Archivio - Pagina 2

Dialettica in rete

Ho letto in giro un post che non mi è piaciuto.

Ho proposto, anche polemicamente, una discussione critica sui contenuti di questo post.

La proposta è stata dapprima accolta con favore.

La discussione è diventata però sempre più polemica e ruvida, anche a causa mia.

Infine, gli interlocutori hanno deciso di trasformarla in un attacco personale, contro di me, ovviamente.

Nessun problema, può capitare. Forse me la sono anche cercata :-) .

Però, tra i commenti dei miei interlocutori ho trovato questa affermazione:

Antonio, se sei contro XY (continuo a non capirne il motivo) sei contro la vita e contro le migliori intenzioni dell’uomo.
Questo dovresti capire.

(XY sono le idee, le opinioni, la corrente di pensiero dell’interlocutore, che a me, semplicemente, non piacciono)

Vedo due alternative possibili:

  1. il mio interlocutore ha scherzato, mi ha preso in giro. 
    In questo caso c’è l’altissima probabilità che io abbia fatto la figura del cretino, in tutta la discussione, avendo preso sul serio quello che invece serio non era.
  2. il mio interlocutore NON ha scherzato.
    Sinceramente non ho un commento per questa alternativa…

Continuo a coltivare la speranza che sia vera l’alternativa numero 1.

La competenza digitale nella scuola

E’ appena uscito il volume  La competenza digitale nella scuola - Modelli e strumenti per valutarla e svilupparla nel quale, con Antonio Calvani e Maria Ranieri, facciamo il punto sul tema della imagecompetenza digitale, tuttora grande "sconosciuta" nell’ambito scolastico italiano nonostante sia da anni inclusa tra le otto competenze chiave per il lifelong learning riconosciute a livello europeo e internazionale.

E’ anche un’occasione per riflettere ancora una volta (e pare che l’argomento sia sempre attuale…) sull’impiego delle tecnologie nella scuola. Dopo decenni di esperienze del loro uso, infatti, si intravedono oggi più criticità che successi, mentre rimane assolutamente vaga la consapevolezza di cosa si intenda per competenza digitale, come si possa valutarla e diffonderla nelle scuole.

Tra coloro che la identificano con la padronanza di tecniche che si ritengono acquisite dai giovani in modo del tutto naturale (in quanto «nativi digitali») per i quali si pensa che non siano necessari particolari interventi educativi, e altri, che invece guardano ai modelli certificativi stile ECDL, la proposta avanzata nel libro (che fa seguito al lavoro realizzato nell’ambito del progetto Digital Competence Assessment), è quella di un modello di competenza digitale fondato su basi educative, con una forte rilevanza attribuita alle dimensioni critica, cognitiva ed etica.

La competenza digitale viene quindi riportata ad un quadro complesso di competenze articolate che comprendono non solo il possesso di abilità procedurali, ma anche componenti più elevate, come la capacità di analizzare e valutare dati, rappresentare e risolvere problemi, esplorare contesti tecnologici sconosciuti, stabilire sinergie collaborative.

Nel primo capitolo Maria Ranieri fornisce un quadro generale della ricerca sulla nozione di competenza digitale nel contesto internazionale.

Nel secondo capitolo Antonio Calvani presenta il modello teorico di competenza digitale utilizzato nel libro.

Il terzo capitolo, che ho curato personalmente, riguarda in modo specifico uno degli strumenti di valutazione inclusi nella proposta, quello più rivolto verso la modalità quantitativa, ovvero i questionari online Instant DCA, i quali sono stati utilizzati nei mesi scorsi per una sperimentazione a livello nazionale che ha coinvolto più di mille alunni delle classi seconde superiori. I risultati di questa applicazione sono presentati in modo esteso nel capitolo.

Infine, nel quarto capitolo, Maria Ranieri presenta, alla luce di una riflessione più ampia sul concetto di valutazione, i criteri che ci hanno guidati alla scelta degli strumenti qualitativi derivati dal modello (le cosiddette prove situate).

Dottorato: finito! Con Prezi…

Per la discussione finale dell’8 aprile scorso ho provato a usare Prezi, un "esoterico" tool per presentazioni, niente affatto simile al buon vecchio Powerpoint! :-)

Ecco qui:



Un saluto a tutti i i colleghi neo-dottori di ricerca del XXII ciclo del Dottorato in Telematica e Società dell’Informazione dell’Università di Firenze!

