Via vari amici di Facebook leggo la lista (in questi giorni vanno di moda gli “elenchi”, eh..
) delle competenze necessarie per un educatore, oggi (ma anche ieri e l’altro ieri..) secondo George Siemens.
Al primo posto troviamo la competenza tecnica. Con questa semplice ma potente motivazione:
An educator needs to know how to use the technology of an era – whether it’s a chalkboard, a personal chalk tablet (I had one of these in Mexico, quite a versatile learning tool), an overhead projector, a computer, a Smart board, an iPad, or any other technology.
seguita da altre considerazioni del tutto ovvie, come:
It’s tough to teach learners how to edit wikipedia without first understanding how to use a web browser.
Osservazioni banali? Non proprio.
Certo, può sembrare superfluo ricordare che anche un insegnante deve essere “figlio (tecnologico) del proprio tempo”. E in effetti la considerazione è da tempo assolutamente superflua praticamente per ogni altra categoria di lavoratore. Quale giovane aspirante segretaria si proporrebbe ad un potenziale datore di lavoro dicendo “ahh mi dispiace, ma io col computer proprio non vado d’accordo” o un più esplicito “computer? No no, non ci capisco niente!”? Quale impiegato rifiuterebbe in modo tenace l’uso della posta elettronica o di un software di amministrazione aziendale, sostenendo di “non avere la testa” per usare il computer?
Ma il nostro George la sa lunga. Evidentemente tutto il mondo è paese e anche oltreoceano forse c’è qualche problema di competenza tecnica tra gli insegnanti…
Ma si sa, il nostro (bel?) Paese è sempre più …paese degli altri!
Eh sì, perché i virgolettati di cui sopra NON sono una mia invenzione letteraria ma vere frasi sentite da queste orecchie non più di un paio di settimane fa, uscite dalla bocca di alcuni colleghi (unisex). I quali, beninteso, sostenevano con un certo orgoglio la loro pervicace ostilità (!) verso il povero computer.
Un vero e proprio snobismo alla rovescia, per cui quasi ci si vanta per una incapacità, si è (forse solo apparentemente, spero…) fieri di una mancata competenza.
Un lusso che molte categorie di lavoratori non si sono mai potuti permettere!
Altro che “tre mesi di ferie”! Il vero privilegio della casta docente è (anche) questo: poter serenamente vivere “fuori dal tempo”.
Credo sia ora di cambiare, ma …come?

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