Claudio Cremaschi ha scritto Malascuola, un libro che venderà bene: in copertina (oltre alle due simpatiche orecchie d’asino), campeggia il lungo sottotitolo "se io io fossi il ministro dell’istruzione raddoppierei lo stipendio agli insegnanti"!
Visto e comprato!!!
Un volume scritto bene, da una persona che evidentemente vive nella scuola e ne ha una conoscenza profonda. Cremaschi è un dirigente scolastico ex insegnante di matematica e si vede: i riferimenti a statistiche (sia nazionali che internazionali) sono puntuali e ricorrenti, le numerose proposte sono sempre corredate da calcoli precisi su possibili risparmi e conseguenti reimpieghi (ad esempio proprio per raddoppiare questo benedetto stipendio..).
I vari capitoli prendono in esame l’intera architettura del sistema scolastico italiano, fornendo sempre, per ogni elemento (l’orario, l’articolazione dell’anno scolastico, gli esami, la dimensione delle scuole, il reclutamento e la carriera degli insegnanti e molto altro..) qualche proposta concreta e, spesso, utili confronti internazionali. E’ particolarmente apprezzabile l’approccio: i problemi di un sistema complesso come la scuola devono essere considerati in modo organico, finalmente qualcuno ci prova!
Insomma, un ottimo contributo, non ideologico ma concreto e aggiornato, al dibattito sulla scuola italiana.
Però… proprio considerando che il contributo è di così alto livello e l’autore così ben documentato, non mi sarei aspettato un paio di cadute di stile, con abbondante ricorso a luoghi comuni e stereotipi. Cremaschi mette nel mirino soprattutto due categorie di operatori scolastici, eliminando le quali, a suo dire, si risolverebbero parecchi problemi e si potrebbe fare un passo verso il raddoppio dei famosi stipendi.
Le prime "vittime" di Cremaschi sono bidelli e ITP. I primi avrebbero soprattutto il torto di non avere una traduzione inglese del loro mestiere, oltre a essere dediti soprattutto all’imboscamento, alla chiacchiera, oltre che alla preparazione di panini al salame (pag. 174 e 176). Secondo l’autore, si potrebbero serenamente eliminare, sostanzialmente affidando gli esuberi alle "cure" degli ammortizzatori sociali.
Mi dilungherò maggiormente sugli insegnanti tecnico-pratici.
Gli ITP invece, secondo Cremaschi, non si sa bene cosa siano e cosa facciano, se debbano dare voti, insegnare, correggere compiti, presenziare e votare ai consigli di classe. L’autore, pur con qualche riconoscimento generico, (della serie "ne conosco di bravissimi", ma che significa??) li presenta dediti soprattutto a farsi i fatti propri, dallo scrivere tesi di laurea (però.. almeno si acculturano, questi fannulloni
) ad altre attività "in proprio" o in combutta con gli insegnanti teorici con i quali operano in compresenza, che è poi la situazione che viene presentata come principale fonte di spreco.
Prof. Cremaschi, mi stupisco che un dirigente scolastico e un autore così attento ai dettagli, proprio in questo caso dimentichi addirittura la normativa in vigore, facendo credere che le scuole superiori siano infestate da orde di personaggi non meglio identificati, mangiapane a tradimento che non si sa bene cosa facciano e perché!
In realtà lo stato giuridico degli ITP è stato progressivamente corretto e precisato ormai da anni. Mi permetto quindi di segnalare qualcosina sul versante normativo, tra l’altro proprio utilizzando una pericolosa caratteristica di questa insulsa categoria professionale, che parrebbe esistere solo per impedire il raddoppio degli stipendi ai colleghi: un sito web.
Eh sì, perché, a pag. 162, si legge:
Gli ITP sono una categoria agguerrita: hanno un loro coordinamento nazionale, un sito Internet, rappresentanti sindacali.
Addirittura!!! Caspita, si tratta allora di pericolosi sovversivi che, armati di codici HTML e supportati da feroci sindacalisti, nelle loro riunioni carbonare probabilmente "proporranno di bruciare questo libro"!
Beh, come può vedere (la prima parte di questo post lo dimostra), personalmente non sono tra gli incendiari (l’idea stessa mi fa orrore) e addirittura mi arruolo tra i sostenitori del suo lavoro, che contiene molte altre proposte e idee condivisibili.
Credo che in generale, si possa discutere di tutto, ad esempio della riqualificazione del personale non docente (condivido in toto il paragrafo a pag. 179) e certamente anche delle compresenze (per le quali invito però a riflettere se davvero siano il problema e non, in alcuni casi, forse anche una possibile soluzione…) però sempre rispettando la professionalità e soprattutto la realtà e le proporzioni dei problemi, senza ricorrere all’aneddotica, allo stereotipo e al luogo comune.
