PISA 2009 e competenze digitali

A fine giugno l’OECD ha pubblicato un volume basato sui test PISA del 2009, dedicato alle competenze digitali e in particolare al Digital Reading, definita come:

PISA defines reading literacy as understanding, using, reflecting on and engaging with written texts, in order to achieve one’s goals, develop one’s knowledge and potential, and participate in society.

con la seguente particolarità:

Digital texts are conceived of as a subset of written texts. For the purposes of PISA 2009, digital text is synonymous with hypertext

In sostanza: la capacità di muoversi correttamente in un ambiente ipertestuale e di interpretarlo in modo efficace.

Il titolo del volume è infatti Students On Line: Digital Technologies and Performance. Si tratta di un volumone di 395 pagine che contiene, come usuale nelle pubblicazioni OECD, un’infinità di tabelle e grafici che richiederebbero uno studio approfondito.

Per fortuna, l’Executive Summary ci viene in aiuto! Sorriso

Dal sommario emergono interessantissime evidenze (pag. 20), tra le quali vorrei segnalarne un paio:

  • un macigno sull’ormai logoro dibattito sui nativi digitali:

powerful evidence that today’s 15-year-olds, the “digital natives”, do not automatically know how to operate effectively in the digital environment, as has sometimes been claimed

e se qualcuno avesse ancora qualche dubbio:

Access to ICT has grown significantly in recent years and, as a result, fewer than 1% of students across OECD countries reported that they had never used a computer; but a digital divide in the use of ICT is still evident between and within countries

In sintesi, è vero che tutti i quindicenni usano i computer, ma possiedono reali competenze digitali molto diversificate, spiegate soprattutto dalla loro condizione socio-economica. Altro che generazione digitale!

  • una seria critica all’uso delle ICT a scuola:

Using a computer at home is related to digital reading performance in all 17 participating countries and economies, but that is not always true for computer use at school

Sì, avete capito bene!

the relationship between students’ computer use at school and performance in digital reading tends to be negative with a slight curve, which means that more intensive use is associated with lower scores

Insomma, l’uso intensivo dei computer a scuola sarebbe addirittura correlato negativamente con le capacità di digital reading!

C’è veramente di che riflettere… (e qualcuno sta già cominciando a farlo).
AGGIORNAMENTO 8/8/2011: un ottimo approfondimento di Marco Campione.

9 Responses to “PISA 2009 e competenze digitali”


  1. 1 Anonimo Lug 11th, 2011 at 7:06

    Leggi anche le policy suggerite però (pagg.209-211). Ad esempio

    This does not necessarily mean that computer use at school has no positive impact on school performance in general or on performance in digital reading in particular, since many other school policies and practices interact with the observed relationship. However, it does suggest that deeper analysis is required that looks beyond the frequency towards the quality of ICT use at school. Such analysis will need to consider a wider range of factors that can influence the effectiveness of ICT use at school. For example, schools could offer more project-based activities using ICT – particularly those that do not impose constraints on how to accomplish tasks but,
    rather, allow students to explore various approaches to problem-solving using ICT, much as they do when they use
    ICT at home. This could help students to improve their navigation skills. At the same time, teachers could develop
    reading methodologies that improve students’ ability to distinguish between relevant and irrelevant material, and to
    structure, prioritise, distil and summarise text.

    Nevertheless, if the use of ICT is not an integral part of a school’s vision for teaching and learning and instructional
    systems, teachers are unlikely to be motivated to invest in the use of ICT. The OECD’s 2009 Teaching and Learning
    International Survey (TALIS) shows that ICT skills are ranked second in teachers’ evaluations of their own development needs. That suggests that if teachers have adequate opportunities to develop their skills in using ICT in general, and their understanding of the nature of digital reading and digital texts in particular, they will be more likely to develop the skills and confidence to integrate them effectively into instructional practices on a regular, daily basis.

