La città che dimenticò di respirare

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Premetto: ho comprato questo libro perchè ne ho letto una buona recensione su Repubblica-Libri.
Probabilmente per molti questo è già un difetto in partenza… 😉

Vabbè, in ogni caso questo libro è stata una delusione. Anche se è un romanzo in stile Stephen King, non vuol dire che l’autore sia autorizzato a infilarci dentro ogni sorta di “mistero”, con il risultato finale di …non capirci più niente neanche lui (almeno credo..).
Elenco a memoria, sicuramente dimentico qualcosa..: l’arzilla vecchietta che “vede le cose” e alla fine preferisce annegare a casa propria; alcuni abitanti di Bareneed (paesino dell’isola canadese di Terranova), senza motivo apparente, smettono di respirare; la bambina Robin che disegna strane cose, vede bambine-fantasmi, quasi-muore, guarisce definitivamente grazie ai genitori separati che si rimettono insieme (wow, ci mancava anche lo spot anti-divorzista!); uno squalo albino che appena portato via ridiventa grigio (ma non se ne sa più niente, chissà..); annegati “d’epoca” che riemergono belli intatti dal mare, si scopre che sono poi i parenti di quelli che hanno smesso di respirare; l’ufficiale di marina che legge libri sui mostri marini ma ha paura che lo vengano a sapere i superiori; un suo marinaio che non si sa se “ci è o ci fa”; il “bifolco saggio”, prozio di Robin che non si sa che fine faccia; uno tsunami finale assai improbabile; alla fine pare che la colpa sia tutta dell’elettricità e delle radiazioni elettromagnetiche: infatti i sopravvissuti al maremoto risolveranno tutti i problemi staccando la corrente da casa..
La sensazione complessiva è di un gran minestrone con un tocco grottesco: la sciagurata scelta della traduttrice italiana di usare il dialetto abruzzese per rendere il dialetto di Terranova parlato da alcuni personaggi. Il risultato lascia sinceramente interdetti: come si fa a immaginare la vecchietta, Miss Laracy, che a Terranova, dice cose come “‘na sciccheria! Amore mé”…
La morale non può che essere: stiamo attenti alle recensioni dei libri sui giornali!

1 Response to “La città che dimenticò di respirare”


  1. 1 A. Ago 25th, 2006 at 14:12

    Anch’io solitamente leggo le recensioni prima di acquistare un libro. Ma i libri si comprano a “scatola chiusa” comunque, anche quando si è in presenza di una recensione
    molto invitante.
    A volte va bene, a volte no.
    A me è andata bene.
    Posso contribuire ad una segnalazione?
    Chris Stewart – “Una casa tra i limoni”, Ed. TEA,
    appena comperato nella Libreria Viaggeria di Trento alle spalle del Duomo. Dopo una rapidissima lettura della presentazione ho deciso di acquistarlo
    e non mi sono pentita, lo sto divorando così come faccio con tutti i libri che mi rapiscono fin dal primo istante.
    E’ un libro di avventura, autobiografico, descrittivo
    dei luoghi e dei costumi dell’Andalusia. Sono stata fortunata? Fino a pag. 165 pare di sì 🙂

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