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Convegno conclusivo del progetto Ensemble

Il prossimo 6 ottobre, una giornata tra Firenze e Prato per il Convegno conclusivo del progetto Ensemble, al quale ho partecipato, anche se un po’ ..nell’ombra, ma presente fin dall’ideazione πŸ™‚

Al mattino, un incontro presso la Facoltà di Scienze della Formazione con Ben Bachmair (Università di Kassel), uno dei massimi esperti mondiali di mobile learning (e ci sarò anch’io..):

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Nel pomeriggio a Prato, con la partecipazione degli insegnanti e degli alunni che hanno sperimentato le applicazioni didattiche mobili proposte dal progetto:

 

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Un bloc notes per il Kindle

Sono sempre più entusiasta del Kindle e lo sto usando in modo davvero molto soddisfacente.

Qualche giorno fa però mi sono trovato nella necessità di dover prendere un appunto, avendo con me solo il Kindle (niente carta, niente penna…).

Caspita, quanto è bello ed efficace per leggere, allo stesso modo sembra praticamente inutilizzabile per scrivere!! Nonostante la tastierina, non c’è nessuna app specifica, ma soltanto la possibilità di inserire note nei testi…

Brevissima pensata ed ecco la soluzione, un bloc notes a …bassissima tecnologia utilizzabile sul Kindle: ho scritto con un semplice editor un elenco di date, da oggi fino al 31 dicembre e l’ho salvato in formato testo con il nome "Note 2010". L’ho quindi fatto convertire ed inviare tramite Amazon, utilizzando l’email personalizzata del Kindle.

Il risultato è il seguente:

DSCF0007

Un lungo testo vuoto con tutte le date predisposte; in corrispondenza di ognuna di esse (ma anche dovunque si vuole..) si possono aggiungere note. Ovviamente sia il testo delle note che le date stesse sono indicizzati, consentendo così di effettuare ricerche.

Certo, è una soluzione estremamente povera ma mi pare sufficiente per scrivere al volo un nome, un numero di telefono, una brevissima nota.

Ovviamente, in attesa dello sviluppo di applicazioni dedicate.

Per favore, ora non ditemi che  con l’iPad… Lo so, lo so… πŸ™‚

I dati sulla scuola

Sulla Repubblica di oggi, Chiara Saraceno commenta le esternazioni del ministro Gelmini di ieri, paragonando la scuola ad un call-center, notoriamente l’emblema del lavoro precario.

Saraceno premette però:

Se le cifre presentate ieri dal ministro Gelmini  -  200.000 precari a fronte di 700.000 con cattedra di ruolo  -  sono giuste…

Mi chiedo, ma è tanto difficile reperire qualche dato certo, prima di mettersi a scrivere un (peraltro apprezzabile) articolo?

Il Ministero dell’Istruzione pubblica annualmente la "Sintesi dei dati della Scuola Statale", un report di quasi cinquecento pagine con tutte le statistiche relative allo stato del sistema scolastico italiano.

I dati aggiornati all’a.s. 2009/2010 sono già disponibili online, sul sito del Ministero.

Ovviamente, il volume contiene una marea di informazioni che necessiterebbero di giornate intere di studio.

Io ho solo cercato, sfogliandolo rapidamente, i dati più significativi.

Intanto, i dati relativi al personale (dalla Tavola B4, pag. IX): gli insegnanti a tempo indeterminato sono 678.369, a tempo determinato annuale 23.277, a tempo determinato fino al termine delle attività didattiche 93.696 per un totale di "docenti precari" di 116.973 (più gli insegnanti di religione: 13.880 a tempo indeterminato e 12.446 determinato). Pertanto, solo se si considera il personale della scuola nel suo complesso, includendo quindi anche dirigenti, educatori e amministrativi, i numeri si avvicinano a quelli esposti (857.067 a tempo indeterminato e 182.035 precari).

Ma un paio di grafici, tratti dal documento, credo siano utili a comprendere quello che sta accadendo nella scuola italiana:

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Dal primo (pag. 15 – V dell’Introduzione) si può notare come l’unica "grandezza" in reale caduta libera sia proprio quella degli insegnanti! A fronte, tra l’altro, di un aumento del numero degli alunni (ma non delle classi…).

Il secondo grafico (pag. 185) mostra invece come, incredibilmente, pur in presenza di una (seppur lieve) diminuzione del numero di scuole (si veda il grafico precedente), soltanto una categoria di personale a tempo indeterminato risulta essere aumentata, rispetto all’anno base 2000/2001): i dirigenti!

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Italia

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E …se provassimo a vedere le cose in modo diverso?

Un pomeriggio con il Kindle

  Ce l’ho dalle 13 di oggi e ancora ci sto giocando (salvo una mezzoretta per un rapido pranzo :-)).