Ad esempio, avrebbe potuto descrivere in modo più corretto lo status giuridico degli ITP (i quali, per inciso, non è vero che siano "né docenti né ausiliari" bensì docenti e basta che ..danno i voti pure loro!) e, per completezza, avrebbe forse potuto aggiungere che non sempre gli ITP operano in compresenza, come in alcuni istituti professionali (alberghiero, moda, ..): pensiamo alle lezioni di cucina
Se invece, e forse è comprensibile e tutto sommato anche gradevole per il lettore, il suo stile di scrittura include l’alternanza di rigorose statistiche con gustosi aneddoti sugli "strani" comportamenti di chi lavora nella scuola, beh, avrebbe potuto allora inserirne qualcuno anche per la categoria dei dirigenti scolastici, non trova?
O in quelle alte sfere va tutto così bene e non sono possibili tagli e risparmi?
in English






Avevo letto un\’altra recensione su scuolaoggi http://www.scuolaoggi.org/system/files/Se%20Cremaschi%20fosse%20ministro%20dell%27istruzione.pdf in cui si sottolineava il problema della compresenza anche nella scuola di base, ovviamente. Ai bambini dislessici non viene più dato il sostegno (per fare un esempio tra i mille). Come se la caveranno? Boh! Problemi loro!
Io personalmente non ho trovato particolarmente illuminato questo testo anche perché, certo in una maniera meno spocchiosa di quella che ostenta il prof Israel (nota: non lo sto minacciando ma solo constatando), parla anche lui di cose che non conosce.
dei bisogni speciali (come vengono definiti) di un proprio studente. Sembra che dopo le elementari vengano subappaltati al docente di sostegno…
Il sostegno (i cui docenti sono annoverati solo nel nostro Paese nel contingente nazionale) è uno dei grandi assenti del dibattito ma sembra che sia un problema solo delle maestre: mi è capitato rarissimamente di trovarmi a parlare con qualche collega delle “scuole alte”
E poi i docenti di religione, gli unici a godere del trattamento speciale per cui - anche se hanno due alunni - non vengono spalmati su venticinquemila classi/sedi (rimangono a fare la loro ora di lezione con i loro due alunni), non sono stati diminuiti e anche loro rientrano nel novero dei docenti pubblici a differenza delle altre nazioni.
Molto altro ci sarebbe da dire ma mi fermo qui… Allora? Li vogliamo fare meglio i conti?
Beh, la mia è solo per metà una recensione
, peraltro positiva!
Inoltre, per la verità, il libro si occupa ampiamente anche dei docenti di religione ma alla fine propone solo di ridurne un po’ il numero… riorganizzando le cattedre in modo simile all’educazione fisica.
L’abolizione totale vale solo per le due perniciose categorie del mio post
Grazie per aver letto il libro, ( e per l’augurio sulle vendite…
). E ovviamente anche per le osservazioni critiche: non ho la verità, vorrei stimolare una ripresa di discussione e di pensiero sulla scuola.
Colgo l’occasione per qualche precisazione sui temi evidenziati. Probabilmente non sono stato chiaro.
Non mi pare proprio di avere individuato bidelli e ITP come due perniciose categorie, abolite le quali la scuola è salva. Su 300 pagine, otto si occupano dei bidelli, due degli ITP; che sono, lo so bene, insegnanti a tutti gli effetti. Potevo essere più preciso, ma l’intento, mi sembra che l’hai descritto alla fine anche tu, era anche di raccontare ai non addetti, evitando linguaggi formali e burocratici. Vorrei sottolineare che non mi sono occupato di tutti problemi della scuola, diffido di chi parla sempre e di tutto e di tutto insieme. E anche (rileggi l’epilogo) di chi dice che il problema è sempre un altro. Il cuore del mio ragionamento é: come, e dove individuare gli sprechi ( o “i lussi che non ci possiamo permettere”), per evitare tagli indiscriminati, e liberare risorse da reinvestire sulla scuola (in questo senso mi sono limitato, anche per i docenti di religione a ragionare sullo spreco… ma non dovrebbe essere difficile capire quello che penso…)
Quanto alle osservazioni di Maria Grazia, mi viene difficile rispondere; visto che “parlo di cose che non conosco”, cosa posso aggiungere o precisare che abbia un qualche valore o attendibilità? Il problema è sempre “un altro”. In ogni caso il lettore ha sempre il diritto di apprezzare o rifiutare, leggere o cestinare. E io non posso che accettare e rispettare tutte le valutazioni.
Grazie di cuore a tutti per l’attenzione.
