Ero rimasto un po’ indietro
, ecco allora un post riepilogativo:
Periodically re-invent yourself!!
Il titolo di questo libro poteva forse essere “Giapponesi sull’isola”. Sì, perché il quadro che emerge da questa inchiesta (scritta da un giornalista, quindi da un “esterno”) è quello di una classe di lavoratori (i docenti, maestre, professori) che si ostinano a lottare contro le potenti forze che stanno distruggendo la scuola. Come il drappello di soldati giapponesi sull’isola del Pacifico, non sanno che la guerra è finita e non si rassegnano alla sconfitta. Le cose possono cambiare? Certo, anche il Giappone si è ripreso (eccome..) dopo la seconda guerra mondiale, ma è cambiato, e di molto!! Anche la scuola deve cambiare, e di molto.
Il libro in realtà vorrebbe dare anche una speranza, riferendo le molte storie positive di docenti impegnati e appassionati ma, paradossalmente, finisce col rafforzare l’idea dell’”ultima spiaggia”..
Gli intermezzi, tratti da verbali di “ispezioni ministeriali”, sarebbero pezzi di fine umorismo, se non fossero spezzoni di reali tragedie quotidiane.