Politica

Il Paese più ignorante d’Europa

Sto ultimando con una delle mie classi la relazione conclusiva per un progetto di statistica. Abbiamo realizzato un questionario destinato agli ex-diplomati e stiamo confrontando i dati rilevati con alcuni indicatori nazionali e locali. Parteciperemo anche ad un concorso.. speriamo bene Sorriso

imageDurante questo lavoro di ricerca ci siamo imbattuti in un ottimo servizio offerto dall’ISTAT: Noi Italia “100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”.

Un bellissimo sito dinamico che consente di confrontare i principali valori statistici nazionali relativi a diversi ambiti come territorio, ambiente, istruzione, lavoro, economia e altro ancora, con i corrispondenti indicatori degli altri 27 Paesi dell’Unione Europea. All’interno di ogni sezione, sono anche disponibili le serie storiche e il dettaglio regionale, in formato XLS. Veramente una miniera di informazioni preziosissime!

Ebbene, una cosa almeno l’ho capita: l’Italia è di gran lunga il paese più “ignorante” d’Europa!

Ecco perché: la sezione Istruzione di Noi Italia comprende nove statistiche, tra cui “25-64enni con livello di istruzione non elevato”, “30-34enni con istruzione universitaria”, “Giovani che non lavorano e non studiano – NEET (Not in Education, Employment or Training)”  e “Giovani che abbandonano prematuramente gli studi”.

La lettura combinata di questi quattro indicatori secondo me fornisce una misura precisa dell’arretratezza culturale del nostro Paese. Questi sono infatti i risultati:

Posizione 25-64enni con licenza media 30-34 con istruzione universitaria Giovani che abbandonano Giovani NEET
Ultimo Malta Romania Malta ITALIA
Penultimo Portogallo Rep.Ceca Portogallo Spagna
Terzultimo Spagna Slovacchia Spagna Ungheria
Quartultimo ITALIA ITALIA ITALIA Grecia

Si può notare come l’Italia sia l’unico Paese UE che in queste graduatorie occupa SEMPRE una delle ultime quattro posizioni. Naturalmente va detto che i grandi Paesi, quelli veramente ..grandi, quelli con i quali, in teoria, dovremmo confrontarci (i soliti: Francia, Germania, Gran Bretagna) sono sempre tutti molto lontani dal fondo classifica, anche se spesso non occupano le prime posizioni, appannaggio come è noto dei Paesi nordici o dei piccoli, come l’Olanda.

Mi domando: i politici, non certo quelli dell’attuale maggioranza perché è sotto gli occhi di tutti il fatto che considerino l’istruzione esclusivamente come un COSTO DA ABBATTERE, ma almeno quelli che si vogliono proporre come alternativa all’attuale sfacelo, questi dati li conoscono?

Se no, meglio che si informino.. Se sì, sarebbero così gentili da dirci quali misure avrebbero in mente per invertire questa disastrosa situazione?

Io dico già da ora che NON VOTERO’ per alcuno schieramento politico che non dirà in modo CHIARO di essere consapevole di questi fatti e di voler provvedere, oltre che naturalmente spiegare …come!

Il waterfront e i cinesi

Questo articoletto apparso oggi nell’edizione online del Secolo XIX è davvero surreale.

Si narra delle vicende di un presidente di un ente pubblico, l’Autorità Portuale della Spezia, il quale si reca in Cina a presentare un’opera pubblica, il nuovo waterfront  della Spezia (a proposito, non dico in Cina, ma almeno qui tra noi non si potrebbe chiamarlo "fronte mare"?) che non solo non esiste e con ogni probabilità non esisterà ancora per molti, molti anni ma che è ancora oggetto di animate discussioni sulla fattibilità e sul "senso" complessivo dell’iniziativa.

Eppure l’ineffabile presidente (ovviamente il solito politico di lunghissimo corso, probabilmente ricompensato di mancate rielezioni con questa presidenza, tra l’altro superbamente remunerata…) afferma che

Abbiamo presentato ai cinesi anche il nuovo fronte a mare della Spezia con tutte le novità e le opportunità che garantirà alla città.

Per fortuna, questa ennesima vendita di fumo è stata subita da una percentuale infinitesima della incolpevole popolazione cinese. Infatti:

Ad assistere c’erano più di 100 tra operatori e imprenditori cinesi..

Cento? Beh, significa che gli altri 1,3 miliardi di cinesi non l’hanno saputo.

Meglio, molto meglio (per loro) 🙂

A proposito, "cara" delegazione, siete andati fino in Cina per parlare solo con cento persone? Mah… Bel viaggetto, però 😉 Ma non fate caso a questa noticina, è tutta invidia, naturalmente…

Italia

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E …se provassimo a vedere le cose in modo diverso?

Società partecipate: ancora un buco nero

Qualche giorno fa i giornali locali della Spezia hanno pubblicato l’elenco dei compensi percepiti nel 2009 dai dirigenti delle società partecipate presenti sul territorio.

Si è scatenato così il solito voyerismo  un po’ paesano: vediamo quanto prende Tizio, sai che Caio è diventanto presidente di XY.. ecc. ecc.

