L’edizione regionale di Genova della Repubblica di oggi dà largo spazio alla notizia del salvataggio di uno skipper ligure e della fidanzata, rimasti per nove giorni su una zattera nell’Oceano Indiano (versione nazionale online).
Pare che, per il lieto fine della vicenda, sia stato determinante l’intervento dall’Italia di Sergio Giglio, l’armatore della barca, ma non solo…
Nell’articolo infatti, si legge:
“Sergio Giglio, presidente di Confindustria Piacenza, non era più riuscito a collegarsi con il telefonino satellitare. Non avendo notizie neppure nei giorni successivi, la situazione è precipitata e Giglio ha provato la carta Bersani, chiedendo al ministro, che è di Piacenza, di occuparsi della vicenda”
Da bravo moralista bacchettone, mi chiedo:
1) Se l’armatore non fosse stato di Piacenza come Bersani
2) Se non fosse stato il presidente della locale Confindustria e di conseguenza non avesse avuto facile frequentazione con Bersani (beh, questa è facile, in questo caso non avrebbe avuto una barca del genere…
o no?)
3) Se Bersani non fosse stato ministro
…. che fine avrebbero fatto i nostri poveri naufraghi?
Evidentemente, qui da noi, anche per essere salvati in mezzo al mare è necessaria la raccomandazione di un ministro… Attenzione, voi che andate per mare, premunitevi! Altro che dotazioni di sicurezza…
Però, ora nessuno si azzardi a dire che questo governo non fa niente per i cittadini in difficoltà, eh!!!
in English





Amare conclusioni, le tue. Ma drammaticamente ovvie (nel senso che si tratta di una ulteriore conferma di quali siano realmente i meccanismi che regolano i fatti del mondo, non solo quando si tratta di salvare “poveri” naufraghi)
Gianni