Open Ed Tech 2009

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Appena rientrato dall’ Open Ed Tech 2009!

La seconda edizione del think tank della UOC – Universitat Oberta de Catalunya. Quest’anno il meeting, sponsorizzato anche dal New Media Consortium, è stato dedicato al tema dell’Università del Futuro:

how to make our educational institutions truly responsive to the needs of contemporary society and today’s students.

Le raccomandazioni di quattro diversi gruppi di lavoro sono stati raccolti su un wiki e pubblicati in tempo reale su Twitter, attraverso l’hashtag OET09 (provato anche un nuovo tool, Tweet Grid).

Attraverso una successiva sintesi (fantastica la grafica a cura di Rachel) e un processo di "votazione" da parte di tutti partecipanti, è stato possibile sintetizzare i cinque punti più importanti (otto nella figura):

  1. Riuso e remix di rich media. Rendere più facile la ricerca, l’uso, la citazione, l’annotazione di parti di contenuti mediali. Lavorare sulle modalità di traduzione, non solo linguistica. Migliorare la portabilità.
  2. Adottare in modo più organico l’uso dei dispositivi mobili come piattaforme di apprendimento.
    Con il mobile (non solo telefoni, ma ogni tipo di dispositivo), gli utenti hanno la massima libertà di accedere all’informazione quando e dove necessario.
    Servono però contenuti specificamente progettati e una maggiore interoperabilità tra le piattaforme applicative, auspicando l’affermazione di un network mobile globale, ancora più ubiquo rispetto al web.
  3. Certificazioni e crediti legati agli esiti e delle competenze, non al tempo passato in classe. E’ il momento di riconoscere che molto apprendimento ha luogo al di fuori dei corsi formali. E’ necessaria una maggiore flessibilità nelle istituzioni, per separare la frequenza dei corsi dalle competenze ottenute e consentire a molti studenti di alternare diverse modalità educative, come programmi non universitari, apprendistato, mentoring e altre modalità informali e inovative, ottenendo tuttavia il riconoscimento di tali attività.
  4. Introdurre e consolidare una reale cultura della condivisione nella quale i problemi relativi alla proprietà intellettuale, al copyright ed alla collaborazione tra studenti si sfumino verso l’affermazione di un modello più aperto. Servono strutture che supportino la condivisione di work in progress, ricerche in corso, progetti collaborativi e un’estesa consuetudine alla pubblicazione aperta di materiale accademico di ogni tipo, inclusi sistemi di gestione della reputazione, dei processi di pari-revisione e nuovi modelli per la citazione di contenuti. I sistemi di valutazione dovrebbero modificarsi per riconoscere e supportare queste pratiche.
  5. Considerare il contesto e non solo il contenuto. Le risorse aperte non sono devono essere viste soltanto come contenuti ma includere il contesto educativo. E’ necessario pensare a modi per aggiungere narrazioni, indicazioni, modalità operative che contestualizzino i contenuti proposti. E’ stato proposto un approccio denominato pedagogical wrapper, ovvero un insieme di linee guida e processi che consentano di rappresentare tali contesti d’uso, evitando l’eccessivo focus sui contenuti e/o sulle tecnologie.

Sono particolarmente contento di vedere che il concetto di cultura della condivisione, che ho introdotto in uno dei lavori di gruppo, sia stato bene accolto, ampliato e valutato tra i cinque punti chiave, così come l’osservazione sulla video annotation, proposta da Giovanni.

Come già l’anno scorso, è stata un’occasione unica per incontrare nuovamente alcuni tra i maggiori esperti mondiali di tecnologie educative impegnati sul tema della Open Education, ma anche per conoscere outsider di grande rilievo (penso soprattutto a Jessica Colaço ed ai suoi progetti di mobile learning in Africa).

Anche in questa occasione, l’organizzazione (Eva & Eva in testa!) è stata ottima e ha saputo alternare momenti di concentrazione e di lavoro con allegria e divertimento (mai stato prima un ristorante dove.. prima si cucina e poi, eventualmente :-), si mangia!)

Ulteriori informazioni sull’Open Ed Tech 2009 Wiki. Moltissime foto su Flickr (neanche una fatta da me, ho dimenticato a casa la fotocamera :-()

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4 Responses to “Open Ed Tech 2009”


  1. 1 eleonora Ott 22nd, 2009 at 10:07

    Grazie dell\’ottima sintesi Alfredo! Vi ho seguito in diretta via twitter…mi sembra che la modalita\’ di lavoro sia molto interessante. Non conoscevo questo gruppo di lavoro.

    Lo stesso giorno il 20 ottobre su twitter passavano anche informazioni su quest\’altro evento..
    http://www.jisc.ac.uk/whatwedo/programmes/elearning/oer/progmtgoct09.aspx

    bello veder crescere il dibattito sui contenuti aperti.

  2. 2 antonio.fini Ott 22nd, 2009 at 10:12

    Grazie Eleonora. Avrai visto che era presente anche Susan D’Antoni. Abbiamo parlato (bene :-)) di te!
    Però se avessi saputo che mi avresti ribattezzato Alfredo avrei parlato mebo bene!!!

  3. 3 M. Fioretti Ott 28th, 2009 at 12:03

    Buongiorno e grazie per l\’articolo.

    Vorrei sapere se:

    – sono state menzionate iniziative in altri paesi come quella EMCA in Italia, vedi: http://stop.zona-m.net/it/node/12
    che vanno esattamente contro lo spirito di condivisione menzionato qui

    – in caso affermativo, se e come sono state constratate.

    Grazie e buon lavoro,

    Marco

  4. 4 eleonora Nov 13th, 2009 at 16:19

    Che figura!! hai tutte le ragioni ANTONIO di essere arrabbiato con me 😉

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