OLPC a Firenze

Questa mattina, nella Sala de’ Dugento, in Palazzo Vecchio, Firenze, il professor Nicholas Negroponte ha presentato il laptop XO, che è, diciamo, l’hardware del progetto OLPC (i dettagli della giornata sono su tutti i giornali).

Il Comune di Firenze, primo nel mondo, ha adottato il progetto per la diffusione nelle scuole.

C’era parecchia gente alla presentazione, molti giornalisti, qualche amico e collega, ma soprattutto molti bambini delle scuole elementari di Firenze, i quali si sono subito appassionati al simpatico oggettino.

E proprio una bimba ha posto la domanda chiave: “Scusa, ma COME possiamo usarlo questo computer, a scuola?“.

Ecco, l’hardware c’è (stupendo, per la cronaca, un vero gioiellino tecnologico), purtroppo mi sa che manca il software, ma non quello di sistema, quello …umano!

Cosa rispondiamo alla bambina?

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10 Responses to “OLPC a Firenze”


  1. 1 Andreas Formiconi Mar 7th, 2008 at 22:25
  2. 2 Eleonora Mar 8th, 2008 at 9:10

    Qualche risposta la possono dare i bambini della IV del Primo Circolo di Rivoli a Torino, che insieme alla maestra Paola http://spicchidilimone.blogspot.com/) hanno avuto la possibilita’ di usarlo anche se per poco tempo … i risultati sono pubblicati su http://share.dschola.it/olpc
    insieme ad altre riflessioni fatte dal punto di vista di noi “adulti”, in quanto informatici, insegnanti, esperti di tecnologie didattiche ma anche cittadini del mondo occidentale a volte un po’ troppo abituati a vedere il mondo dell’educazione con i nostri occhiali distorti…

    la riflessione e’ appena cominciata ed aperta a tutti

    ciao Eleonora…

    ps. scusa Antonio, capisco l’orgoglio Fiorentino ma cosa intenti per “il comune primo nel mondo” ? nel senso che non e’ uno stato? non e’ una regione? perche’ anche come Comune dovete vedervela con Birmingham Alabama
    http://www.eschoolnews.com/news/top-news/?i=52853;_hbguid=53d62c04-edf8-41ef-a6ce-a635959165a0&d=top-news
    😉

  3. 3 Gianni Marconato Mar 8th, 2008 at 10:16

    Antonio, ok i pochi soldi, ok Negroponte ….ma ha un senso secondo te questo micro pc qui da noi dove il problema principale è il cosa fare con i pc non avere i pc? Vedi, ad esempio l’intervista a Reeves che ho sintetizzato nel mio blog in
    http://oltreelearning.blogspot.com/2008/03/povert-di-innovazione-pedagogica.html.
    O basta, anche per il comune di Firenze “primo al mondo” solo dire che si fa una azione “innovativa”.
    Vedi il gustoso corsivo di Schank che ripreso da me
    in http://oltreelearning.blogspot.com/2008/03/perch-cambiare-basta-dire-che-lo-fai.html
    Gianni

  4. 4 maria ranieri Mar 8th, 2008 at 19:54

    Con sommo dispiacere non sono riuscita a venire all’incontro e quindi ti ringrazio, caro antonio, per averci dato un’idea della cosa…
    Al di là del quesito che poni, mi conforta apprendere da te che si tratta di un vero gioiellino tecnologico. Perché? Perché qualcuno ha sostenuto che quella di Negroponte è la solita iniziativa “benefica” nei confronti dei paesi del sud del mondo che si traduce nel fornire soluzioni di serie B. Invece a quanto pare non è così! E poiché ho difeso in più sedi l’iniziativa del MIT, il tuo parere conferma la mia convinzione. Anzi, dirò di più…
    1-Nel mondo le risorse sono limitate e le recenti crisi lo dimostrano nonché la recessione in agguato;
    2-Il modello della crescita e dello sviluppo infinito sta drammaticamente vacillando;
    3-Ergo: credo che dovremmo investire tutti in modelli innovativi volti a comprimere sprechi e consumi inutili;
    4- Allora? Allora il laptop è una buona idea non solo per i paesi del sud del mondo, ma anche per noi!!!
    Questa è la lezione che secondo me dovremmo trarre…

  5. 5 Mario Mattioli Mar 9th, 2008 at 11:06

    Cosa rispondiamo alla bambina?
    Che ci dobbiamo rimboccare le maniche e crearlo, il software. Basterebbe una percentuale infinitesimale di quello che si spende per sviluppare videogiochi. Se penso a quanti soldi si spendono, in Italia, per iniziative di formazione, giornate di studio e corsi residenziali che non servono a nessuno…

    Aggiungo anche che, in presenza di un collegamento a Internet, tante cose (ma proprio tante!) si possono già fare dentro a un browser.

  6. 6 antonio.fini Mar 10th, 2008 at 9:25

    @eleonora: sul “primato” sono rimasto sorpreso anch’io.. ma è quello che ha dichiarato Negroponte..
    Grazie per gli interessantissimi link proposti!

  7. 7 antonio.fini Mar 10th, 2008 at 9:33

    @gianni: sai bene che sono con te! Il mio riferimento alla domanda della bambina va proprio in questo senso.
    Evidentemente la bimba, con la rapidità mentale tipica della sua età, si era vista a scuola con l’aggeggino davanti e … appunto…. si era domandata… “COSA/COME?”
    Però, d’altro canto, sappiamo bene come in fondo anche gli oggetti tecnologici in sè condizionino il nostro operato.
    Immaginare una classe di bambini con un PC da €125 davanti (senza Windows…), molto facile da usare (per loro…) che, in modo del tutto naturale, possono, ad esempio, a scrivere un testo a più mani (nel XO è una cosa possibile, senza connettersi a Internet, semplicemente con le applicazioni presenti a bordo del PC) potrebbe anche costituire uno stimolo non da poco… e, soprattutto, un modello del tutto nuovo di guardare all’informatica, nella scuola e nella vita.
    Altre suggestioni da @Mario e @Maria, grazie!

  1. 1 Insegnare Apprendere Mutare Trackback on Mar 8th, 2008 at 9:09
  2. 2 Negroponte, l’OLPC e le viti in sovrannumero Pingback on Mar 10th, 2008 at 19:35
  3. 3 Ancora su OLPC… | Eleonora Pantò Pingback on Feb 10th, 2017 at 23:17

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