Credo che se c’è una cosa certa, in questo periodo, è l’impossibilità di guardare alla scuola come un unico monolite. Dopo la campagna di linciaggio della scuola elementare, inaugurata da Tremonti l’estate 2008 per giustificare la demolizione di un intero segmento scolastico e della sua storia (buttando via bambino, acqua sporca e anche bacinella), credo che sia molto complesso parlare serenamente di cosa potrebbe migliorare la nostra scuola. Io, soprattutto, non me la sentirei di provare a fare delle proposte sui segmenti in cui non ho lavorato: troppe colleghe passate di grado mi hanno confermato che siamo pianeti diversi… E non è spocchiosità ma scoramento perché a pochi interessa capire veramente cosa c’è dall’altra parte. Del resto, sono state le maestre che sono salite sulle barricate: con la Moratti prima e la Gelmini poi. I prof dov’erano?
Ho sempre creduto che, alla fine, fossero gli altri gradi di scuola a dover accettare (dopo un immobilismo cronico) il lavoro di team, la programmazione comune fatta in orario extra-scolastico, un maggior coinvolgimento nel processo di insegnamento/apprendimento. E ora, tutto peggio di prima, messi alla berlina come una massa di mentecatti.
E nessuno avrà interesse a ricostruirla la nostra scuola. Sono troppi anni che andiamo allo deriva senza una “vision” strategica (come dicono i guru dell’organizzazione). E non c’è più voglia di combattere ma solo di andarsene.
Grazie Claudio per avere prontamente “individuato” in rete la mia recensione e per la risposta.
) mi sono sentito un po’ “troppo” tirato in causa.
Ribadisco il giudizio complessivamente positivo sul tuo libro che ritengo attualmente tra i migliori in circolazione sul tema.
Purtroppo appartengo ad una delle categorie esplicitamente citate e (anche approssimandosi la data del rientro, il dottorato finisce a dicembre e alternative non se ne vedono…
La riforma delle scuole superiori incombe e so bene che …sarà dura!
Anche per questo ho tenuto a fare qualche precisazione. Quando si presenta una “categoria” come nel caso degli ITP (ma anche dei bidelli), temo che anche le piccole imprecisioni possano indurre opinioni sbagliate nei “non addetti” destinatari del libro.
Personalmente non penso che il problema sia sempre un altro: come dicevo nel post si può e si deve discutere di tutto, senza tabù. I dati devono essere però presentati nel modo più corretto possibile.
Sono anche convinto che se a lavorare sulle “riforme” fossero soltanto “persone di scuola”, disposte però a rinunciare a posizioni ideologiche e a discutere come stiamo facendo ora noi (seppure virtualmente), il compito sarebbe molto più semplice!
Buon proseguimento!
Siamo tutti daccordo con l\’autore del libro.Effettivamente 30.000 ITP in coopresenza non si sa a che cosa servono,
ieri forse si, ma oggi, se ne può fare a meno in quanto deve essere una scuola di qualità con gente con almeno un diploma di laurea non con tante persone che hanno 18 ore la settimana 4 mesi di vacanza l\’anno e prendono uno stipendio di una persona laureata.Immaginate se tutte queste persone venissero realmente utilizzate in altre amministrazioni statali lo stato quanto risparmierebbe?
Questo libro è talmente pieno di luoghi comuni sulla scuola e sul suo personale da far venire i brividi. Si vede che è stato scritto da un Dirigente Scolastico. Sono per l\’aumento di TUTTO il personale scolastico e sono convinta della necessità di aumentare a TUTTI loro lo stipendio e di dare più fondi alle scuole e per le scuole, ma tutto il resto sono scritti privi di senso evidentemente messi giù da una persona che passa le giornate fra le quattro mura di un ufficio a fare non si sa bene cosa, visto che il lavoro vero lo fanno i Dirigenti Amministrativi. A quando un giudizio vero su chi dirige le nostre scuole? Su queste persone dagli stipendi d\’oro che non sanno mettere ordine nelle scuole (il 90% sono derisi o odiati o comunque incapaci) e raramente capiscono chi CON loro, e non Per loro, lavora per dare un\’istruzione ai ragazzi italiani! I bidelli che ci stanno a fare, gli studenti sono tutti delinquenti e gli insegnanti bravi sono solo quelli che dico io… Bella la scuola vista \
Caro GIUSTIZIERE, il problema è che quando si ragiona a “pacchetti” (30.000 di questi, 10.000 di quelli ecc.) nessuno probabilmente serve a niente e tutti sono sacrificabili.
Bisogna essere “dentro” la scuola per capire che tali generalizzazioni sono impraticabili e dannose.
Probabilmente in alcuni casi si potrebbero evitare le compresenze, in altri forse andrebbero addirittura inserite!
Quello che contesto è trattare questa materia con la “sega elettrica” in mano, con la logica del “tanto al chilo”.
Vanno valutate le situazioni, non create “categorie da abbattere”..
