Ho commentato un post del mio amico Gianni, dall’eloquente titolo "SCORM? No, grazie" e approfitto per spiegare meglio il mio punto di vista sulla questione.
SCORM è una sigla che indica un formato standardizzato per i contenuti multimediali (o anche solo testuali…) per l’e-learning. E’ in giro da diversi anni e da sempre è oggetto di critiche che vanno però secondo me meglio esplicitate.
Propongo allora questa similitudine con… la lattina, sperando di chiarire la questione.
Le lattine di alluminio sono contenitori standardizzati: le troviamo di uguali forma e dimensione in tutto il mondo. (lo so che ne esistono diversi tipi… ma per semplicità riferiamoci a quelle "tradizionali" da 33cl)
Le lattine sono tutte dotate di una linguetta per l’apertura, la quale costituisce praticamente il mezzo di interazione tra il contenuto e l’utente. Anche questa interazione è standard: basta tirare la linguetta…
Sono utilizzare soprattutto per bibite gassate, sia alcoliche (ad es. birra) che analcoliche.
Probabilmente sarebbe possibile usarle anche per altri tipi di liquidi (ad esempio l’acqua, il vino o, per assurdo, un minestrone o un brodo già pronti
ma, che io sappia, nessuno lo fa.
Non sono invece assolutamente adatte per contenere cibi solidi o semi solidi: il contenuto infatti non potrebbe uscire dalla piccola apertura.
Ebbene, lo SCORM è esattamente come la lattina! E’ un contenitore standardizzato di file (nel caso di SCORM, un file .ZIP). E’ necessario avere un contenitore perché i file che compongono anche una semplice pagina web sono più di uno e non è agevole trasferirli, senza una indicazione standard. La linguetta è lo standard di interazione con la piattaforma e-learning per cui ogni LMS sa già che …basta tirare la linguetta
Ora, se qualcuno beve una dietro l’altra quattro o cinque lattine di qualsiasi bibita, probabilmente si sentirà male, ma la colpa può forse essere attribuita alla lattina?
Da questo paragone (un po’ azzardato forse ma suggestivo, dai…) mi pare abbastanza chiaro che non ha molto senso criticare ….il contenitore!
E allora? Perché questa polemica infinita contro lo SCORM?
Il punto è che come la lattina non è adatta per contenere una pasta e fagioli (il primo fagiolo intero ostruirebbe l’apertura!!), SCORM non è adatto per tutte le situazioni di didattica online!
Questo è l’errore fondamentale che va evidenziato: di per sé uno standard come SCORM (o come una lattina..) non è né buono né cattivo. Tuto dipende dal contenuto, dal contesto e dalle modalità di utilizzo.
Come la lattina è idonea solo per bevande gassate, SCORM è adatto solo per contenuti relativamente semplici, con interazioni ridotte (di solito un test…) e orientate ad un utente singolo.
Pensare all’e-learning unicamente come alla semplice erogazione di sequenze di pacchetti SCORM è un approccio fortemente criticabile. Anche l’uso indiscriminato quando se potrebbe fare a meno (come se qualcuno pensasse di mettere in lattina l’acqua del rubinetto..) è una pratica discutibile. Al contrario, se si hanno contenuti multimediali (ad esempio un e-seminar costituito da slide accompagnate dalla voce del docente o dal video e/o eventuali materiali di approfondimento) che si devono inserire all’interno di un corso nel quale vi sono anche altre attività, in funzione degli obiettivi pedagogici, non vedo niente di male nell’usare il formato SCORM: è estremamente comodo e fa risparmiare il nostro prezioso tempo.
Del resto, sarebbe fortemente criticabile un genitore che desse da bere esclusivamente bibite in lattina in quantità ai propri figli mentre è normale bere una bibita in lattina, ogni tanto…
Per completezza devo dire però che esiste anche un altro tipo di critica, che peraltro condivido pienamente, relativa al modello pedagogico sottostante: ne ho parlato in un vecchio post (sempre ispirato da Gianni
) con l’aiuto di eloquenti immagini… E’ una questione diversa, che attiene alle intenzioni dei progettisti di SCORM ma, certo, è meglio esserne consapevoli.
D’altra parte qualcuno potrebbe arguire che anche dietro alle bibite in lattina c’è un modello economico-sociale piuttosto criticabile…
Certo che, a volte, quando si ha molta sete, una lattina di birra gelata è davvero la soluzione ottimale!!!
Possiamo concludere allora: SCORM sì, ma con moderazione!
in English






Bravi bravi, voi elucubrate e fate anche le metafore
Sai qual\’è un altro problema, IMHO, che se non te li fai da solo con reload o altri sistemi free di pacchettizzazione, ti costa una follia darlo da fare alle aziende specializzate e, oggi come oggi, che c\’è \
Anche se il tuo commento è troncato, credo di aver capito cosa intendi.
Tuttavia anche questo mi pare un problema …di mercato: le aziende “specializzate” infatti ti fanno pagare cari prodotti multimediali sempre molto “patinati” e con grandi effetti speciali ma, sinceramente, spesso con reali effetti didattici tutti da dimostrare, SCORM o non SCORM.
Esistono ottimi tool per la produzione di prodotti standardizzati, oltre a Reload che vedo tu conosci (ma che sicuramente non è di grande usabilità…): ad esempio eXe (link al sito italiano), tra i sw Open Source.
