lettura di codici 2D (anch’esso scaricabile da Semapedia) potrà leggere il tag e vedersi comparire automaticamente sul telefonino la pagina corrispondente di Wikipedia, in formato adatto alla visualizzazione su mobile!

Il progetto è affascinante ma forse ancora poco sostenibile, un po’ troppo macchinoso e problematico il procedimento: in quanti hanno sul telefonino il software per la lettura dei Semacode? Dove attaccare “legalmente” le etichette? Quanto (poco..) è conosciuta questa iniziativa?

Ma, come dicevo, tutto ciò in fondo non importa, l’idea è bella e si presta straordinariamente ad un uso didattico: tante scuole di paese, di quartiere, ma anche di città, potrebbero impegnare gli alunni nella compilazione delle voci di Wikipedia relative al loro territorio, che ancora mancano o sono incomplete, per poi creare i tag Semapedia e infine interessarsi ed agire per trovare il modo di incollarli in modo corretto e legittimo. Nel caso di voci già presenti, anche soltanto l’ultima fase costituisce un’attività comunque interessante.

Un modo per fondere tecnologia e conoscenza del territorio, per aumentare il coinvolgimento degli alunni, impegnandoli attivamente e, tutto sommato,  anche per dimostrare che il telefonino non serve soltanto per disturbare la lezione, che sul Web non ci sono soltanto pornografia o tesine pronte da scopiazzare ma si può essere anche utenti attivi e autori, oltre che fruitori, di contenuti utili per l’intera collettività.

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1 Response to “Semapedia e le scuole”


  1. 1 Lorenz Set 29th, 2007 at 0:26

    Tempo fa -oddio un anno tra poco- mentre scrivevo la tesi -ricordi? mobile learning ;)- avevo beccatto un articolo proprio sull’argomento:

    http://mlearning.edublogs.org/2006/12/08/semapedia-adopts-qr-code/

    PS:
    Il mobile learning è sempre più morto: neanche la comunità europea scuce più una lira, e non è proprio un caso che le cose vadano così: ci sarebbe da studiare, come un mezzo di trasmissione sia massacrato dagli interessi commerciali di pochi monopolisti, e come sempre agli stessi siano da addebitare la sua mancata evoluzione. Tanto mancata che gli unici usi creativi, sono quelli dei ragazzini, purtroppo per fini poco nobili…

    Unica soddisfazione: in 5 anni di promesse mancate, non sono riusciti ad azzeccare un servizio, perdendo una valanga di soldi in stupidaggini. La dimostrazione che c’è qualcosa che non funziona… chissà cosa? 🙂

    Aneddoto:
    tanto per capire che universo sia quello dei servizi -all’avanguardia- della telefonia mobile: tempo fa -1 anno non 10!- ho fatto il corso per operatore da Vodafone. Durante il corso ci spiegano i servizi a valore aggiunto.

    Bene da quello che mi è parso di capire (ma ovviamente non dicono proprio tutto) sono due i servizi che vanno: le suonerie e gli sms di info. I primi sono bidoni per ragazzi, senza accorgerti li attivi come abbonamento mensile, spesso sono molto complessi da disattivarli -clienti inferociti che chiamono per bloccarli senza successo.

    L’altro sono gli sms che ti dicono l’oroscopo e similaris. Inizialmente non ci credevo. Poi la formatrice ci spiega: “Sapete, sono persone sole quelle che li usano, così per avere qualcosa durante la giornata…”
    Sarà… a me più che le persone sole, mi ha fatto pena la formatrice…

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