Leda, anche nel tuo caso non condivido la generalizzazione. E’ proprio il punto che contesto a Claudio..
Ora tu sembri contrapporre i dirigenti con i DSGA…
Se non usciamo da questa logica del “tutti contro tutti”, sinceramente non vedo grande futuro per un rinnovamento dall’interno.
Arriverà la riforma di turno “dall’alto” e ce la terremo.. “l’un contro l’altro armati”
Sig.Fini nessuno vuole usare la sega elettrica ma di una cosa dobbiamo prendere atto di quello che esiste nella scuola Italiana e gliela scrivo in poche righe:
1)Lei forse non è a conoscenza che gli attuali ITP possono essere sostitutiti benissimamente dall\’assistente tecnico(oggi diplomato come il primo)con uno stipendio da ata e un orario di 36 ore la settimana;
2)Forse Lei non è a conoscenza che anni fa gli stessi li stavano eliminando poi intervennero i sindacati e gli misero a fare gli assistenti di disegno,matematica ecc…;
3)Lei sa che lo stipendio di questo essercito di diplomati è come quello di un Laureato?
4)Anni fa gli Istitutori di convitto con decreto del Ministro Falcucci furono tutti quanti utilizzati in Provveditorato e succesivamente con dcreto passarono definitivamente in quegli Uffici;
5)La stessa cosa deve avvenire per gli ITP, essere utilizzati in altre amministrazioni dello stato per tutti coloro che non hanno una laurea specialistica;
6)Se tutte queste cose dovessero succedere Lei sa che lo stipendio del docente passerebbe a livello europeo?
Ultima cosa riguardo i DSGA ,non dovrebbero dire proprio niente in quanto sono passati generali senza una laurea con un semplice diploma, prendono oggi più di un laureato e pretendono addirittura la Vice Dirigenza.Per Lei tutto questo non è vergogna?.Riflettiamo e speriamo che tutte queste porcherie si aggiustino una volta per tutte.
Schools in Britain are MUCH better, and no Bidelli!!!!
Bene! risultato del dibattito è che se si rottamano gli ITP si possono raddoppiare gli stipendi di TUTTI gli altri insegnanti. Complimenti.
sono un ITP da molti anni e ormai vicino alla pensione (speriamo bene )vorrei dire alcune cose in particolare al signor Fini.
Mi riferirò alla mia esperienza personale , sono un I T P di meccanica ed ho insegnato molti anni negli istituti professionali ( non in conpresenza con l\’insegnante teorico ) ed ultimamente in un istituto tecnico ( tutte ore in conpreseza ).
Posso concordare che in alcuni casi la compresenza non ha senso e personalmente è avvilente per l\’I T P ( es. in matematica ).
Ma quando si tratta di insegnare a lavorare alle macchine utensili (Tornio fresatrici, ecc.)ad utilizzare macchinari per prove sui materiali ecc. chi è in grado di farlo?
L\’insegnante teorico (nel caso di meccanica un ingegnere meccanico )non è detto che sappia farlo (ovviamente non è escluso )ma nel suo percorso di studi non è
obbligatorio saperlo fare.nella mia esperienza ho visto ingegneri meccanici che non avevano mai visto un tornio , ed è naturale perchè molti hanno fatto il liceo scientifico e poi l\’università dove non si impara certo a lavorare al tornio(lei affiderebbe una classe di ragazzini a un simile insegnante,con tutti i pericoli connessi? ).
Lei dice che il lavoro dell\’ITP può farlo L\’assistente tecnico perchè ora è diplomato.
Ecco questa è una cosa che stà rovinando gli istituti tecnici.(capolavoro in negativo dei sindacati credo).
i compiti degli ITP e degli assistenti tecnici sono diveri ed entrambi necessari:
i primi sono degli insegnanti con tutti gli oneri (e gli onori connessi) non centra niente se sono laureati o meno (perchè gli itp non possono avere la laurea ? anche i bidelli possono essere laureati;solo che se sono entrati come bidelli devono fare i bidelli ache se sono plurilaureati e magari più competenti di tanti insegnanti).
i secondi hanno essenzialmente compiti di manutenzione dei laboratori e di preparazione dei materiali per le esercitazioni.un tempo per accedere(giustamente)a questo profilo occorreva una qualifica triennale e un periodo di esperienza lavorativa specifica che faceva assumere persone in grado di fare manutenzione sulle macchine e tenere i laboratori efficienti e funzionanti,
ora è richiesto un diploma ma non l\’esperienza lavorativa, così arrivano ragazzi diplomati si, ma che non sanno fare niente e i laboratori vanno in maloora.
nella scuola ci sono troppe persone che chiacchierano a vanvera e spesso sono quelli che più arrivano in alto o sono considerati specialmente negli ultimi tempi.
scusate la mia risposta era riferita a giustiziere e non al signor Fini.
