Ma gli e-book sono di destra o di sinistra?

Ricordo qualche anno fa una lunga serie di semiserie categorizzazioni sull’essere di sinistra o di destra (ad esempio se non ricordo male fare la doccia sarebbe di sinistra mentre fare il bagno nella vasca di destra.. :-)).

Ora pare essere il turno degli e-book, a giudicare da questa discussione su Facebook, con tanto di presunte offese e indignazioni.

Bene, questa mi pare ancora meno semi-seria della discussione sul colore politico delle modalità di igiene personale!

Lasciamo allora da parte la politica e proviamo a ragionare sul contenuto, ovvero capire se gli e-book possano/debbano avere un ruolo nella scuola di oggi e di domani.

Sinceramente, al momento non vedo tutta questa innovazione negli e-book attuali. Per essere chiaro, mi riferisco ai file PDF da scaricare, perché questi trovo nei cataloghi degli editori, pelosi o depilati che siano :-), se sono qualcosa d’altro.. ditemelo!

E’ vero che spesso sono inclusi materiali multimediali, learning object, link, ma tutto ciò non si trova anche semplicemente (e gratuitamente..) sul Web? Certo, sapendo cercare, e qui si aprirebbe un atro capitolo, sulle nuove competenze richieste agli insegnanti…

Mi pare che alla fine si tratta pur sempre di contenuti a pagamento, destinati comunque in gran parte alla stampa, chiusi, non modificabili, soggetti a copyright.

Dove sta l’innovazione? Nello stampare a casa (a scuola non se ne parla, e chi lo paga il toner? E la carta? E la stampante?) qualche chilo di pagine A4?

O addirittura nel pensare che i ragazzi leggano/studino direttamente a video??

Oppure tutto si concentra sul fatto che gli e-book sono prodotti da piccoli editori in perenne lotta con i grandi e per questo sono da considerare a priori meritevoli di consenso e supporto?

Sarebbe questa la risposta giusta per venire incontro allo "sviluppo incessante e progressivo delle tecnologie digitali e la familiarità nativa che hanno con esse le giovani generazioni"? Questa è la soluzione per "l’esigenza di ridurre il peso dei materiali didattici che gli alunni portano abitualmente sulle spalle" e per "contenere la spesa delle famiglie per i libri scolastici, molto elevata in Italia"? Infine, è l’e-book la chiave per "costruire percorsi modulari e flessibili che il formato digitale valorizza meglio di quello tradizionale"? (tutte citazioni dalla C.M. 16 del 10.2.2009)

Ma qualcuno sa che, mentre noi discutiamo sul colore politico degli e-book, nel resto del mondo si parla di Open Education, risorse educative aperte (OER), e ultimamente dell’emergere del movimento Edupunk?

E che cominciano a emergere esempi di scuole interamente basate su risorse aperte?

Perché di queste cose non si parla, in Italia? Perchè nessuno investe su queste iniziative che, secondo me, sono ben più innovative di un libro in formato PDF venduto a prezzo scontato?

6 Responses to “Ma gli e-book sono di destra o di sinistra?”


  1. 1 Gianni Marconato Apr 27th, 2009 at 7:53

    Caro Antonio, “scopro”, dopo aver aggiornato con qualche riflessione il mio post di ieri, questo tuo contributo. Come spesso accade (non è che ci frequantiamo professionalmente troppo?) ci troviamo in linea e – cosa bellissima resa possibile da questi nuovi strumenti e da questa nostra volontà/capacità di usarli – conversiamo rimbalzando tra le divrese nostre case . Qui il post aggiornato
    http://www.giannimarconato.it/2009/04/libri-liquidi-e-copertine-rassicuranti/

  2. 2 Paolo Quadrino Apr 27th, 2009 at 11:04

    Ciao Antonio,
    il fatto che siano a pagamento non mi sorprende più di tanto. La mia professione si basa proprio su questo. Tutti dobbiamo avere un ritorno economico, o no? Risorse libere e gratuite in rete ce ne sono, ma l’attività di un editore deve essere remunerativa. Il mercato per fortuna stabilirà se e chi avrà ragione!
    PaoloQ

  3. 3 antonio.fini Apr 27th, 2009 at 11:43

    @Paolo, capisco perfettamente il tuo punto di vista!
    Anche Microsoft però pensava di poter vendere sistemi operativi e applicazioni Office per sempre..
    Non me vogliate, cari editori, ma da qualche anno mi ha preso questo pallino della Open Education..
    Se fossi io al governo, un pensierino verso questa prospettiva lo farei..
    Pensate: una sorta di Open Source per i contenuti educativi… Brr…

  4. 4 noa Apr 28th, 2009 at 0:11

    “Se fossi io al governo, un pensierino verso questa prospettiva lo farei..

    pensa che io sbircio questa prospettiva da editore…

    Pensate: una sorta di Open Source per i contenuti educativi… Brr…

    niente “brr…” piuttosto “slurp!” 😀

  5. 5 antonio.fini Apr 28th, 2009 at 7:27

    Grazie Noa. Ho scoperto solo in questi giorni (grazie a Gianni) il tuo blog e le tue iniziative e ..ti sto già seguendo 🙂

  6. 6 Daniela Mag 25th, 2009 at 10:03

    Diciamo che avere un e-Book seppur pagandolo come un tradizionale book (o poco meno) può avere i vantaggi derivanti dal digitale: quando cerchi una definizione o un elemento puoi utilizzare la funzionalità di search, puoi stampare solo i capitoli o le pagine utili di volta in volta (spesso di un libro non si studia prioprio tutto) e poi, forse, potrebbe essere un volano per far scrivere agli editori deglin e-Book che non hanno bisogno di essere stampati, magari utilizzando mp3 o mappe mentali.
    Per quanto non apprezzi il governo e tutto il suo carrozzone di nani e ballerine mi sembra che un\\\’iniziativa del genere sia meglio del blocco delle ristampe (come se il revisionismo storico non sia un\\\’arma di distrazione di massa 😉

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