Sinistra Italiana, il primo di Aprile

imageRiflettendo sui risultati delle ultime elezioni (ma anche delle precedenti…) emerge un dato che credo sia significativo: la sinistra (senza trattini né prefissi) ESISTE(rebbe) ancora!
Allora, facciamo un po’ di fantapolitica: immaginiamo che domani, primo aprile (eh eh eh!) venga presentato il nuovo partito "Sinistra Italiana", i cui promotori siano provvisoriamente rappresentati dalle residue innovative e illuminate personalità del PD (se ancora ve ne sono…) e altre formazioni di sinistra, ma che già si impegnano a ad eleggere nuovi dirigenti entro l’anno, tramite Congresso, con accesso a chiunque interessato, sia in presenza che online.
Immaginiamo che siano accantonate improvvisamente (ma definitivamente! rivalità personali, interessi di più o meno piccola bottega, diatribe varie su inni, simboli, falci, martelli e affini.
Il nuovo partito, semplicemente, si ispira al morettiano e mai dimenticato motto "Dì qualcosa di sinistra" :-) ; fa proprie quelle istanze della sinistra, che oggi sono portate avanti in modo sempre più sfilacciato da varie formazioni, più o meno organizzate, partendo da una certa parte del PD (sempre più a disagio..), agli "storici" residui di Rifondazione, al "laboratorio" di Vendola, fino a Di Pietro e  ai grillini. La nuova Sinistra Italiana non occhieggia al centro, non blandisce la Chiesa nè aspira al voto dei "cattolici", non è attaccata a poltrone e poltroncine, non ha "funzionari" né "figli di..", è un partito laico, snello, democratico, solo di sinistra (non di centro-), non è comunista ma è rivoluzionario (nel senso proposto da Mario Monicelli a Raiperunanotte).
Ebbene, secondo me questo partito che si appresta a nascere il primo di aprile potrebbe contare, già oggi, su più voti del PD, arrivando a sfiorare e forse a superare, il 30%!
Proviamo a fare due fanta-conti, basandoci sui risultati delle recenti Regionali.
Cominciamo a sommare il 3,03% di Sinistra Ecologia e Libertà con il 2,74% della Federazione della Sinistra e siamo ad un piccolo ma già significativo 5,77%, aggiungiamo lo 0,67% dei Verdi e otteniamo il 6,44%.
A questo punto, entriamo nella fantapolitica vera e propria, ci travestiamo da Mago Otelma e le spariamo davvero grosse: il 35% non ha votato? Beh, ipotizziamo che di questo 35% un 8% sarebbe disposto a votare il nuovo partito di sinistra! Abbiamo così raggiunto il 14,44%!
Non ci fermiamo, però, perché a questo punto dobbiamo aggredire il dinosauro, l’animale in estinzione, il PD! Di quel 26% di votanti che ancora miracolosamente raccoglie, è ragionevole pensare che la metà siano elettori "di sinistra"? Penso di sì! Ebbene, se ci prendiamo questo ulteriore 13%, siamo al 27,44%. E’ pensabile infine che qualche frangia del 7% che oggi vota per Di Pietro darebbe credito al nuovo partito? Diciamo un 2%, per cominciare?
Ok, così siamo al 29,44%, pertanto arrotondare al 30% non è scorretto, no?
Certo, capisco, dove si va con solo il 30%? Non lo so, però sarebbe un 30% SOLO DI SINISTRA!
Un sogno?
Intanto.. domani è il primo di aprile… :-)

Pubblicità elettorale/2: treni, che passione…

Seconda parte della saga sui depliant elettorali dei candidati alle elezioni regionali. Ho iniziato così per gioco, per vedere chi la sparava più grossa.. :-) e soprattutto per "annotare" le migliori perle..

Dopo la prima esilarante puntata, sono già costretto ad integrare con gli ultimi due arrivi in cassetta, entrambi dedicati allo spinoso tema dei trasporti ed in particolare delle ferrovie.