CARO SIG.ANONIMO FORSE NON SONO STATO CHIARO RIGUARDO IL PROBLEMA ITP OPPURE VUOI FAR FINTA DI NON CAPIRE BENE.NON HO DETTO CHE DEVONO ESSERE LICENZIATI MA BENSI SPOSTATI VERSO ALTRE AMMINISTRAZION DELLO STATO COSI\’ FACENDO QUESTO ESERCITO DI 30.000 PERSONE FAREBBE RISPARMIARE ALLO STATO UN BEL PO\’ DI SOLDINI PER POI REINVESTIRLI NELLA STESA SCUOLA.FATTI UN PO\’ DI CONTI E VEDRAI CHE TREMONTI HA RAGIONE QUANDO PARLA DI SPRECHI.CON QUESTO NON VOGLIO DIRE CHE GLI ITP NON SONO UTILI MA E\’ VERGOGNOSO CHE CON UN SEMPLICE DIPLOMINO QUINQUENNALE DEVONO AVERE PRIVILEGI UGUALI A QUELLO DI UN LAUREATO OLTRE AD AVERE ANCHE L\’ORARIO A 18 ORE SETTIMANALI CON TANTO DI GIORNATA LIBERA E 4 MESI DI VACANZA.TRA NON MOLTO BRUNETTA SARA\’ A CONOSCENZA DI QUESTO PROBLEMA CHE NELLA SCUOLA ANZI NEL LABORATORIO CI SONO 3 PERSONE DI CUI DUE DIPLOMATE MA CON CARRIERE DIFFERENTI ED UNO LAUREATO.LO SAI CHE VIGE UNA LEGGE DEL 2000 LA N.201 DELL\’ALLORA MINISTRO DELLA P.I. ON.LE BERLINGUER DOVE DICE:NEI LABORATORI SI PUO\’ FARE A MENO DELL\’ASSISTENTE TECNICO IN QUANTO 3 PERSONE SONO DI TROPPO PER LA DIDATICA DEI RAGAZZI.TROVATI QUESTA LEGGE E VEDRAI LE COSE PIU\’ CHIARE.CON QUESTO NON VOGLIO DIRE CHE L\’A.T. E\’ DI PIU\’ MA,CONVIENE AVERE QUELLO A 36 ORE DIPLOMATO CON STIPENDIO DA ATA CHE QUELLO A 18 ORE DIPLOMATO MA PAGATO COME UN LAUREATO E CHE VUOLE ESSERE CHIAMATO PROFESSORE.UN GENITORE PER LAUREARE UN FIGLIO E MANTENERLO A L\’UNIVERSITA\’ SPENDE 50.000 EURO PER POI ESSERE PARAGONATO AD UN DIPLOMATO?DIMMI SE SIA IO CHE CREMASCHI DICIAMO BUGIE.SCUSAMI ANOMINO QUESTE COSE TE LE DEVO DIRE MA NON MI PROLUNGO PER NON ESSERE NOIOSO.TI SALUTO.
Mah… Mi viene da chiedere all’implacabile giustiziere che lavoro fa! Visto che ha le idee così chiare sull’utilità di tante figure professionali, sarebbe interessante sapere se il SUO posto di lavoro rientra tra quelli sicuramente efficaci ed utili per la società…
, sarebbe utile conoscere il SUO titolo di studio…
Inoltre, dato che lo stile della sua prosa mi sembra, come dire, ..migliorabile
NON HO VOGLIA DI AVERE SCONTRI CON NESSUNO MA LE RISPONDO CHE SONO LAUREATO E NON CERTO UN SEMPLICE DIPLOMATO CHE SI SPACCIA ALL\’INTERNO DELLA SCUOLA COME PROFESSORE NON SO DI CHE COSA.RIPETO A DIRE CHE L\’AUTORE DEL LIBRO HA PERFETTAMENTE RAGIONE LO STESSO SARA\’ SEGNALATO AL MINISTRO PER ESSERE PREMIATO AVENDO CENTRATO IL PROBLEMA.SI DEVE RISPARMIARE PER POTER INVESTIRE BENE.LA SALUTO.
Ahhhh, quindi un “semplice laureato”…
Sì, perché, vedi, nonostante io sia dottore di ricerca, rimango orgoglioso di “spacciarmi” nella scuola come ITP.
E non sto certo a giudicare le persone in base al loro titolo di studio.
