E-learning



The Networked Student

Un ottimo video di Wendy Drexler, un’insegnante della Florida, che ha seguito il recente corso CCK08.

Realizzato come final project del corso, in puro stile CommonCraft, il video spiega i principi fondamentali del connettivismo in cinque minuti.

Magnifico lavoro!

Intro OpenEd 2009

David Wiley ci riprova: l’edizione 2009 del corso Introduction to Open Education è pronta.

A Barcellona, David mi aveva anticipato qualcosa sulla nuova impostazione, basata sulla metafora del gioco di ruolo fantasy (un po’ alla Dungeon & Dragons).

I partecipanti dovranno pertanto scegliersi un ruolo (tra Artigiano, Bardo, Mercante e Monaco) e, attraverso questa particolare "lente", attraverseranno il territorio del corso affrontando una serie di Quest.

Sembra divertente.. Peccato avere già frequentato l’edizione precedente :-)

Naturalmente, neanche a dirlo, il corso sarà aperto a tutti. David ci tiene anche a precisare:

And yes, I will print and mail completion certificates again for those who earn and want them. =)

OpenEdTech2008

Questa settimana ho avuto il privilegio di partecipare ad un evento di altissimo livello, a cura della UOC - Universitat Oberta de Catalunya.

L’ Open Ed Tech Summit 2008 ha riunito a Barcellona un eccezionale gruppo di esperti e studiosi del mondo della educational technology, provenienti da diversi paesi, per discutere sulle strategie e le visioni per il futuro delle tecnologie dell’educazione e della Open Education.

Ebbene, per le arcane combinazioni astrali che governano questo strano mondo, c’eravamo anche io e Giovanni Bonaiuti :-) .

L’organizzazione è stata curata (nei minimi dettagli) in modo assolutamente fantastico da Eva e dal suo team (ancora grazie!). In particolare, le due passeggiate serali nel Barri Gotic, alla scoperta dei miti e segreti della città (grazie anche alle guide competenti e cordiali), sono state davvero piacevoli.

Il Summit si è svolto in modo particolare: non il solito convegnone un po’ ingessato, ma molto coinvolgimento attivo dei partecipanti, divisi in quattro gruppi di lavoro.

Ismael, molto efficacemente, ha già sapientemente instant-bloggato sui contenuti.

In sintesi, un’occasione straordinaria per arricchire la rete sociale (ho dovuto fare gli straordinari su Facebook e LinkedIn :-) ) e trovare nuove ideee per lo studio e la ricerca. Il tutto, in una cornice di simpatia e convivialità.. e scusate se è poco…

David and me, in Barcelona

Una noticina, ma non secondaria: ho incontrato finalmente di persona David Wiley. Un emozione particolare, perché il mio ingresso nel campo dell’e-learning è iniziato proprio con la lettura dei suoi lavori sui Learning Object. Ho continuato a seguirlo negli anni, fino alla straordinaria esperienza del corso OpenEd.

 

Molte altre foto dell’evento.

 

Technorati Tag:

CaptureFox

CaptureFox è, come si dice in inglese, the ultimate screen capture tool!

Più semplice di così, non saprei immaginarlo!

Si installa come add-on di Firefox  (poche decine di Kbyte), dopodichè con due click si può registrare l’intero schermo (anche fuori da Firefox, quindi..) o la sola finestra del browser, audio incluso, con diverse opzioni di qualità audio/video.

Si ottiene un file in formato .avi che si può salvare e rielaborare come si vuole.

Open courses, certificates and accreditation

This article by Jeffrey Young started a quite large discussion about open courses, more or less hacked certificates, accreditation of informal learning etc.

I feel so much implicated, since Jeff specifically mentioned me :-) as a case of a person who, after having attended the almost famous (or should I say notorious? ;-) ) OpenEd2007 course, received a home-made certificate from the instructor (with some doubt, as Jeff says, also on the legitimacy of this act…), put it in his/her CV and/or used  it as credit for his/her  official education curriculum.

Yes, I did exactly as described. I, and my PhD supervisor agreed, attended that great course, made all assignments and gained that certificate.

Now I see many people wondering if it was legal, if it was ethical, if it is sustainable as a model for open learning.

But I think they are missing the point.

It seems the problem is in that somehow “unauthorized certificate”. They say “how orrible! People are using informal learning for credit in formal learning paths!!”. The certificate become an evidence of this sacrilegious contamination between two worlds, formal and informal. It seems that everybody is in favour of informal learning, provided that it doesn’t disturb the more important, more recognized formal learning!

So, if the problem is the certificate, I can well give up to it! Because, and this is the point, the real value of that open courses (and other ones, such as the current CCK08, to wchich I’m participating without any form of accreditation…) is NOT the certificate!

