Il portafrusta e l’e-book di testo

Da qualche giorno imperversa in vari luoghi della rete (a Gianni il merito di avere realizzato un’ottima mappa) un acceso dibattito sugli e-book scolastici.

Ho già detto la mia nel post precedente e commentando altrove (ma soprattutto qui, dove un post in particolare mi ha portato a interessarmi di carrozze ;-)) quindi non mi dilungo e passo subito a spiegare cosa immagino accadrà all’e-book come testo scolastico e, soprattutto, cosa c’entra il portafrusta :-).

C’entra, perché credo vi siano buone probabilità che il testo scolastico (con o senza il prefisso e-) possa fare la fine del portafrusta, accessorio indispensabile nelle carrozze a cavalli ma, ahimé, tristemente 🙂 scomparso sulle nostre moderne autovetture.

E’ noto come le carrozzerie delle automobili siano derivate (lo dice il nome..) dalle carrozze a cavalli: dai primi tentativi che oggi ci fanno sorridere fino ai futuristici prototipi odierni. L’evoluzione è stata così ampia che difficilmente si potrebbe riconoscere in una moderna auto l’antenata carrozza!

Mi sembra che per il libro di testo la situazione sia simile: nella scuola di ieri e di oggi il testo scolastico era (è) un "accessorio" irrinunciabile, un pilastro istituzionale, un feticcio onnipresente (esistono libri di testo anche per educazione fisica, ho scoperto l’anno scorso, è il caso di dirlo, … a mie spese!). Si narra di insegnanti che non vogliono "adottarlo" e si trovano assillati da Dirigenti e genitori preoccupati.. Della prof che sussurra di nascosto ai genitori …non comprare il libro da lei stessa "consigliato" (sublime escamotage italico!).

Ebbene, se e quando questa carrozza a cavalli che è oggi la nostra scuola diventerà automobile, é probabile che possa fare a meno del portafrusta-libro di testo!

Se e quando avremo sempre più insegnanti che

Le scienze preferisco "farle" in laboratorio, con i questionari e poi con la descrizione dell’esperimento ecc. senza assolutamente interrogare per farmi ripetere quello che ho detto e che ho già letto sul libro (mi è sempre sembrato tempo perso!) (Paola Barni)

e altri che

Distribuisco liberamente i miei materiali (appunti, ipertesti, mappe), ma uso come materiale didattico anche i llavori in formato digitale degli alunni degli anni precedenti. Insegno anche Scienza dei materiali e, soprattutto per i materiali innovativi (di cui nn c’è traccia nei libri che non riescono ad inseguire le novità introdotte), uso un gruppo in internet in cui insieme agli alunni seleziono link e materiali.
(Giuseppe Pietro Sciolla)

Se e quando non sarà necessario dire a questi innovatori (loro sì) "ma come siete bravi!", perché la loro eccezionale bravura sarà ormai normalità;

se e quando avremo

un tipo di scuola in cui al centro ci sia lo studente, non il libro di testo, in forma cartacea o elettronica che sia.
(Francesco Leonetti)

Se e quando l’evoluzione avrà fatto il suo corso, ci accorgeremo forse che il libro di testo, cartaceo o digitale, non è, semplicemente, appropriato per quella nuova "cosa" che sarà la scuola del futuro. Risulterà anacronistico come sarebbe il portafrusta sulle nostre automobili.

Ma nel frattermpo, oggi, che succede? L’evoluzione non procede forse per piccoli passi? L’e-book odierno non potrebbe forse rappresentare uno degli anelli della catena evolutiva?

Può darsi che sia così!  Pur scettico, voglio lasciare uno spiraglio a questa eventualità, riservandomi di rivedere il giudizio.

Tuttavia, quello che più mi aspetterei, oggi, dalla politica per la scuola non sono le solite frettolose circolari ma interventi strutturali e incentivi per far decollare, supportare e accelerare questa evoluzione, e anche (soprattutto!) per rendere "ordinariamente bravi" quei colleghi che oggi lo sono "eccezionalmente" (e meno male, comunque, che ci sono :-)).

Perchè è ovvio che anche gli insegnanti cambieranno: dovranno farlo. Il loro ruolo non potrà più essere quello di oggi e il binomio docente-libro di testo probabilmente non funzionerà più (e qualche spunto suggestivo viene dalle "metafore per gli educatori" di George Siemens).

Insomma, non ci servirà più il portafrusta, ma qualcuno dovrà pur inventare l’autoradio!!!

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