Leggere l’ultima intervista di Roberto Saviano su Repubblica mette addosso una commozione, una tristezza, una rabbia, un senso di impotenza incredibili.
Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere
dice Roberto.
Sembra (è) un grido di esasperazione e disperazione ma io voglio invece vedervi uno spiraglio di ottimismo.
Nonostante tutto, le minacce, la non-vita che purtroppo Saviano sta dolorosamente vivendo, la sua storia dimostra come la parola, il racconto, un libro abbiano in sè una grande potenza, superiore a qualunque arma.
Sarebbe bello allora che in questi giorni tutti coloro che in qualche modo scrivono, per professione o per diletto, su un giornale nazionale o su un blog sconosciuto, dedicassero un articolo, una riga, una frase, un pensiero, un post al nostro amico Roberto, anche soltanto per non farlo sentire così solo.

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