Comunque, continua così che vedrai che un premio lo avrai anche tu
Se ci tieni proprio a sapere il mio titolo di certo è superiore al tuo.Quello di spacciarti ITP fai bene ad essere orgoglioso (rimani sempre un lavoratore come me e come tutti gli altri).Mentre riguardo il mio pensiero nei vostri confronti rimane che è quello di una categoria ( oggi 2010) doppione dell\’assistente tecnico (con la sola diffrenza dell\’orario di servizio e dei 4 mesi di vacanza).E, non è giusto che i laureati nella scuola debbano essere quasi quasi equiparati a quelli diplomati.Secondo Lei questo è giusto?e,in questi casi, dobbiamo dare ragione all\’autore del libro.Sei daccordo?ti saluto con l\’augurio che tu possa diventare docente universitario.
sig. Giustiziere: lei mi ha risposto con delle osservazioni su cose delle quali non ho parlato minimamente(forse non ha neanche letto tutto quello che ho scritto) ; e se permette anche con toni anche abbastanza irrispettosi.
Non ho parlato assolutamente di licenziamenti si o no .
se la classe politica(che eleggiamo noi ) vuole licenziare gli itp oppure (come dice lei )vuole spostare gli itp ad altre amministrazioni , lo faccia(io non voto quelli che lo vogliono fare ).
Io penso (in base alla mia esperienza nella scuola)che gli itp siano necessari
e indispensabili in alcuni insegnamenti:come si fà ad immaginare degli istituti
professionali e tecnici senza questi insegnanti; io non lo capisco,a meno che non si voglia distruggere questo tipo di scuole.
la sua proposta di spostare gli itp in altre amministrazioni serve proprio a questo : si toglierebbero persone utilisseme dove sono per andare a fare niente in altre amministrazioni.
Ribadisco che gli itp e gli a.t. non sono intercambiabili ed hanno funzioni diverse entrambe necessarie negli istituti tecnici e professionali.
per gli a.t. penso che sia stato un errore richiedere il diploma perchè era più importante avere l\’esperienza lavorativa nel settore com\’era un tempo.
ora arrivano a.t. diplomati ma non in grado di fare manutenzione sulle macchine e sulle attrezzature che è poi il compito più delicato e difficile ed è quello che più serve.
per quanto riguarda la legge che lei cita,(la riporto qui sotto tra virgolette )non penso proprio che voglia dire quello che dice lei (mi dica se è questo l\’articolo oppure un\’altro):
“4.3. Al fine di evitare duplicazioni di competenze tra aree e profili professionali, secondo quanto contemplato dall’art. 40, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, nelle situazioni previste dagli ordinamenti didattici vigenti di compresenza tra docenti, insegnanti tecnico-pratici ed assistenti tecnici, il supporto tecnico alla funzione docente, relativamente alle attivita’ didattiche ed alle connesse relazioni con gli studenti, deve essere prestato, dall’assistente tecnico, nei tempi strettamente necessari ad assicurare la predisposizione dei materiali occorrenti e il funzionamento delle attrezzature e degli strumenti tecnico-scientifici, in conformita’ alla programmazione delle esercitazioni, nonche’ la sicurezza degli alunni.
Da ultimo,visto che nell’ultima parte della sua risposta e stato più cordiale
mi permetta di fare una battuta:visto il suo risentimento verso gli itp, se dovessi scommettere sulla sua professione direi che lei è un A.T.
distinti saluti.”
Guardi che Lei sbaglia di grosso:1)Personalmente non ho nessun risentimento verso una categoria di lavoratori che bene o male ha sempre svolto bene il suo ruolo;2)non sono un A.T. ma bensì un docente con tanto di laurea e con 39 anni di servizio nell\’istituzione scolastica;4)Le dico che leggendo il libro di Claudio Cremaschi mi sono detto finalmente esiste qualcuno che ha recepito bene il problema di come si deve risparmiare a scuola e reinvestire nella stessa a favore della comunità;5)penso che con la mia esperienza di tanti anni possa esprimere qualche pensiero in merito senza danneggiare nessuno specialmente gli ITP e gli AT. Non mi dilungo più di tanto per non essere noioso.Senza offesa alle due categorie le ripeto che le mie idee sono quelle e tali rimangono.La saluto.
Ho letto tutti i commenti presenti in pagina e, vorrei contribuire alla discussione con questi punti che rappresentano la mia visuale:
1) IL BUON FUNZIONAMENTO DELLA SCUOLA DIPENDE SOPRATTUTTO DALLE PERSONE E NON DAL TITOLO DI STUDIO
2) PER QUANTO RIGUARDA LA MIA ESPERIENZA (E QUINDI NON GENERALIZZO) A.T. E I.T.P NON SONO INTERCAMBIABILI….SPESSO VI SONO A.T. CHE SONO RIMASTI INDIETRO DI 20 ANNI, USO DEL PC ZERO E SUPPORTO ALLA MANUTENZIONE PRESSOCHE\’ ASSENTE
3) HO VISTO INGEGNERI CHE DI PRATICA NON SANNO NULLA E AFFIDARE AGLI A.T. QUESTO COMPITO LA VEDO DURA VISTE LE PREMESSE
4) SONO PRESENTI NEL PANORAMA SCOLASTICO I.T.P. CHE NON SANNO NULLA E VOGLIONO DIRITTI MA DI DOVERI NEMMENO A PARLARNE.