In realtà le cifre in sé non fanno notizia, sono compensi modesti, mai superiori ai €30.000 annui, più o meno lo stipendio di un impiegato insomma… Niente di scandaloso.

Però… qualche dubbio mi è rimasto, scorrendo l’elenco e approfondendo poi attraverso la documentazione ufficiale del Comune.

1) Perché tante società? In città il caso ACAM è arcinoto, negli anni passati il gruppo è arrivato a includere più di dieci società! Ora sono di meno (ma sempre molte…) ma ci sono altri casi. Ad esempio, davvero servono due società diverse per il trasporto locale (ATC e ATC Esercizio)? E che differenza c’è tra le due? Ah, già, dicono che la prima sia la "holding"… Serve veramente una holding per gestire trasporto pubblico locale e parcheggi? Mah..

2) Cariche sociali. Vedo che ogni partecipata, anche la più piccola, ha un Presidente, un Vice Presidente e un Amministratore Delegato, oltre a più o meno numerosi Consiglieri. Sarei curioso di conoscere le attribuzioni di queste cariche! Quale società privata (che non sia una multinazionale…) ha tutte queste cariche??? Un amministratore amministratore unico, al limite un piccolo CdA di solito è sufficiente…

3) Coloro che ricoprono le cariche. Non sono nato ieri, lo so che molte (tutte?) sono persone legate a doppio, triplo e quadruplo filo con la politica. Appunto! La questione è sottile (ma neanche tanto…): queste partecipate sono società con capitale pubblico, gestite però come aziende private. Bene, allora ritengo che la scelta dei dirigenti dovrebbe rispondere a criteri "da azienda privata". Quello che appare è invece, oltre ad un palese carosello dei "soliti nomi" che migrano da un incarico all’altro, la totale assenza di trasparenza sui criteri di nomina. Un solo esempio: il presidente della società del gas è noto per essere il presidente dell’ARCI! Mi chiedo: che c’entra l’ARCI con il gas? Il signore in questione ha davvero competenze specifiche relative all’esercizio di una società di distribuzione di gas Può anche darsi di sì, ma non c’è modo di saperlo! Né i giornali, aldilà dell’annuale, sterile e voyeristica pubblicazione dei compensi, si adoperano per informare realmente noi cittadini, che poi siamo i veri datori di lavoro di questi signori! Avremmo pertanto tutto il diritto a conoscere, fin nei dettagli, criteri e modalità di nomina. Credo che sarebbe necessario, quantomeno, che fossero resi pubblici i CV dei dirigenti e gli atti motivati con i quali le amministrazioni "azioniste" delle diverse società, li designano alla dirigenza. Ancora meglio sarebbe proporre bandi pubblici.

Perché, insomma, i casi sono due: o A) queste società partecipate non servono a niente, sono solo generatori di "poltrone" per il sottobosco della politica, e allora sono un lusso che non possiamo (più) permetterci, oppure B) sono indispensabili strumenti per la gestione dei servizi locali, e allora è necessario che siano guidate da persone realmente capaci, nominate esclusivamente in base alle loro competenze e non alle loro appartenenze!

Non ho elementi per dire che gli attuali dirigenti non siano competenti, ma sinceramente è ben difficile anche sostenere che lo siano, in mancanza di informazioni.

Trovo che questo dell’informazione e della trasparenza sia un problema importante, che credo segni anche la differenza tra il modo di pensare degli attuali "partiti/club privati" rispetto a noi normali cittadini.

Boicottare il cavaliere, è possibile?

Leggo in un commento ad un articolo su Repubblica.it: "non servono le parole,colpiamo l’emiro di arcore nei suoi interessi. Boicottare, boicottare,boicottare".

Ci penso su: però, l’idea non è male!

Ma, realisticamente, è davvero possibile per un "italiano medio", pur molto arrabbiato e agguerrito, boicottare gli interessi del Cavalier Silvio Berlusconi?

Solo limitandosi alle proprietà dirette (fonti www.fininvest.it e Wikipedia), bisognerebbe:

1) Non guardare più, neanche passandoci per caso via zapping veloce, i seguenti canali televisivi: Canale5, Rete4, Italia1 (analogico), Mediashopping, Iris, Boing, tutto Mediaset Premium (digitale terrestre). Probabilmente manca qualcosa, ma il grosso c’è…

2) Non acquistare, né leggere (neanche a sbafo al bar!) i quotidiani Libero e Il Giornale. Questa è facile 🙂

3) Non  ascoltare Radio R101. Si può fare…

4) Non acquistare libri delle seguenti case editrici: Mondadori (vari marchi), Einaudi, Sperling & Kupfer, Piemme, Harlequin, Photoservice Electa, Cemit. Comincia ad essere dura, lo so, in pratica non si può leggere quasi niente…

5) Non acquistare online da BOL.it. Non associarsi (o disdire subito) a Euroclub, Club degli Editori, Il Circolo, Club per Voi. Fattibile senza sforzo.