Il problema del costo secondo me non è soltanto questione di “make or buy” ma anche di decidere bene “cosa” compri. Chissà se rinunciando a qualche effetto speciale non si possa risparmiare e magari anche migliorare anche la didattica
Un esempio: un semplice e-seminar (slide + audio) può essere più efficace di un complesso multimedia, e si può produrre a costi irrisori… E’ la filosofia del rapid e-learning che personalmente sto iniziando ad apprezzare…
Entro nell\’argomento perchè mi sembra si sia dimenticato che lo SCORM permette una tracciabilità molto capillare del contenuto erogato. A me personalmente serve poco anche se l\’ho usato, ma credo che in certe situazioni di apprendimento sia indispensabile: penso ad esempio a corsi totalmente a distanza o per l\’apprendimento di abilità su macchine dove ci sia una sequenza precisa da seguire.
Frequentando un corso europeo ho invece apprezzato l\’altro standard che è l\’IMS dove si possono creare \
(non capisco perchè mi abbia tagliato un pezzo di commento?
concludo. …”pacchetti” esportabili, interscambiabili e che non creano problemi di layout in piattaforma . Mi riferisco a Moodle e fatti con exe.
Cheers
Anto, forse ho avuto lo stesso problema di Cogo, i commenti vengono troncati. Il problema è l\’apostrofo? O il captcha.
grazie anche a Emanuela.
) che include un modello di dati per il tracciamento.
.
ovvero non prevede interazioni per il tracciamento. Serve solo per l’impacchettamento e la diffusione.
Sì sono strani questi tagli…
Vabbè…
Certo SCORM prevede un meccanismo di interazione con l’LMS (la linguetta
Tuttavia questo modello non è più sofisticato dei normali log di un qualunque LMS. Inoltre va detto che il “tracciamento” in generale è un po’ una beata illusione…
Attenzione quindi al “mito del tracciamento”…
IMS è un consorzio industriale che ha come obiettivo proprio la creazione di standard per l’e-learning. Ne hanno elaborati moltissimi.. Penso tu ti riferisca a IMS-CP (Content Packaging). Si tratta della stessa identica “lattina” usata da SCORM ma ..senza la linguetta
Va infatti ricordato che SCORM non ha “inventato” nulla, ma ha solo preso specifiche già esistenti (IMS per il packaging in questo caso).
Mannaggia, si è mangiato il commento
Dicevo che lo SCORM appunto ti da controllo di sessione, valutazione, integrazione con LMS, tarcking, log analysys, ecc. Ma anche altri ssitemi di pacchettizzazione se supportati dall’LMS.
Si conosco bene Exe e il buon Fabio che sta facendo un lavoro davvero egregio.
Resto dell’idea che l’html, l’embedded e il mash-up in genere saranno il futuro, a garanzia che il provider di quei contenuti sia certificato o almeno autorevole.
Stavolta faccio c&p se lo taglia lo ripropongo
Antonio, ti ringrazio per l\’attenzione alle mie …. elucubrazioni. Come affermo in un nuovo posto da me, stimolato anche dalle tue osservazioni, quando dico NO SCORM, lo dico esclusivamente per i costi associati alla scormizzazione e per il fatto che si tratta di un aspetto meramente commerciale. Per il resto, ognuno fa le sue scelte
Scusa un attimo, Gianni.
Se il tuo ragionamento sull’uso, e sul non uso, dei pacchetti all’interno di un processo formativo è condivisibile se è sostenuto da motivazioni didattiche, lo è un pò meno se giustificato da aspetti economici.
Proprio l’attività di ’scormizzazione’ ha costi molto bassi, se non addirittura nulli.
Cosa un pò diversa, e forse era questo a cui ti riferivi, è tutto il processo di produzione, che, se inserito in un contesto “industriale”, ha fasi molto precise giudate da professionisti molto specializzati.
Sono anch’io concorde che questa “catena di montaggio” snatura il naturale rapporto che lega il bisogno formativo al materiale didattico. D’altra parte per progetti a larga scala non potrebbe essere altrimenti.
cari saluti
fabio
Io sfortunatamente (?) lavoro sempre in contesti in cui mi faccio tutto da sola e i LO li faccio e li uso per quei contenuti “stabili” che ho la possibilità di riutilizzare più volte. O per qualcosa che valga la pena di conservare. Ovviamente quando uso una piattaforma, il che non è detto. Per ciò che concerne il “mito del tracciamento”, sottoscrivo interamente l’opinione di Antonio circa la relativa utilità del tutto: anche se è utile per controllare che quella persona abbia “studiato” il LO, non è certo il test finale che mi rende certa dell’apprendimento. Ci sono acquisizioni che non possono essere tracciate digitalmente.
Per il resto, poi, si tratta di operare realmente quell’interna ristrutturazione dell’agire didattico di cui parlano Ardizzone e Rivoltella quando si fa e-learning, altrimenti che usiamo SCORM, slide o videocassette poco importa…
oh my God… sei un grande!!
mi stavo scervellando a capire cosa fosse uno scorm per un esame di tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento a scienze della formazione… grazie della tua metafora…
quasi quasi la rigiro al prof!! ahah…. skerzo!!
grazie… ciaoo