Perché non possiamo imparare dalla Finlandia

Il sistema educativo finlandese è ammirato e invidiato ovunque. In particolare, negli Stati Uniti si è sviluppato un ampio dibattito su quello che la scuola americana può “imparare dalla Finlandia”.

Questo articolo di Pasi Sahlberg (importante dirigente pubblico finlandese, specialista di sistemi scolastici), apparso sul Washington Post, spiega perché i due sistemi sono così diversi che difficilmente gli USA potranno importare il modello finlandese nelle loro scuole.

La spiegazione di Sahlberg si adatta perfettamente anche all’Italia.

Ecco perché non possiamo imparare (quasi) niente dalla Finlandia e, al contrario, perché stiamo facendo di tutto per somigliare di più agli Stati Uniti! Agli americani la loro scuola non piace, noi invece ci sforziamo di copiarla!

Funding of schools: Finnish schools are funded based on a formula guaranteeing equal allocation of resources to each school regardless of location or wealth of its community.

  • In Italia la scuola è prevalentemente pubblica, lo sappiamo. I fondi che ogni scuola riceve sono tuttavia sempre più insufficienti già per il normale funzionamento. Le riforme che si intravedono dalle nuove proposte, avallate anche da forze politiche di centro-sinistra, vanno esattamente in senso contrario.

Well-being of children: All children in Finland have, by law, access to childcare, comprehensive health care, and pre-school in their own communities. Every school must have a welfare team to advance child happiness in school

  • “Stare bene a scuola”: da noi è più uno slogan che una effettiva possibilità. E poi la parola welfare ormai in Italia si legge “spreco-da-tagliare”. Figuriamoci se abbiamo risorse per occuparci di cosucce del genere, a scuola…

Education as a human right: All education from preschool to university is free of charge for anybody living in Finland. This makes higher education affordable and accessible for all

  • Su questo punto penso di poter evitare ogni commento. Persino la scuola dell’obbligo, costituzionalmente gratuita, non lo è affatto! La tendenza, poi, è esattamente inversa… Non parliamo dell’università, per carità di patria Triste

In Finland, there is a strong sense of trust in schools and teachers to carry out these responsibilities. There is no external inspection of schools or standardized testing of all pupils in Finland

  • Anche in questo caso, siamo orientati in direzione contraria: i test standardizzati, di invenzione americana e dagli americani stessi messi in forte discussione, sono per noi la “grande novità” che si vorrebbe estendere universalmente! E non manca chi propone ispezioni a tappeto nelle scuole…

Finland is home to such a coherent national system of teacher education. And unlike in the United States, teaching is one of the top career choices among young Finns. Teachers in Finland are highly regarded professionals

  • In Italia (come negli USA e in molti altri paesi..), al contrario, la professione di insegnante sta perdendo inesorabilmente prestigio sociale e considerazione. E’ vero, anche noi abbiamo folle di iscritte alle facoltà di Scienze della Formazione Primaria, ma le motivazioni non sono certo quelle di accedere ad una professione prestigiosa…

The irony of Finnish educational success is that it derives heavily from classroom innovation and school improvement research in the United States. Cooperative learning and portfolio assessment are examples of American classroom-based innovations that have been implemented in large scale in the Finnish school system

  • Noi, naturalmente, queste “innovazioni americane” le abbiamo sottovalutate, seguendo l’esempio degli ideatori stessi. A quanto pare… anche a noi bastano i test.

In the United States, education is mostly viewed as a private effort leading to individual good. The performances of individual students and teachers are therefore in the center of the ongoing school reform debate. By contrast, in Finland, education is viewed primarily as a public effort serving a public purpose. As a consequence, education reforms in Finland are judged more in terms of how equitable the system is for different learners. This helps to explain the difference between the American obsession with standardized testing and the Finnish fixation on each school’s ability to cope with individual differences and social inequality. The former is driven by excellence, the latter by equity

  • “Qualità” o “equità”? Qualcuno potrebbe amaramente rispondere che da noi non si persegue né l’una né l’altra. Tuttavia la retorica della meritocrazia è ormai consolidata. Si stanno diffondendo graduatorie e classifiche di scuole. E quando si parla di “valutazione” non si intende certo valutare l’equità…

La conclusione di Sahlberg allarga il discorso al modello sociale complessivo dei due paesi:

school reformers in the United States need to be careful when considering equity-based reform ideas to be imported from Finland. Many elements of Finnish successful school system are interwoven in the surrounding welfare state. Simply a transfer of these solutions would add another chapter to already exhausting volume of failed education reforms

Certo, non si può pensare di importare “pezzi” di un sistema, senza considerare il substrato delle politiche sociali su cui si poggia. E’ un peccato però, perché lo stato sociale certo non è tipico della cultura USA, ma lo è invece della nostra! Ma stiamo facendo di tutto per dimenticarlo.

13 Responses to “Perché non possiamo imparare dalla Finlandia”


  1. 1 Andreas Mag 4th, 2012 at 8:18

    Grazie per questo post Antonio. È veramente interessante.