6) Non acquistare e non abbonarsi alle riviste del gruppo Mondadori. L’elenco è infinito, queste sono le principali: Auto oggi, Casaviva, Chi, Ciak, Confidenze, Cosmopolitan, Creare, Cucina Moderna, Donna Moderna, Doppiovù, Economy, Epoca, Evo, Focus, Grazia, Guida TV, Panorama, PC Professionale, Sale & Pepe, Starbene, Telepiù, TV Sorrisi e Canzoni, tutte le pubblicazioni Disney, Topolino incluso, sigh! Anche qui è un disastro! State attenti dai parrucchieri e nelle sale d’attesa dei dentisti!! Certo, anche privare i bambini di Topolino sembra una crudeltà…

7) Non consultare i siti web (ove esistenti) delle testate giornalistiche, inclusi i telegiornali  e TGCom. No problem, attenti a eventuali banner da altri siti.

8) Non aderire ad alcuna iniziativa finanziaria e assicurativa del gruppo Mediolanum.  La banca intorno a te… Ma mi faccia il piacere!!

9) Non frequentare il Teatro Manzoni di Milano. Milanesi, attenti!

10) Non vedere film prodotti o distribuiti dalla Medusa Film. Altra impresa ardua… Informarsi prima!

11) Non frequentare le multisale del gruppo Medusa nè quelle Warner Village. Gasp!

12) Chi è tifoso del Milan (incluso il sottoscritto), cambi squadra del cuore o, ancora meglio, si interessi ad altri sport. :-). Questa è durissima, però s’ha da fare!!!

13) Ovviamente, non acquistare o affittare immobili dalle società immobiliari di proprietà di S.B!

Ce la possiamo fare?

Mah.. sembra peggio di un campo minato!!! E credo di avere tralasciato parecchie altre cosette…

Ah, dimenticavo: si potrebbe anche smettere di votare PDL, Lega Nord e Movimento per il Sud!!!

Vivere "in sicurezza"

Faccio finta di non pensare che meno di un’ora prima di esplodere tragicamente a Viareggio, quel treno era passato a poche centinaia di metri da casa mia e comunque aveva attraversato il mio quartiere chissà quante altre volte.

Ieri ho sentito in un telegiornale Roberto Vecchioni (chissà cosa c’entrava..) dire che c’è stata anche sfortuna perché quel treno avrà attraversato centinaia di chilometri di campagna poco abitata ed è andato a esplodere proprio lì, in una zona urbana.

A parte che si può credere o meno alla sfortuna, di "campagna disabitata" in Italia, caro Vecchioni, ce n’è ben poca! Basta percorrere una qualsiasi autostrada o guardare dal finestrino del treno per vedere case, case, case…

In un paese così densamente abitato come l’Italia, la sicurezza dei trasporti e delle abitazioni dovrebbe essere al primo posto. Tra l’altro il recente terremoto in Abruzzo avrebbe già dovuto far riflettere…

1246451885213_ddca2Forse è opportuno che ognuno si guardi un po’ intorno, partendo dall’ambiente in cui vive, per capire quali possono essere i rischi.

E allora mi chiedo: qui, a La Spezia, viviamo in sicurezza?

Le amministrazioni che stanno discutendo del raddoppio (per ora la Regione è contraria, ma per motivi "politici") del gassificatore di Panigaglia, chi parla di "contropartite", gli ambientalisti, tutti i cittadini del Golfo hanno realizzato che il disastro di Viareggio è stato causato da una ferrocisterna contenente "solo" 30 metri cubi di gas liquido mentre qui arrivano quasi giornalmente navi metaniere da ben 65.000 metri cubi (da Wikipedia: "Il rigassificatore è rifornito da navi metaniere che attraversano il Golfo della Spezia")?

Pensiamoci bene:

30 metri cubi = catastrofe, strage, gravi danni nel raggio di 300 metri

e …65.000, ovvero una quantità più di DUEMILA VOLTE superiore?

Attenzione: anche le ferrocisterne erano "controllate" e "sicure"! Anche a Viareggio "è la prima volta che accade"!

Qui però, la prima potrebbe essere davvero l’ultima!

Chiudiamo Panigaglia, finché siamo in tempo!!!!

The Political Compass

Dicono che a breve ci saranno le elezioni…

Ecco un giochino divertente, per conoscersi meglio, magari prima di ..non andare a votare :-).

Io sono posizionato così:

image

The Political Compass

Gaza, 2009

"…Non regalate terre promesse
a chi non le mantiene…"
(Fabrizio De André, 1978)

 

Guai in vista…

clipped from www.repubblica.it

Berlusconi: "Regolamentare internet
farò una proposta al G8 di gennaio"

  blog it

Chissà, forse ha in mente qualche normativa che possa rendere Internet simile alla situazione radiotelevisiva in Italia. Le risate del resto del mondo lo seppelliranno, almeno spero…

Yes, we (they) can

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Fantastico risultato delle elezioni USA!

Auguroni al nuovo presidente Barack Obama e al popolo degli Stati Uniti che, ancora una volta, ha dimostrato qualcosa di importante al mondo.

Yes, we they can. Loro possono farcela, e ce l’hanno fatta.

Noi, purtroppo, NON possiamo:

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