Intanto devo dire che, prima ancora dell’oggetto in sé, sono colpito dalll’organizzazione di Amazon. Ad esempio, informazioni precise e puntuali sui tempi di consegna. So bene che il Kindle 3 è andato a ruba, eppure avevano previsto le consegne a partire dal 27 agosto e così è stato: il mio è partito proprio il 27 dagli USA e oggi è già qui con me :-). Complimenti!

In poche parole: mi piace, e molto!

imageCerto, non ho termini di paragone con altri reader, però il Kindle mi sembra perfetto. E’ vero, ce l’ho da poche ore, ma credo che il primo impatto sia importante!

L’interfaccia utente è intuitiva, ho "capito" tutto senza leggere minimamente il manuale (chissà, poi lo sfoglierò magari per trovare qualche funzione ..segreta..), la leggibilità ottima anche se il formato (6") è decisamente da "tascabile". I file in formato PDF sono particolarmente penalizzati dalle dimensioni ridotte dello schermo, se possibile conviene convertirli. Per tutte queste operazioncine mi sono rapidamente installato sul PC Calibre, un ottimo SW Open Source per la gestione della biblioteca digitale. E’ una specie di iTunes con il quale si gestisce anche il Kindle, collegato via USB. Ottimo ad esempio per modificare i metadati dei PDF (Titolo, Autore), convertire e inviare i file al lettore (avevo anche diversi file in formato epub, felicemente convertiti anche loro!).

Ho già provato ad acquistare dallo Store direttamente dal Kindle (ovviamente ho scaricato un paio di titoli ..free ;-)) e le diverse opzioni per l’invio di file personali. Basta una email con allegato il file ed esso arriva automaticamente sul Kindle dopo pochi minuti, anche convertito, se necessario… Il servizio è gratuito se si usa la wireless, altrimenti c’è un piccolo addebito.

Discretamente usabile anche la tastierina QWERTY, considerando le "ditone" in dotazione all’utente :-), è facile inserire annotazioni e commenti. Fantastico il dizionario incorporato, selezionando una parola viene fuori automaticamente la voce dell’Oxford Dictionary, veramente comodo per noi non-inglesi.

Io ho scelto la versione "solo WiFi". Mi dicono che sono stato un po’ ..tirchio, che era meglio quello completo con la connessione 3G. Vedremo in seguito se questa limitazione sarà importante; per ora con la wireless di casa si va alla grande…

Il mio obiettivo era di acquistare un reader di qualità a basso costo. Credo di esserci riuscito: il "conto" finale, incluso il caricabatteria e una bellissima custiodia in pelle nera, è stato di $224 (tasse e diritti doganali inclusi). Non male…

E ora, leggiamo!!!

Società partecipate: ancora un buco nero

Qualche giorno fa i giornali locali della Spezia hanno pubblicato l’elenco dei compensi percepiti nel 2009 dai dirigenti delle società partecipate presenti sul territorio.

Si è scatenato così il solito voyerismo  un po’ paesano: vediamo quanto prende Tizio, sai che Caio è diventanto presidente di XY.. ecc. ecc.

In realtà le cifre in sé non fanno notizia, sono compensi modesti, mai superiori ai €30.000 annui, più o meno lo stipendio di un impiegato insomma… Niente di scandaloso.

Però… qualche dubbio mi è rimasto, scorrendo l’elenco e approfondendo poi attraverso la documentazione ufficiale del Comune.

1) Perché tante società? In città il caso ACAM è arcinoto, negli anni passati il gruppo è arrivato a includere più di dieci società! Ora sono di meno (ma sempre molte…) ma ci sono altri casi. Ad esempio, davvero servono due società diverse per il trasporto locale (ATC e ATC Esercizio)? E che differenza c’è tra le due? Ah, già, dicono che la prima sia la "holding"… Serve veramente una holding per gestire trasporto pubblico locale e parcheggi? Mah..

2) Cariche sociali. Vedo che ogni partecipata, anche la più piccola, ha un Presidente, un Vice Presidente e un Amministratore Delegato, oltre a più o meno numerosi Consiglieri. Sarei curioso di conoscere le attribuzioni di queste cariche! Quale società privata (che non sia una multinazionale…) ha tutte queste cariche??? Un amministratore amministratore unico, al limite un piccolo CdA di solito è sufficiente…