Un assessore uscente, voglioso di riconferma, informa i cittadini della grande innovazione nel trasporto locale, rappresentata dal Memorario. Il Memorario esiste da diversi anni in alcune regioni e consiste in pratica nell’orario cadenzato dei treni per cui, su una certa linea, le partenze avvengono sempre agli stessi minuti. L’orario in questo modo è facile da ricordare. Ad esempio, tra Pisa e Firenze, dove è in funzione da anni, i treni partono da Pisa sempre ai minuti 01 e 32 di ogni ora.
Dall’aprile 2009, dovrebbe esserci l’orario cadenzato anche tra La Spezia e Monterosso, a servizio delle Cinque Terre, da anni quotidianamente prese d’assalto da battaglioni di turisti.
Ebbene, questo è l’orario dei treni da Spezia a Monterosso (dal sito Trenitalia):
00.50 - 04.30 - 05.02 - 05.08 - 05.48 - 05.56 - 06.27 - 06.40 - 07.12 - 07.55 - 10.01 - 10-07 - 10.40 - 11.10 - 12.00 - 12.22 - 12.40 - 12.55 - 13.17 - 13.27 - 14.00 - 14.06 - 14.40 - 15.02 - 15.10 - 15.27 - 16.01 - 16.40 - 17.00 - 17.05 - 17.13 - 17.27 - 18.00 - 18.06 - 18.40 - 19.02 - 19.10 - 19.29 - 20.00 - 20.18 - 21.16 - 21.23 - 22.22 - 23.10.
Ma… dov’è la cadenza????? Quali sarebbero gli "stessi minuti"?? Addirittura al mattino c’è un buco di due ore tra le 7.55 e le 10.01! Gli altri treni poi partono a qualunque minuto, salvo quale rara ripetizione (forse del tutto casuale?). Sarà un mio limite, ma questo orario non riesco proprio a memorizzarlo!

Un locale politico di lunghissimo corso (inclusi alcuni cambi di casacca…) si presenta con l’accattivante slogan "Ritorno al futuro" e promette una nuova linea ferroviaria diretta Levanto - La Spezia(!) per riservare quella attuale all’uso come metropolitana(!) oltre ad una nuova stazione ferroviaria in città(!). Per completare la faraonica proposta, aggiunge un elenco di colossali opere stradali (caselli autostradali, complanari, ecc.).
Ora, chiunque conosca il territorio della provincia della Spezia e delle Cinque Terre in particolare, può capire quanto sia assurdo fare proposte simili!  
Uno sguardo alla storia dell’esistente linea ferroviaria può essere istruttivo…

Pubblicità elettorale: cantanti e giovani confusi

Rientro a casa e trovo la cassetta della posta intasata dalla pubblicità elettorale.

Non volantini generici ma roba imbustata o cartoline con tanto di nome, cognome e indirizzo (in uno ci sono addirittura indicati il piano e l’interno!).

Primo pensiero: ma i miei dati, a questi signori, chi li ha forniti? Ah, già, dimenticavo, c’è la legge sulla privacy ma si applica soltanto ai quadri dei voti finali a scuola.. giusto, che sciocco, poi questi sono politici, quindi hanno un implicito legittimo impedimento ad osservare qualsivoglia norma. Che stupido, non ci avevo proprio pensato.

Vabbé, ormai ce li ho in mano, questi interessanti opuscoli, forse vale la pena di leggerne un paio..

(pausa per la lettura)

No, non valeva la pena!

Il primo, di un maturo politico locale di lungo corso, è un pieghevole a sei facciate dal quale apprendo con piacere che al suddetto signore piace ballare, cantare e suonare:

mi piace ballare e in particolare mi appassionano i ritmi latino-americani. Spesso mi diletto a suonare la chitarra e cantare in compagnia di amici

Peccato, io odio il latino-americano!!! Sennò lo avrei votato, ma sicuro sicuro! Ehh, a volte la pubblicità ottiene l’effetto contrario, si sa :-)

Se il primo è stato patetico, la vera delusione viene dal secondo depliant (quello il cui autore conosceva il piano e l’interno di casa mia…).

Si tratta dell’autopresentazione di un ggggiovane politico, salito agli onori della cronaca nazionale un paio d’anni fa per gli arguti slogan a doppio senso su alcuni prodotti tipici locali (la patata, il pisello… eh sì… il livello è questo…).

Il nostro ggggiovane ora corre per le regionali e mi informa che intende:

aiutare le nostre imprese ad essere più competitive per ridurre la burocrazia

Un momento!! Che significa????