  2. 2 Designer Ago 21st, 2012 at 0:04

    In pratica ci mancano i soldi per stare al passo…

  3. 3 Piero Set 9th, 2012 at 18:08

    Ogni cosa al mondo può essere cambiata, modificata o migliorata… O per lo meno si può provare!
    Se evidentemente nessuno ha ancora fatto niente in proposito, significa che la situazione sta bene a loro…
    Perchè?? Questo è quello che si deve scoprire… Fa comodo a loro?? Siamo talmente orgogliosi di dimostrare che il nostro sistema scolastico va bene pur di non far vedere che dobbiamo copiare i modelli esteri??
    Non so, io scrivo questo pensiero perchè ho recentemente fatto uno studio sulla cultura in Europa ed ho tristemente scoperto che i nostri ragazzi (lasciando perdere la loro eventuale non voglia di studiare) non hanno un programma all\’altezza degli altri stati, tanto da essere considerati uno dei paesi più \

  4. 4 Patrizio Ott 27th, 2012 at 13:26

    Sono d’accordo, in particolar modo con la conclusione. Ci stiamo dimenticando di essere “stato sociale”. personalmente incolpo tanto i media al soldo del potere quanto lo spettatore che si lascia indottrinare senza porsi troppe domande…

    Un saluto

  5. 5 web designer Dic 19th, 2012 at 23:51

    Perchè finchè in italia tutte le risorse vengono sprecate per il bene di poche persone non ne usicremo mai fuori

  6. 6 Sentry Dic 22nd, 2012 at 11:18

    A proposito della scuola dell’obbligo, in teoria gratuita e in pratica no, volevo far osservare un fatto che mi ha lasciato basito. Quando ero alle medie, eoni fa, la spesa da affrontare per i libri (a carico dei genitori, nonostante l’obbligatorietà della frequenza scolastica) era notevole e già questo non andava bene. Quest’anno ho un figlio in prima elementare. Ho comprato qualcosa come quindici diversi libri, che il piccolo neanche riesce a portarsi nello zaino, dato il peso eccessivo. E la spesa è stata da 12 fino a 20 euro per ogni libro. Ancora più scandaloso è che si tratti di libri “imposti” dagli insegnanti a seguito delle pressioni che essi ricevono dalle case editrici, con la promessa di ricevere piccoli premi come, ad esempio, dei buoni acquisto. Ed ecco che qualcosa che in teoria dovrebbe portare più libertà agli insegnanti, libertà di ritagliarsi il loro metodo didattico a propria misura, diventa come al solito occasione di mercato. Spese inaffrontabili per i genitori, carichi di peso da trasportare impossibili per bambini di 5 o 6 anni. Follia pura. il problema non è il modella scolastico qualsiasi esso sia. finlandese, italico o statunitense. Il problema è sempre e solo la miopia furbetta dell’”italiota” medio, che a qualsiasi livello operi riesce sempre a mandare in vacca anche il più nobile e ideale degli scopi, per arraffarsi un vantaggio personale spesso anche piuttosto fuggevole.

  7. 7 Barbecue Napoli Gen 24th, 2013 at 13:23

    Io invece penso che non c’è mai la reale volontà di cambiare, altimenti persino in italia ci riusciremmo….ma a troppe persone va bene così…il furbo, il più furbo, e via ad andare avanti…
    spero di cambiare paese al più presto!

  8. 8 web agency Gen 30th, 2013 at 11:09

    Concordo, soprattutto con la conclusione!

  9. 9 opzioni binarie Feb 10th, 2013 at 18:55

    l\’articolo è senz\’altro interessante e i punti sollevati ineccepibili - anche nel momento in cui vengono utilizzati per analizzare la situazione italiana.

    Sta di fatto che secondo me non è possibile - o, se vogliamo, può rendere l\’analisi un po\’ parziale - comprendere il fenomeno senza allargare lo spettro dell\’analisi anche alla cultura di riferimento. Non soltanto per quanto riguarda lo status degli insegnanti nel Paese di riferimento, ma anche - e soprattutto - nella percezione dell\’importanza e del prestigio assegnati dalla cultura stessa all\’istruzione.

    Fintantochè l\’educazione verrà percepita come un mero strumento utile al fine di fare soldi, non si creerà l\’humus necessario a che le necessarie riforme possano trovare un largo supporto dei cittadini.

  10. 10 Pasta Fresca Feb 21st, 2013 at 9:47

    Avete visto la performance di Bisio al festival di S.Remo ? Il vero problema sono gli italiani, perche’ siamo un popolo unico al mondo sia nei pregi ma, soprattutto, nei difetti

  11. 11 web agency torino Feb 21st, 2013 at 9:50

    quoto quanto detto da pasta fresca…

  12. 12 Centro di Psicanalisi Romano Mar 4th, 2013 at 1:13

    Bravo gran bel post, concordo

  13. 13 Danilo Petrozzi Mar 26th, 2013 at 20:45

    Bell’articolo ma devo porti una domanda, quando dici “la professione di insegnante sta perdendo inesorabilmente prestigio sociale e considerazione”, io capisco che è una frase molto facile da pronunciare ma, in tutta onestà, secondo te gli insegnanti non hanno la minima responsabilità di questa situazione?

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