Che strano: una volta non erano i giapponesi a comportarsi così? Si diceva che copiare, possibilmente migliorando, i prodotti occidentali, fosse la loro specialità..
Oggi, nel mondo del web, questo sembra essere il ruolo preferito di Google: non inventa nulla ma riprende applicazioni già esistenti e le ripropone Google-style. I casi di successo sono ben noti: dalla e-mail alle applicazioni Office al lettore RSS al calendario a…
Ora è il turno di Wikipedia di finire nella fotocopiatrice: Google ha appena annunciato una sua versione di enciclopedia globale, chiamata Knol.
Il Sole 24 Ore ha già dedicato un articolo a Knol, che descrive molto bene l’iniziativa, quindi non sto a raccontare di nuovo di cosa si tratta.
Vorrei solo mettere in evidenza alcuni punti, anche in relazione a quanto è emerso durante il recente corso sulla Open Education:
- Sembra che Knol darà ampia visibilità agli autori degli articoli. Nel mio post per la week 9 del corso, riprendendo quanto esposto nell’articolo di Yochai Benkler, indicavo proprio la visibilità come un possibile elemento chiave per aumentare la motivazione dei partecipanti ai progetti di redazione di risorse educative aperte. Così scrivevo:
For example, guaranteeing the visibility of the authors could be a better way, compared to anonymous contributions. If an author could acquire reputation through participation, it would be a valuable socio-psychological reward.
Ora Google sembra puntare proprio su questo elemento: chissà, magari nel futuro accademici e aspiranti tali faranno a gara per apparire su Knol e forse un articolo sulla GooglEnciclopedia sarà titolo apprezzato nei concorsi, come e più di una pubblicazione su una rivista scientifica… Senza contare che, probabilimente, il “metterci la faccia” dovrebbe contribuire alla qualità dei contenuti.
- Knol è già in partenza un’operazione dichiaratamente commerciale. Non pagheremo per gli articoli ma ci sarà la pubblicità, del resto onnipresente in ogni Google-azione. Ritorna il problema della sostenibilità dei progetti OER: se non c’è dietro la Hewlett Foundation (finanziatrice principale di MIT-OCW, OU-Open Content e di altri progetti OER universitari) o altri disinteressati (?) benefattori, ecco spuntare il motore inarrestabile dell’advertising… Del resto, siamo ormai abituati a tutti questi servizi 2.0: tutti gratuiti, no?
- Si profila forse per la prima volta un conflitto di interessi per Google? Quando (..se..) Knol avrà dimensioni paragonabili a Wikipedia, Google sarà “onesta” nel restituire i risultati nel motore di ricerca? Chi apparirà in cima, Wikipedia o Knol? E soprattutto, in base a quali criteri? La forza di Google è stata finora proprio la (almeno teorica) imparzialità. Nel finale dell’articolo del Sole 24 Ore si adombra una possibile deroga a questa imparzialità che mi sembra già di per sé preoccupante..
Naturalmente, è ancora molto presto per dare giudizi. Certo è che ormai quando si muove Google, significa che “l’affare è serio” e va seguito con attenzione. In ogni caso, indipendentemente da tutto, ben vengano nuovi contenuti di qualità sul Web!
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Mi ponevo anche un altra domanda, quindi ti quoto un pezzo del mio articolo su KNOL.
Parlo spesso di Google sul mio blog e ne parlavo stamani anche con dei manager di Microsoft Italia. Mi chiedevo il perchè di un paradosso: “Microsoft ha fatto un sacco di errori nel passato. Lo ammette ma non riesce a sdoganarsi. Resta il male assoluto”.
“Google gode di un incondizionata stima dai talebani del web. Perchè?”
Ciao
Questa di google Knol me l’ero persa