Forse intendeva "ridurre la burocrazia per aiutare le nostre imprese ad essere più competitive"?

Questo sarebbe stato un obiettivo sicuramente ambizioso, ma almeno la catena causa-effetto sarebbe stata espressa correttamente!

Dovrei votare per uno che scambia la causa con l’effetto?

O (non so se sia più grave..) che non rilegge neanche la sua presentazione che, sicuramente, è stata inviata a migliaia di cittadini (con tanto di piano e interno, però)?

Waterfront alla Spezia

Ecco la grande opera che dovrebbe cambiare il volto della città di La Spezia:

Sì, ma …QUANDO?

Allora, ci sono voluti TRE anni solo per approvare il progetto …già approvato nel 2007!! Ma che appare oggi sui giornali locali con il titolo "Presentato il progetto Waterfront"!

Pertanto, quanti anni serviranno per completare questi faraonici lavori?
Considerando:

  • che la tangenziale o variante Aurelia è "in costruzione" da più di vent’anni?
  • Che il porticciolo Mirabello, iniziato nel 1994 (ma progettato nel 1975!!), non è ancora finito (se ne parlava così nel 2001)?
  • Che alla passeggiata Morin, da SEMPRE, c’è quell’inconfondibile odorino ("ancora teatro degli sversamenti fognari e per questo nemmeno monitorato", maggio 2009, ma ad oggi nulla è cambiato)?
  • Che il nuovo ospedale è una chimera da decenni?

Tanto per fare uno scomodo confronto, il Terminal Crociere di Savona è stato costruito in meno di due anni ed è operativo dal 2003!

Con tanti auguri ai concittadini che credono ancora alle favole.

Estremismi

image Evidentemente, il mix tecnologie-scuola non si presta a riflessioni equilibrate, ma solo a ondate alternate di bulimia e anoressia, di ottimismo acritico e di contrasto feroce.

In questo infinito giro di montagne russe pare che siamo ora al momento della discesa a precipizio: si dice che i nostri amici americani abbiano infatti "improvvisamente" scoperto (ma lo sapevano già!!!) che, ebbene sì, con un netbook e una bella connessione wireless ci si può facilmente distrarre, durante le lezioni! Altro che prendere appunti!

Invece, prima, tutti stavano attentissimi e seguivano diligentemente l’interessantissima lezione dell’esimio professore… Nessuno mai si distraeva scarabocchiando su un foglio oppure guardando fuori dalla finestra, leggendo il giornale di nascosto o lanciando occhiate alla vicina di banco..  Ehh..bei tempi, senza computer, Internet e telefonini a disturbare il regolare corso degli studi! :-)

E allora, bruciare i computer con l’acidocontrollare  e/o proibire tutto mi sembrano davvero ottime soluzioni, che gioveranno sicuramente al miglioramento della didattica in tutti i livelli scolastici e risolveranno i problemi di apprendimento degli studenti, i quali otterrano finalmente (anzi, nuovamente..) quegli ottimi risultati che tutti auspichiamo.

Ovviamente, tra un acido e un cartello di divieto, è del tutto inutile chiedersi come mai gli studenti ritengano così poco rilevante la lezione e vi si trovino così poco coinvolti da preferire una partita al PC o navigare sul Web! E conviene anche non pensare che magari  la gestione di una classe "tecnologica" è ben diversa da una tradizionale, per cui, forse, la sempiterna lezione frontale risulta meno adeguata…

Molto meglio dare la colpa alla tecnologia brutta e cattiva, tornare alla rassicurante carta e penna e far finta di non vedere tutte quelle facce, finalmente …attente.

Orientamento o caste?

Ricevo dalla scuola media di mio figlio, assieme alla pagella del primo quadrimestre, una scheda (Oggetto: giudizio orientativo) che dovrebbe aiutare la famiglia nella scelta della scuola superiore.

Ecco la parte più significativa della scheda:

giudizio

Devo dire che lo stile comunicativo di questo documento mi lascia alquanto perplesso…

Sarò un ingenuo, cadrò sempre forse dal pero, tuttavia mi sembra che qui siamo di fronte non tanto ad un tentativo di "orientamento", quanto piuttosto ad una sommaria suddivisione in (come altro chiamarle?) caste scolastiche.

