La parabola del seminatore

laparaboladelseminatore.jpgInauguro la nuova categoria “Libri” (da intendere come “libri letti ultimamente”) con questo strano libro di Octavia Estelle Butler, un’autrice di fantascienza americana che, scopro ora, è recentemente scomparsa.

La parabola del seminatore” è uno strano libro, classificabile nel filone del “prossimo futuro catastrofico”. La vicenda si svolge nella California del 2020, in un’America (e, presumibilmente, un intero mondo) in progressiva e rapida disgregazione economica, politica e sociale: ci sono quartieri-fortezza circondati da un’umanità disperata e violenta, fino al cannibalismo. Una nuova droga induce la gente ad appiccare incendi e a devastare tutto quel che trovano davanti. La protagonista è una ragazza nera (come l’autrice, of course…) che abita in una di queste fortezze, è la figlia del pastore-capo della comunità, affetta da “iperempatia”, una sindrome che la rende ipersensibile al dolore (ma anche al piacere) altrui. Lauren decide di “non starci”, di non voler finire come alcuni suoi amici, trasferitisi come “nuovi schiavi” in città possedute totalmente da grandi multinazionali. Non solo decide di partire verso nord (chissà perchè nessuna migra mai verso il sud…), anche a causa dell’ennessimo assalto che distrugge il quartiere, ma si “inventa” una sua religione senza chiese nè ministri di culto, per la quale, semplicemente, “Dio è cambiamento”. Lungo la strada incontrerà ogni sorta di orrore ma anche l’amore, l’amicizia, la (inaspettata) solidarietà fino a giungere in una specie di “Terra promessa” nella quale tenterà di costituire la prima comunità del “Seme della Terra”, la sua religione personale che, in un mondo in sfacelo, curiosamente riesce a fare proseliti.
Il libro termina qui ma esiste un seguito che..credo correrò a comprare 🙂
Ci sono tanti temi in questo libro, tutti attuali: il viaggio, il futuro incerto, il senso religioso, la solidarietà e l’amicizia, l’amore che resiste alle peggiori violenze. E’ un libro che mi ha spaventato, credo sia la visione “catastrofica ma non troppo” a far paura, il disastro qui non è causato da qualche improbabile asteroide ma dalla nostra stessa società.
Quanto siamo lontani da questo futuro?

1 Response to “La parabola del seminatore”


  1. 1 Marcello Molino Mag 10th, 2006 at 16:14

    Non ho letto il libro, ma vedo che c’è anche il tema della rinascita di una nuova umanità, rinascita che passa attraverso la morte, la fine di un’epoca, di un’altra umanità.
    Forse sarebbe interessante chiederci quanto questa visione sia diffusa nel sentire dell’uomo ‘comune’.
    Se come credo, lo è davvero molto, mi chiedo: ma perchè abbiamo bisogno di immaginare un futuro di disperazione, morte e auto-distruzione e non considerare la possibilità che stiamo invece, pur tra grandi difficoltà e contraddizioni, incamminandoci verso un futuro felice?
    Per rispondere alla tua ultima domanda: siamo molto, molto lontani, non è questo il nostro futuro e … abbasso i menagrami 😉

    Marcello

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