OER tra Creative Commons e SCORM. Magari anche da noi…

La notizia che il Dipartimento del Lavoro USA ha intenzione di stanziare due miliardi di dollari (circa 1,5 miliardi di euro; lo scrivo in cifre, così ci rendiamo conto meglio: $2.000.000.000) per lo sviluppo di contenuti digitali aperti per l’apprendimento è stata ripresa in questi giorni dai più popolari edu-blogger.

Nel dibattito online sono stati evidenziati soprattutto due aspetti peculiari di questa iniziativa, entrambi relativi a requisiti obbligatori che dovranno avere le risorse prodotte nell’ambito dei progetti finanziati da questo colossale grant.

Il primo, sul quale sembra esserci un generale apprezzamento, è la licenza: i contenuti dovranno imageessere tutti rilasciati con licenza Creative Commons – Attribuzione (CC-BY). Dunque, via tutti i paletti che limitano in vario modo il riutilizzo: sarà possibile prima di tutto modificare e riadattare i materiali (ad esempio tradurli, pratica impedita dalla clausola ND che campeggia in talune altre iniziative, anche nostrane); riusare questi materiali anche a scopo commerciale (di solito questo non è possibile, per via della clausola NC); e non sarà obbligatorio perpetuare lo stesso tipo di licenza con eventuali prodotti derivati (come imposto dalla diffusa clausola SA). Sarà sufficiente conservare l’attribuzione, ovvero citare l’autore originale.  Sono certo che il mio amico David Wiley (con molti altri..) è entusiasta di questa decisione (anche perché l’ha scritto lui stesso.. Occhiolino).

Il secondo aspetto riguarda il formato: le autorità USA hanno stabilito che tutti i contenuti prodotti grazie al finanziamento dovranno essere distribuiti esclusivamente in formato SCORM.

Le reazioni negative si sono concentrate in particolare su questo secondo punto. A molti è sembrato un passo indietro. Pare davvero strano che si voglia riesumare in qualche modo SCORM, uno standard (animagezi una “specifica”) molto diffuso (e altrettanto criticato) da anni, ma irrimediabilmente legato al “vecchio” e-learning, quello basato sul paradigma single-learner, self-paced e fortemente ancorato ai sistemi LMS, le famigerate piattaforme e-learning oggi sempre più messe in discussione dall’emergere delle nuove (ormai neanche più tanto..) modalità di interazione offerte dalla rete (PLE, dispositivi mobili, social software, ecc.).

Chi volesse saperne di più sulla discussione in corso può seguire due/tre link “chiave”: i contributi di Downes, Rob Abel, Michael Feldstein.

Sicuramente questo aspetto lascia molto perplesso anche me. Tuttavia, la mia riflessione principale è però un’altra, ancora una volta ispirata dal sempre più impossibile confronto con la ben più amara realtà, basata su tagli e mancati investimenti.

Sinteticamente: cari americani, beati voi! Visto che potete permettervi di stare a discutere se un formato è meglio di un altro. Qui, siamo costretti a parlare di ben altro…

9 Responses to “OER tra Creative Commons e SCORM. Magari anche da noi…”


  1. 1 Pierfranco Ravotto Gen 30th, 2011 at 19:22

    Ciao Anto

    ottima notizia (hai ragione, ben diversa da quelle cui siamo abituati).

    Una riflessione sulla licenza: io sostengo sempre l\’uso della By-SA, anche se non sempre ottengo il risultato che vorrei (per esempio in Ensemble – http://www.ensembleproject.eu – il partenariato ha optato per la By-NC-SA).
    Mi rendo conto che l\’elemento ShareAlike rischia di essere limitativo: per esempio, se uno vuole mettere insieme qualcosa che ha una licenza CC by-SA ed un altro che ne ha una analoga ma diversa, per esempio GNU FDL, come fa?
    Però chiedere che sui prodotti modificati venga lasciata la stessa libertà d\’uso e di modifica mi sembra rilevante.

  2. 2 Paolo Aghemo Gen 30th, 2011 at 21:45

    Beati voi è la giusta sintesi, sarebbe bello poter discutere serenamente nelle nostre istituzioni scolastiche di ciò vuol dire che il resto sarebbe perlomeno nella norma…. invece molte energie quotidiane se ne vanno per le emergenze e quindi…

  3. 3 Carlo Columba Gen 30th, 2011 at 23:02

    Bella notizia, davvero! Sulla imposizione del standard scorm non mi preoccuperei più di tanto: dal momento che la licenza prevista è la CC-BY sarà sempre possibile a tutti farne la modifica verso uno standard differente! Intanto però è assai importante che risorse finanziarie di questa entità vengano impiegate per produrre materiali didattici: ne deriverà un volano molto interessante.

  4. 4 antonio.fini Gen 30th, 2011 at 23:09

    Amici, ma ci rendiamo conto?
    Un paese che guarda al futuro pensa ad INVESTIRE, non a TAGLIARE i fondi per l’educazione!
    Poi qui stiamo parlando di risorse aperte.. cose sconosciute dalle nostre parti..

  5. 5 Aubrey Gen 31st, 2011 at 8:47

    Per rispondere a Pierfranco, da un paio di anni la CC-BY-Sa è stata resa compatibile con la GFDL: è stato il movimento Wikimedia (di cui Wikipedia è progeto principe) a spingere in questa direzione, per avere una licenza più flessibile proprio per le voci d Wikipedia. Da questo punto di vista, c’è piena compatibilità fra CC-BY e BY-SA, finchè si rimane fra queste due licenze è difficile che ci siano problemi (che sono dati dalle clausole NC e ND, per ovvi motivi).

  6. 6 melamela Feb 13th, 2011 at 23:05

    Grazie Anto, ho inserito il post nel corso sloop2desk. Condiviso 😉

  7. 7 antonio.fini Feb 14th, 2011 at 7:58

    Nel frattempo, accogliendo le rimostranze di alcuni (soprattutto IMS..), gli americani ci hanno ripensato sulla questione SCORM. Non sarà più l’unico standard accettato.
    http://www.imsglobal.org/community/forum/messageview.cfm?catid=58&threadid=609

  8. 8 Stampa foto online Gen 28th, 2012 at 20:38

    Scusate ragazzi, ma il formato SCORM non è stato abolito?

  9. 9 Danilo Mar 26th, 2013 at 20:47

    E’ inutile fare paragoni, dai: gli stati uniti hanno avuto un progetto (una visione) a lungo termine iniziata molti decenni fa, che solo adesso sta dando i frutti sperati.. Noi siamo ben lontani anche dal progetto, figuriamoci dai frutti!

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