3) Coloro che ricoprono le cariche. Non sono nato ieri, lo so che molte (tutte?) sono persone legate a doppio, triplo e quadruplo filo con la politica. Appunto! La questione è sottile (ma neanche tanto…): queste partecipate sono società con capitale pubblico, gestite però come aziende private. Bene, allora ritengo che la scelta dei dirigenti dovrebbe rispondere a criteri "da azienda privata". Quello che appare è invece, oltre ad un palese carosello dei "soliti nomi" che migrano da un incarico all’altro, la totale assenza di trasparenza sui criteri di nomina. Un solo esempio: il presidente della società del gas è noto per essere il presidente dell’ARCI! Mi chiedo: che c’entra l’ARCI con il gas? Il signore in questione ha davvero competenze specifiche relative all’esercizio di una società di distribuzione di gas Può anche darsi di sì, ma non c’è modo di saperlo! Né i giornali, aldilà dell’annuale, sterile e voyeristica pubblicazione dei compensi, si adoperano per informare realmente noi cittadini, che poi siamo i veri datori di lavoro di questi signori! Avremmo pertanto tutto il diritto a conoscere, fin nei dettagli, criteri e modalità di nomina. Credo che sarebbe necessario, quantomeno, che fossero resi pubblici i CV dei dirigenti e gli atti motivati con i quali le amministrazioni "azioniste" delle diverse società, li designano alla dirigenza. Ancora meglio sarebbe proporre bandi pubblici.

Perché, insomma, i casi sono due: o A) queste società partecipate non servono a niente, sono solo generatori di "poltrone" per il sottobosco della politica, e allora sono un lusso che non possiamo (più) permetterci, oppure B) sono indispensabili strumenti per la gestione dei servizi locali, e allora è necessario che siano guidate da persone realmente capaci, nominate esclusivamente in base alle loro competenze e non alle loro appartenenze!

Non ho elementi per dire che gli attuali dirigenti non siano competenti, ma sinceramente è ben difficile anche sostenere che lo siano, in mancanza di informazioni.

Trovo che questo dell’informazione e della trasparenza sia un problema importante, che credo segni anche la differenza tra il modo di pensare degli attuali "partiti/club privati" rispetto a noi normali cittadini.

CK-12 Digital Textbooks

image Se fossimo insegnanti della California, potremmo tranquillamente adottare uno di questi libri di testo prodotti da CK-12.

Sono tutti e-book gratuiti, disponibili attraverso una licenza Creative Commons che include la possibilità di riuso e di modifica (BY-NC-SA)

Sono libri di qualità, certificati dallo Stato della California. E sono anche volumi di dimensioni notevoli πŸ™‚ (quello di Scienze della Terra supera le 1000 pagine!)

Si possono scaricare in formato PDF ma è anche possibile costruirsi liberamente un proprio libro con capitoli appartenenti a titoli diversi, attraverso la tecnologia FlexBook adottata sul sito.

Nessuna necessità di appartenere a consorzi o reti di scuole, né di appoggiarsi ad editori più o meno illuminati. Pochi "discorsi" e molti fatti, a quanto pare!!

Ma come è possibile? Chi c’è dietro? Chi …finanzia?

Sicuramente un grande impulso lo ha dato l’iniziativa per i Free Digital Textbooks dello Stato della California (chi l’avrebbe detto che quello Schwarzenegger….), che oltre a stimolare la produzione di

high-quality, interactive content for high school courses, with a priority on math and science courses

ha provveduto anche a fissare i parametri di qualità e stabilire un processo di revisione e di valutazione dei testi prodotti.

Per quanto riguarda la Fondazione CK-12, un’occhiata alla pagina About potrà chiarire un po’ "chi c’è dietro"…

Noi, intanto, continuiamo pure a discutere ..ma soprattutto a pagare (personalmente, quest’anno €300 per una prima liceo.. dizionari esclusi, of course..).

Open Education: un’occasione di lavoro

La Open Education non è solo uno slogan per eccentrici, ottimisti visionari, ma può essere anche un’occasione di lavoro.

Esiste infatti un ente pubblico che offre una posizione per OPEN EDUCATION PROJECT MANAGER ed è disposto a pagare ben $60.000 annui per assicurarsi qualcuno in grado di fornire

active leadership and expertise in managing open education projects

Tranquilli, il prezioso denaro pubblico italico non è coinvolto in questo folle progetto: lo sconsiderato ente non si trova dalle nostre parti, ma sulle rive dell’Oceano Pacifico, è il Washington State Board for Community & Technical Colleges.

Naturalmente per ottenere questo posto non si svolgerà alcun concorso, concetto peraltro praticamente sconosciuto da quelle parti. Basterà inviare una domandina, anche via email o via fax (niente "raccomandata"!! :-)).

E non serviranno neanche chilometrici elenchi di titoli di studio. Si accontentano di

A combination of education and experience equivalent to a bachelor’s degree

(notare la formulazione: non "laurea in…" ma "combinazione di istruzione ed esperienza equivalente a …").