  2. 2 Champ Lug 11th, 2011 at 7:07

    scusa, l’anonimo ero io 🙂

  3. 3 antonio.fini Lug 11th, 2011 at 7:27

    Grazie Marco per il commento. Come dicevo, il documento è colossale e servirebbe davvero molto tempo per analizzarlo con cura. Ben vengano quindi approfondimenti e ulteriori attente letture!
    In effetti il semplice dato quantitativo relativo all’uso non è significativo, ma questo contraddice comunque le strategie naif che prevedono l’inserimento massiccio di tecnologie “a prescindere”.
    E’ evidente che l’elemento qualitativo dell’impiego di tali tecnologie è cruciale.
    Una citazione dal riferimento finale che ho inserito nel post mi sembra sintetizzare bene la situazione: “The current system is too focused on teaching students how to use specific software packages and fails to allow for development of more advanced computer skills“.
    Chiaramente, c’è anche un colossale problema relativo alla preparazione degli insegnanti.
    Aggiungo soltanto (anche se non credo che sia davvero necessario :-)) che non sto sostenendo che le ICT a scuola non servono o sono addirittura dannose. Spero anzi che qualche benpensante non prenda a spunto questi esiti PISA per concludere che è meglio tornare a penna e calamaio…
    Al contrario! E’ necessario un salto di qualità nel MODO in cui si usano. Anzi, dal momento che è accertato un digital divide su base socio-economica, se non lo colma la scuola, chi altri se ne può occupare?

  4. 4 gianni marconato Lug 11th, 2011 at 8:38

    Grazie Antonio per la segnalazione. Mi \

  5. 5 gianni marconato Lug 11th, 2011 at 8:45

    cerco di riprendere il commento che avevo fatto
    …insomma, avevo scritto che le questioni che il report, tramite la tua accurata sintesi, segnala sono 2: 1) la …insomma, avevo scritto che le questioni che il report, tramite la tua accurata sintesi, segnala sono 2: 1) la necessità di sviluppare le competenze digitali (in senso ampio) dei giovani; 2) la necessità di dare un senso didattico forte all’uso didattico delle tecnologie. Dicevo, anche, del fatto che tante intuzioni che abbiamo avuto noi che stiamo “sul pezzo” sono confermate dalla ricerca a cominiciare dalla pochezza del concetto di nativo digitale, concetto che, paradossalmente, dovrebbe essere preso in seria considerazione per i danni che ha fatto e che sta ancora facendo

  6. 6 Marco Guastavigna Lug 11th, 2011 at 10:59

    Sottoscrivo in pieno il commento di Gianni M. Sottolineo, però, che nel nostro Paese, nella cultura come nella politica, non si dibatte sulle questioni, ma si “tifa” per i concetti, in virtù del fatto che l’elemento-guida non è mai l’interesse generale, ma il marketing concettuale, ovvero l’indotto delle posizioni assunte e delle alleanze così stabilite.

  7. 7 antonio.fini Lug 11th, 2011 at 11:13

    Gianni, sembra proprio così. In fondo, questa è una delle poche (forse l’unica) ricerca a livello globale sulla correlazione tra ICT e competenze nella scuola. Il risultato è davvero sorprendente. Che vi sia addirittura una correlazione negativa sembra assurdo, no?
    Marco G., certo noi in Italia siamo specializzati nel combattere battaglie di retroguardia 🙂 tuttavia questa volta il fenomeno è fotografato a livello internazionale, in modo piuttosto preciso.
    Come giustamente ci fa notare Marco C., il report contiene anche raccomandazioni più che logiche..
    Cose peraltro risapute, Marco G. stesso, ovviamente Gianni ma anche altri nel mondo accademico (Calvani in testa) le “predicano” da anni 🙂

  8. 8 Wide leg jeans Set 5th, 2011 at 14:36

    Assurde le conclusioni che possono essere tratte da premesse *completamente* fuorvianti!

  9. 9 demotivators Apr 24th, 2012 at 13:59

    Marco G., certo noi in Italia siamo specializzati nel combattere battaglie di retroguardia 🙂 tuttavia questa volta il fenomeno è fotografato a livello internazionale, in modo piuttosto preciso.
    Come giustamente ci fa notare Marco C., il report contiene anche raccomandazioni più che logiche.

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