5) SONO ENTRATO IN RUOLO DOPO ESSERMI FATTO UN CORSO ABILITANTE DI DIVERSI MESI (NEL FRATTEMPO STUDIAVO PER GLI ESAMI UNIVERSITARI)…A QUEL CORSO HO VISTO COSE RACCAPRICCINATI…PERSONE CHE NON SAPEVANO NEMMENO LE BASI DELL\’ITALIANO E PRETENDEVANO DI ESSERE ARRUOLATI….CASO SPECIFICO: CLASSE DI CONCORSO C320 (LAB.MECC.TECN.)..LEZIONI SULLA DIDATTICA DI MACCH. UTENSILI, CAD, TERMOFDINAMICA, MECCANICA, TECN, MECCANICA, SISTEMI ED AUTOMAZIONE….RISULTATO: L\’80% DI QUELLE PERSONE NON SAPEVA NULLA EPPURE DA ANNI OPERAVA NELLA SCUOLA.
6)VI SONO TEORICI CHE COME METODO DI INSEGNAMENTO USANO ANCORA IL DETTATO O LA LEZIONE FRONTALE LAVAGNA VS QUADERNO ALUNNO…SIAMO NEL 2010 VI SONO TANTE METODOLOGIE DI INSEGNAMENTO DA SPERIMENTARE, VI SONO I MEZZI DI COMUNICAZIONE (SITI ECC)…PERCHE\’ NON SFRUTTARLE???PERCHE\’ BISOGNA RIMETTERSI IN GIOCO E CERTI DOCENTI NON VOGLIONO FARLO!!!!SVEGLIA!!!!
7) VI SONO TEORICI ED ITP CHE NON CONOSCONO LE MINIME FUNZIONALITA\’ DEL PACCHETTO OFFICE, TRA L\’ALTRO DIFFUSISSIMO IN TUTTE LE REALTA\’ INDUSTRIALi….MA VOGLIAMO IMPARARE AD USARLI!!!!????MA COME E\’ POSSIBILE UNA COSA DEL GENERE NELLA SCUOLA????!!!
8) LA PROPENSIONE DEL CORPO DOCENTI ALL\’AUTOAPPRENDIMENTO E SCARSA…PERSONALMENTE MI SONO COMPRATO DIVERSI MANUALI A MIE SPESE E LI HO STUDIATI IN TUTTO E PER TUTTO….OVVIAMENTE HO MESSO IN PRATICA LE CONOSCENZE PROCURANDOMI I SOFTWARE NELLE VERSIONI STUDENTE…ESERCITANDOMI DI SERA ORE ORE ED ORE…..
9) SI VUOLE APPLICARE UNA POLITICA DI RISPARMIO????IL TUTTO VA STUDIATO NEI DETTAGLI PER EVITARE DANNI CONSISTENTI ALLA DIDATTICA….DAL MIO PERSONALE PUNTO DI VISTA BISOGNEREBBE ABOLIRE TUTTI I PROGETTI….
Ultima cosa…quando ho fatto il corso abilitante, i docenti universitari che lo tenevano hanno sempre apprezzato i miei elaborati sia dal punto di vista contenutistico che didattico e molti di loro mi hanno detto:\
Ultima cosa…quando ho fatto il corso abilitante, i docenti universitari che lo tenevano hanno sempre apprezzato i miei elaborati sia dal punto di vista contenutistico che didattico e molti di loro mi hanno detto:”ma cosa ci fa lei nella scuola?! è sprecato”
volete sapere la mia risposta….”Io nella scuola mi trovo bene, faccio il mio lavoro, mi “auto-formo”,
gli studenti apprezzano il mio operato….e questo è quello che conta per me…..se mi posso permettere aggiungo che la sua frase un pò mi lusinga perchè noto una stima vostra nei miei confronti ed un pò mi lascia amareggiato perchè noto che la classe docente nelle scuole superiori è stata logorata negli anni anche a causa di diverse tipologie di individui…per come la vedo io nella scuola devono entrare i migliori e non i peggiori….e questo non si valuta solo con un pezzo di carta”
Concludo dicendo che SONO UN ITP E NE VADO FIERO
Bravo M.B. ho visto che sei stato l\’unico a riguardo nel centrare cosi bene il problema.Io insieme ad altri colleghi dopo anni e anni di servizio abbiamo visto cambiare la scuola in maniera spaventosa tale da andare a discapito delle future leve di giovani.Prima sia negli Istituti tecnici e Professionali i laboratori erano il fiore all\’occhello delle istituzioni,oggi,a cominciare già dal 2000 da quando hanno istituito i progetti non è stato altro che un magna magna generale solo per alcune persone mandando a quel paese quello che era realmente il discorso pratico e teorico per le nuove generazioni, dove uscivano giovani che si immettevano nel mondo del lavoro,poi con la riforma Gelmini il precipizio assoluto dove tutti devono andare allo scientifico per diventare medici avvocati ecc…e, noi ci domandiamo: le industrie dove cercheranno i futuri operai e periti?dovremmo chiederlo al Ministro.Per il resto sono daccordo su tutto,all\’infuori di una cosa:che i futuri ITP abbiamo almeno un diploma di laurea triennale(vedi la sanatoria che hanno fatto per i Direttori dei servizi generali e amministrativi)promossi senza una laurea alla 8 qualifica superiore e con stipendi superiori a quello di un docente laureato.Questa è oggi la scuola.Il Dirigente Claudio Cremaschi ha si centrato alcuni problemi ma glie ne sono sfuggiti altri.