Certo, ci anche sono molti altri requisiti. Si dovrà dimostrare, tra l’altro, di possedere un

A background in managing online community mechanisms, such as wikis, blogs, social networking applications, discussion lists

Chi fosse interessato, legga per bene l’intera documentazione e non dimentichi di allegare alla domanda

Links to your online activities (e.g., projects, blogs, wikis, videos, slideshare, twitter, etc.)

Ma che lo dico a fare, è una normale prassi anche qui da noi, no?

Ah.. no?

Il Manifesto degli Insegnanti

Un gruppo di colleghi aderenti al network La Scuola Che Funziona (LSCF) ha lavorato per mesi alla stesura del Manifesto degli Insegnanti.

Il Manifesto è stato pubblicato alcuni giorni fa ed è ora disponibile per la firma da parte di tutti coloro che ne condividono lo spirito.

Sono stato a lungo indeciso se aderire o meno, e per le stesse ragioni per le quali non ho partecipato attivamente alla redazione.

Mi era già capitato in occasione della sottoscrizione della CapeTown Open Education Declaration.

Il fatto è che ho una specie di allergia per la retorica delle "solenni dichiarazioni", per i giuramenti, le promesse, le "buone intenzioni".

Penso che non dovrebbero servire, che non si dovrebbe mai "giurare" perché i giuramenti tutto sommato sono fatti più per essere infranti che osservati, che si dovrebbe semmai agire senza "dichiarare"…

E poi, perché un manifesto degli insegnanti e non, ad esempio, uno per gli avvocati, i medici (sì lo so che c’è il giuramento di Ippocrate ma, sinceramente, non lo porterei a ..buon esempio :-)), gli architetti, i giornalisti, i… politici πŸ˜‰ ecc. ecc.?

Perché gli insegnanti devono "dimostrare" qualcosa (per poi regolarmente non vedersi riconoscere nulla)?

Perché si dovrebbero pubblicamente e solennemente sottolineare una serie di azioni e comportamenti che invece sarebbe lecito aspettarsi come "naturali" ?

Insomma, una lunga serie di dubbi e obiezioni.

Alla fine però ho firmato.

Non lo so perché: i dubbi ci sono sempre, ma i tempi che attraversiamo sono speciali e forse vale proprio la pena di accantonare le proprie remore anche solo per affermare ad alta voce che

Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante.

Chi vuole, con o senza dubbi, può aderire e firmare!

OpenDNS e filtro dei contenuti con FamilyShield

OpenDNS è un servizio DNS "alternativo", rispetto al normale DNS offerto da tutti i provider.

In pratica, per utilizzare OpenDNS è necessario modificare le impostazioni DNS sul proprio computer o sul router, inserendo gli indirizzi IP dei server OpenDNS. I vantaggi? Sostanzialmente, maggiore velocità e sicurezza.

Io lo uso da qualche tempo, con soddisfazione (nel senso che non ho avuto mai problemi :-)).

Chi ha bambini e ragazzi adolescenti in casa è però inevitabilmente alle prese con il problema della sicurezza e dei "contenuti non adatti".

Certo, finché i bambini sono piccoli si naviga insieme, si parla, si educano, si consigliano. Tuttavia, prima o poi tutto questo non sarà più sufficiente: è poco ragionevole pensare che si possa sempre "co-navigare" con un adolescente..

Ci troveremo quindi di fronte alla necessità di installare un sistema di filtraggio dei contenuti. Su ilFiltro.it si trova una ricca documentazione su questo argomento che, naturalmente, riguarda anche le istituzioni scolastiche le quali avrebbero il dovere di intervenire in questo senso, dal momento che, in pratica, è alquanto difficile garantire sempre e comunque un controllo puntuale sui singoli computer collegati in rete.

image Ora, OpenDNS offre un servizio di filtraggio dei contenuti, chiamato FamilyShield che ha interessanti funzionalità, come la possibilità di essere attivato direttamente su un router. Considerando che anche in ambiente domestico sono ormai diffusissimi i router wireless che consentono l’accesso a Internet per tutta la famiglia, è un’opzione davvero utile e più sicura rispetto alla soluzione relativa al singolo PC (il ragazzino smanettone che sa come si cambia un’impostazione DNS non è difficile da trovare ;-)) dal momento che la configurazione del router è solitamente protetta da password.

FamilyShield non richiede alcuna installazione di software, essendo basato esclusivamente sulle impostazioni DNS. Registrandosi sul sito, si ottiene la versione Basic del filtro, che consente alcune personalizzazioni, come la selezione di numerose categorie di contenuti da filtrare o meno (inclusi i social network…). E’ gestita l’assegnazione di indirizzi dinamici, come accade normalmente per le reti domestiche.

Costo: la versione Basic, ottima per le famiglie, è gratuita!! Esistono però altre versioni, a pagamento, ad esempio per le scuole, a prezzi interessanti.




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