Libri

LIM …senza limiti!

image La Lavagna Interattiva Multimediale è un dispositivo che, pur discusso e controverso, negli ultimi anni si sta diffondendo in molte classi, soprattutto di scuola primaria e media.

Il mio amico Giovanni Bonaiuti, con il quale ho il piacere di collaborare da anni nell’ambito di LTE, ha scritto un libro dal titolo "Didattica attiva con la LIM", dedicato agli insegnanti che si trovano oggi a confrontarsi con la LIM in classe.

Un volume molto ben documentato, ricco di idee e consigli sui possibili utilizzi in classe, realizzato non come un testo accademico né come un banale "manuale d’uso". Giovanni è riuscito ad unire il rigore scientifico alla semplicità del linguaggio e ad un taglio pratico che rende questo libro davvero utile e soprattutto…utilizzabile dai docenti nel loro lavoro quotidiano!

Il CD-ROM allegato contiene filmati e molte risorse direttamente impiegabili per la didattica di diverse materie.

Il libro è disponibile in libreria, dai primi di novembre.

Il mio secondo libro…

L’esperienza di LTEver si sta avviando verso la conclusione del terzo anno di vita. Chi l’avrebbe detto? :-)

In questi anni, con la collaborazione di diversi colleghi e amici, abbiamo portato avanti qualche ricerca, focalizzata proprio su questo "strano" ambiente e sui suoi "abitanti", del quale continuo ad essere un sostenitore (e non sono il solo…)

image Da questi lavori è nato nei mesi scorsi un libro, pubblicato da Erickson nella collana "I Quaderni di Form@re", che esce proprio in questi giorni.

Il volume raccoglie contributi di Sara Rigutti, Gisella Paoletti, Elvis Mazzoni e Paola Ponti ed è stato curato da me e da Elisabetta, amica nonché collega che mi ha preceduto (si spera eh.. ;-) ) come dottore di ricerca in Telematica e Società dell’Informazione.

Sul sito delle Edizioni Erickson è possibile visionare l’indice e un’anteprima dell’introduzione e di alcuni capitoli del libro.

Approfitto per ringraziare tutti gli iscritti a LTEver per la partecipazione e il loro contributo. Il libro parla (soprattutto) di loro!

L’ultimo vero bacio

Immagine di L'ultimo vero bacio

Cerco e leggo questo libro sull’onda della notizia della morte del suo autore, che non avevo mai sentito prima.
Forse non è il miglior noir degli ultimi xx anni, e forse, sinceramente, non è neanche un noir ma resta una lettura estremamente piacevole.
I personaggi sono esilaranti, inutile lamentarsi dello scarso realismo: sono tutti troppo “fuori”, a partire dai nomi (un mio pallino…), assolutamente inusuali.
Ci sono tutti gli ingredienti “giusti”: on the road, abissi alcoolici, violenza, sex and drugs, donne toste di tutte le età, criminali filosofi, C.W l’eroe spiegazzato e lo scrittore, il “vecchiardo” vile ma terribile.
Ah dimenticavo il cane… Fireball Roberts da solo fa guadagnare al libro le quattro stelle…

I casi dell’avvocato Guerrieri

Immagine di I casi dell'avvocato Guerrieri

Guido Guerrieri è l’avvocato che ognuno di noi vorrebbe avere a disposizione in caso di guai con la giustizia. Guai che possono capitare a tutti, non serve essere delinquenti abituali, si sa…
E pensare che Guerrieri non lo fa neanche volentieri l’avvocato, però insomma, che bel personaggio! Amante della boxe, della cucina e del vino, della musica e dei libri (molte citazioni sparse), per niente modaiolo, non è mai riuscito ad abbordare una ragazza (lo dice lui) ma ci pensano loro ad abbordare lui…
Ha molti difetti, è un po’ vigliacco e un po’ eroe, onesto ma non troppo (qualche incasso in nero eh…): insomma un personaggio che sembra di conoscere o che si vorrebbe esistesse davvero.
Le storie non sono certo thriller mozzafiato, sono “all’italiana” pure loro, le parti più “legal” sono forse anche un po’ pesanti ma nel complesso è una lettura superiore a tanti sopravvalutati stranieri.
Bella l’ambientazione in una Bari diversa dallo stereotipo, ricca di risorse “segrete” (chissà se c’è davvero la libreria notturna…).
Non guasta un sottile umorismo di fondo: evidentemente Guerrieri-Carofiglio non si prende del tutto sul serio. Bravo!

La ragazza che giocava con il fuoco

Immagine di La ragazza che giocava con il fuoco Seconda puntata di Millennium, letta in pochi giorni, come previsto.
Il libro è forse più avvincente del primo, anche se delle descrizioni minuziose degli acquisti di Lisbeth all’Ikea o al supermercato si poteva fare a meno..
Sulla storia sono indeciso: avranno girato (o forse girano ancora) davvero per le nostre strade personaggi come Zala? A ripensare a molti misteri (non solo) italiani si direbbe di sì. In nome della cosiddetta “sicurezza nazionale” si può rovinare la vita di una ragazzina? Temo di sapere la risposta…
Ma super-Lisbeth ha risorse insospettabili, odia sempre di più gli uomini che odiano le donne e neanche un gigante invulnerabile può avere la meglio su di lei, figuriamoci qualche servizio segreto di seconda scelta!
Lo sfondo questa volta è il traffico di prostitute dell’est ma rimane veramente uno sfondo lontano.
Attendiamo la versione italiana del terzo episodio…