Ringrazio come sempre tutti coloro che stanno contribuendo a questa discussione.
(inclusa la mia, eh..) a situazioni sistemiche spesso disastrose.
Tuttavia noto che non si fanno significativi passi avanti: contrapponiamo sempre storie personali positive e quasi ..agiografiche
E’ chiaro tutti “abbiamo visto cose…”, il problema è come cambiare le cose.
Tornando all’origine, la mia osservazione critica nei confronti di Claudio era relativa alla sua, a mio parere, eccessiva semplificazione nel momento in cui individuava ITP e bidelli come fonte primaria di spreco!
Dopodiché ci siamo allargati a discorrere di titoli di studio, di chi ce l’ha più lungo o più alto, di ingegneri inetti ma anche bravissimi, di diplomati meritevoli ma anche ignoranti, di assistenti tecnici giurassici ma anche indispensabili, fino ai DSGA promossi dirigenti sul campo, ecc. ecc.
Ci sta tutto, per carità, (e ci ho anche messo del mio..) però nell’ottica di un rinnovamento reale della scuola trovo che partire da queste contrapposizioni (molto di maniera, lasciatemelo dire..) sia profondamente sbagliato.
Guardi sig.Fini che nell\’ottica di un rinnovamento reale della scuola le cose devono andare in una certa maniera e non come sono andate per Dirigenti Scolastici e DSGA i primi con stipendi da 80.000 mila euro l\’anno,i secondi senza una laurea (la maggioranza)con stipendi da 3.000 euro al mese.Secondo Lei tutto questo è giusto?avere promozioni sul campo senza un regolare concorso e senza nessun sacrificio?forse Lei non sa che i DSGA sono a capo di tutte le organizzazioni sindacali,come si sente oggi Lei insieme a tutti gli altri colleghi docenti vedersi scavalcati da gente che fino a ieri era una 5 qualifica funzionale?si interroghi su queste cose e individui la responsabilità di tutto questo di chi sia.Nell\’ottica del rinnovamento le cose per migliorarle devono essere in maniera precise e corrette.Per andare ad occupare posti di qualifiche superiori servono i titoli, i concorsi con tanto di scritto ed orale e non le cose facili.Si è mai chiesto perchè l\’ITP non sono passati al ruolo A?(ossia quello superiore).I DSGA grazie ai sindacati sono passati di livello e oggi comandano insieme ai Dirigenti in tutte le scuole.Dimenticavo una cosa importante che questi DSGA stanno chiedendo la Vice Dirigenza,vedrai che otterranno il tutto a spese dei poveri docenti.Tutto questo non le fa rabbia?Le ricordo anche una cosa che una collega insegnante di Italiano ha lasciato il ruolo come docente per accettare quello di DSGA e lo sa perchè?in quanto lo stipendio era di gran lungo superiore a quello di docente.E qualcuno non mi dica poi che stiamo facendo una guerra tra poveri, perchè i veri poveri siamo noi docenti oggi.
caro giustiziere sei davvero male informato sui DSGA. ti consiglio di aggiornarti.
un ottimo contributo, non ideologico ma concreto e aggiornato si potrebbe ricavare abolendo anche molte presidenze e e collaboratori del dirigente.
P.S. è facile lanciare proclami quando si sta dall\’altra parte.
un dirigente scolastico che non sa chi sono gli ITP, quali siano le loro mansioni, se possono mettere voti o votare negli scrutini intermedi finali è semplicemente un un dirigente scolastico IMPREPARATO e INCOMPETENTE…come, purtroppo, abbondano negli ultimi anni.
ahinoi, sono finiti i tempi in cui per fare il preside in un ITI o un IPIA dovevi essere un tecnico (ingegnere, fisico, chimico).