Chiedi alla polvere

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Ho letto questo libro in poche ore. Per me è un capolavoro.
La storia è assolutamente autobiografica: Arturo Bandini, evidentemente l’alter ego di John Fante, è un’aspirante scrittore italoamericano, profondamente cattolico, proveniente da Boulder, Colorado (non nel Nebraska: chi ha letto o leggerà il libro capirà…è la pagina più esilarante del libro che, tra le altre cose, è anche permeato da una certa vena umoristica) cerca fortuna a Los Angeles. Si muove tra alberghi di infima categoria, bar dove servono caffè imbevibili e birra rancida ma dove si dà il caso che lavori una certa cameriera di origini messicane…Quindi, c’è anche la storia d’amore: è un amore impossibile quello con Camilla (ma perché, poi? Arturo sembra proprio un bravo ragazzo..mah!), tormentato, violento, senza lieto fine.
Mi ha affascinato soprattutto lo scenario, una Los Angeles polverosa, sporca, popolata da personaggi stravagati e strampalati (uno che ha voglia di mangiare carne cosa fa? Va in campagna ad “assassinare” un vitello….).
Faccio una piccola confessione: sono stato a Los Angeles come turista più di quindici anni fa, soltanto tre giorni di cui uno passato quasi interamente a girare in auto sulle highway. Ebbene, leggendo libri come questo (ma anche i gialli di Ellroy) mi capita di andare a tirare fuori le cartine stradali per vedere dove si trovano i luoghi descritti, caso mai li avessi almeno sfiorati nel mio rapido passaggio…
p.s.: è uscito già il film, lo andrò certamente a vedere.

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