In sostanza, i professori della scuola media fanno questo ragionamento: se il ragazzo è bravo e studioso e ha buoni voti("in relazione agli obiettivi didattici e comportamentali"), lo indirizziamo ad un liceo (eh sì, perché la formula "qualsiasi tipo di scuola", per differenza rispetto alle altre elencate, a cos’altro si riferisce se non ai licei? :-) ), se i voti sono un po’ meno buoni, vada allora ad un istituto tecnico, se i risultati sono ancora inferiori ci sono gli istituti professionali e, infine, proprio all’ultimo livello, si rivolga alla formazione professionale!

Implicitamente, quindi, si stabilisce di fatto una gerarchia delle scuole superiori, con in alto la casta "nobile" dei licei, riservata ai "bravi" e in basso gli "intoccabili" "somari" dei corsi di formazione professionale.

Bel modo di fare orientamento! Ci si basa unicamente sui risultati scolastici e si invia alle famiglie un messaggio molto semplificato e, direi, banale. Uno po’ nello stile delle profezie auto-avveranti che tanti danni fanno proprio a scuola, incidendo a volte in modo irreparabile sull’autostima degli alunni.

Il rendimento scolastico può essere un elemento per l’orientamento ma certamente non deve essere l’unico! Il rischio di comunicazioni banalizzate come queste è che proprio i ragazzi provenienti da famiglie che avrebbero più necessità e bisogno di reale orientamento siano invece incanalati verso il loro "destino", già deciso, in attesa del fatale auto-adempimento.

Sono infatti certo che famiglie di livello socio-culturale-economico più alto fanno le proprie scelte in base a parametri diversi… Le caste (quelle vere… :-) ) infatti, per loro natura, sono autoreplicanti ma, questo è il punto, la scuola dovrebbe agire in modo da contrastare questo fenomeno, non favorirlo!!!

Pioggia sulla A15

Oggi piove, a tratti anche forte. E c’e’ stato lo sciopero dei treni dalle 10 alle 14.

Mi sono quindi fatto per due volte i 40 chilometri da Spezia a Pontremoli e ritorno, naturalmente percorrendo la A15, la cosiddetta Autocamionale della Cisa.

E allora? Cosa c’è di strano?

Beh, di strano c’è che guidando complessivamente per un’oretta in mezzo ad una sorta di torrente in piena, pregando affinché le mie gomme nuove montate appena qualche mese fa si astenessero dall’aquaplaning, mi sono venute in mente diverse cosette…

Ad esempio, come mai, essendo notoriamente la Lunigiana una della zone a più alta piovosità d’Italia, sull’A15 non c’è quasi traccia di asfalto drenante??? E’ vero, tra Aulla e Pontremoli per alcuni chilometri c’è, ma è rattoppato e forse neanche steso tanto bene, visto che alcune pozzanghere potrebbero benissimo essere classificate come "laghetti"!

Ora che sono finalmente a casa, salvo, davanti ad un PC, faccio qualche ricerca per capire meglio chi gestisce questa autostrada.

Scopro rapidamente che la società che ha in concessione la A15 (fino al 2050, sigh!) si chiama Autocamionale della Cisa SpA, il cui principale azionista è la SIAS SpA, la quale fa capo alla holding finanziaria Argo Finanziaria SpA, la quale fa parte del gruppo Aurelia SpA, a sua volta controllata dal finanziere Marcellino Gavio, recentemente scomparso.

E’ un bel giochetto di matrioske, come al solito, ma leggendo (neanche tanto tra le righe..) le descrizioni e le vicende dei protagonisti (pur nell’asettico stile di Wikipedia..) forse si può anche capire perché, alla fine (e nonostante la rispettabile cifra di €81milioni di ricavi nel 2008) l’Autocamionale fa mancare l’asfalto drenante in una delle autostrade dove sarebbe più necessario, salvo poi naturalmente mettersi a contare morti e feriti, quando occorre..

In compenso, posti in consiglio di amministrazione (composto da ben 26 membri! Tanto per fare un confronto assurdo, quello di Apple ne conta 7!) per imprenditori già imputati in processi vari, politici e/o politicanti misti, non mancano!

Peccato che (certamente è così) quelle illustri personalità non mi leggano :-) ..

Perché mi piacerebbe in particolare chiedere a ben due ex-sindaci della mia città  che siedono in quel consiglio se per caso, loro, la A15, la percorrono solo quando fa bel tempo!!!




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