Uomini che odiano le donne

Immagine di Uomini che odiano le donne

Un libro che si legge benissimo: la trama è avvincente e leggera nonostante la dimensione del volume. I temi trattati, anche se alcuni solo marginalmente, sono di grande attualità: la finanza criminale che sta opprimendo l’economia, il ruolo della stampa indipendente, il rapporto tra uomini e donne, sempre più problematico. Ed è difficile anche per il protagonista, l’autobiografico Mikael, giornalista d’assalto (ce ne fossero…) cavaliere senza macchia e senza paura (anche troppo) districarsi tra le sue donne: l’ex moglie, la figlia, l’eterna amica-amante-socia Erika, la straordinaria (e un po’ improbabile) Lisbeth, la matura Cecilia.
Bei colpi di scena, anche se manca un po’ di suspense: un altro esempio di giallo hollywodiano, già pronto per la sceneggiatura.
Bella però l’ambientazione in una Svezia, abbastanza diversa dallo stereotipo.
La saga familiare degli industriali Vanger fa da sfondo al mistero che Mikael e Lisbeth riusciranno a risolvere e all’orrore del serial killer “che odia le donne” (ma non è il solo, nel libro…) e che i due smaschereranno.
Nel complesso, un gran bel libro per passare alcune ore (poche, perché “prende”) di vero relax e rimanere anche con qualche pensierino.
Il seguito è già in lettura!

Quello che ti meriti

Immagine di Quello che ti meritiLa parte che ho preferito di questo libro è …il risvolto di copertina!
Intendo la biografia dell’autrice: una signora nata nel 1958 che nella sua vita ha lavorato, nel pubblico e nel privato, ha fatto politica per un tratto fino alla carica di ministro e ora scrive romanzi. Ha una compagna e una figlia.
Un milione di anni luce avanti a certi paesi mediterranei dalla forma a stivale…
Tra l’altro, Anne è certamente un’amante dell’Italia, perché altrimenti, a pag. 279, non avrebbe citato solo Francia e Belgio come esempi di paesi europei nei quali la corruzione è una “sorta di tradizione”.
Il libro è una lettura da ombrellone, con gli ingredienti tipici dei noir (serial killer, bambini in pericolo, detective professionisti e dilettanti, una certa tensione erotica, vittime di errori giudiziari, giudici implacabili con segreti nel cassetto), messi però tutti insieme e variamente shackerati! Un po’ troppo per ottenere un risultato coerente. Il finale, in particolare, denota questa “esagerazione”, risultando inverosimile.
Tre stelline però le merita, sia perchè tutto sommato la scrittura è valida e poi, … quella risvolta…

Il sergente nella neve

Sergentmagiù, ghe rivarem a baita?

Purtroppo Giuanin quella volta non ci è tornato, “a baita”.

Ma anche noi oggi non sappiamo bene se, dove, quando arriveremo e neppure dove stiamo andando. E non c’è neanche un sergentmagiù al quale affidarci.

Immagine di Il sergente nella neveAddio, vecchio sergente, grande soldato antimilitarista, Giuanin ti aspettava da tempo.

Purtroppo, sai, nel nostro plotone adesso è arrivato quel tenente, sì, quello che vuole imporsi, ha sempre la pistola in mano e urla troppo.

Ma stai tranquillo, non abbiamo fiducia in lui e non lo ascolteremo!

Ultimi libri letti…

Ero rimasto un po’ indietro :-) , ecco allora un post riepilogativo:

 

Immagine di Bambino 44 Immagine di Lettera al mio giudice Immagine di Con la morte nel cuore Immagine di Guerra eterna Immagine di La fine dell'eternità 

Immagine di Occidente Immagine di Sei pezzi da mille Immagine di Una barca nel boscoImmagine di Diario di scuola Immagine di Le particelle elementari

Immagine di American tabloid Immagine di Underworld Immagine di American gangster Immagine di Dossier Andromeda

Mal di scuola

Immagine di Mal di scuolaIl titolo di questo libro poteva forse essere “Giapponesi sull’isola”. Sì, perché il quadro che emerge da questa inchiesta (scritta da un giornalista, quindi da un “esterno”) è quello di una classe di lavoratori (i docenti, maestre, professori) che si ostinano a lottare contro le potenti forze che stanno distruggendo la scuola. Come il drappello di soldati giapponesi sull’isola del Pacifico, non sanno che la guerra è finita e non si rassegnano alla sconfitta. Le cose possono cambiare? Certo, anche il Giappone si è ripreso (eccome..) dopo la seconda guerra mondiale, ma è cambiato, e di molto!! Anche la scuola deve cambiare, e di molto.
Il libro in realtà vorrebbe dare anche una speranza, riferendo le molte storie positive di docenti impegnati e appassionati ma, paradossalmente, finisce col rafforzare l’idea dell’”ultima spiaggia”..
Gli intermezzi, tratti da verbali di “ispezioni ministeriali”, sarebbero pezzi di fine umorismo, se non fossero spezzoni di
reali tragedie quotidiane.

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