I learned a lot from OpenEd 2007, and all my connections, blog posts, comments, collective works, presentations, articles related to that experience, are still out there as tangible proofs of this learning. So I could equally put the OpenEd course in my CV and could ask to my supervisor to evaluate all that activity for credit in my PhD, also without that piece of paper!

Maybe informal learning accreditation could not be an insourmantable barrier, if only we don’t petrify on bureaucratic details.

Dimdim versione 4.0

Dimdim è un software di web conferencing disponibile in diverse edizioni, tra le quali una Open Source installabile autonomamente.

Per chi però volesse solo usufruire del servizio di web conferencing, dimdim offre una edizione gratuita (basta la registrazione sul sito)interameimagente hosted, con prestazioni di tutto rilievo: fino a 20 partecipanti, condivisione desktop, whiteboard, chat testuale, audio e video e, con questa ultima versione 4.0, anche la registrazione delle sessioni eseguite. Funziona su sistemi Windows e Mac, mediante plugin Flash e, per la condivisione desktop, con un ulteriore piccolo plugin facilmente installabile.

Notevole anche la versione Pro: con $99/anno si arriva a 100 partecipanti, si può avere la grafica personalizzata e si usufruisce di uptime garantito del servizio!

Ecco un esempio di registrazione di una brevissima sessione di prova, con condivisione desktop e utilizzo di Powerpoint, a simulare una tipica lezione…. Le sessioni registrate sono visualizzabili via web e anche scaricabili, sotto forma di file .flv.

Anche se a prima vista mi sembra che la registrazione soffra di un certo sfasamento tra l’audio e il video (ma potrebbe dipendere dal mio pc, bisognerebbe fare ulteriori test…), direi che nel complesso Dimdim non è affatto male… i vari Breeze, Centra & similari sono avvisati….

Corso Connectivism and Connective Knowledge: una comunità italiana?

Mancano ancora un paio di mesi all’avvio del corso CCK08 e, a quanto sembra, c’è già molto fermento (George riferisce di già circa 800 contatti…).

Pare che si stiano moltiplicando le iniziative intorno a questo corso, ad esempio ci sono proposte di traduzione e di creazione di gruppi locali.

Intanto, vorrei lanciare l’idea della costituzione di una comunità italiana dei partecipanti al corso. Iniziamo magari soltanto a contarci e conoscerci…

Potremmo successivamente utilizzare LTEver per creare una comunità di appoggio al corso, un po’ sulla falsariga di quanto facemmo l’anno scorso con altri amici in occasione del corso OpenEd (su quell’esperienza, è disponibile la versione inglese di un articolo, pubblicato recentemente sulla rivista Je-LKS).

Naturalmente potremmo scegliere anche altre strade e possibilità, magari suggerite da qualche amico che vorrà fornire suggerimenti…

Per il momento, anche per provare anche un’altra diavoleria :-) , ho predisposto un modulo di Google Documenti per raccogliere i dati degli interessati (vedi elenco):


Technorati tags:

Today we all need to be collaboration superstars

Questo è il suggestivo incipit della presentazione di un interessante documento, un whitepaper dal titolo “Building a collaborative workplace”, prodotto da Anecdote, una società australiana che si occupa di …Business narrative, qualunque cosa essa sia!

Il paper tratta della collaborazione in generale, soprattutto delle competenze necessarie per operare collaborativamente e delle strategie che si possono mettere in atto per supportare la collaborazione nelle organizzazioni.

Gli autori distinguono tra tre livelli principali di collaborazione: team, comunità e reti. E’ una classificazione forse un po’ rigida ma che trovo giusta, anche se Siemens la critica, sostenendo che, in fondo, la struttura sottostante è sempre la rete… Sarà, ma collaborare in un gruppo ristretto, molto focalizzato su un obiettivo ha peculiarità ben diverse da una rete come può essere un social networking anche tematico, come ad esempio LTEver. Non sarebbe corretto applicare gli stessi criteri e le stesse tecniche in casi così diversi.

Corso online "Connectivism and Connective Knowledge"

Ci risiamo!

Dopo il grandioso corso Intro OpenEd di David Wiley ecco un’altra opportunità: George Siemens e Stephen Downes organizzano un corso di 12 settimane sul tema del connettivismo.

Il corso (sigla internazionale CCK08) sarà interamente online e partirà il prossimo settembre.

Le modalità di accesso al corso sono simili a quelle del corso di Wiley, credit e non-credit, anche se non è ancora tutto chiarissimo, ad esempio, l’eventuale costo…

Tutte le informazioni qui, come al solito, in un wiki.

Amici di OpenEd, cosa dite? Facciamo il bis? :-)

Solo per i soldi?

Perché, nell’era del Web, si scrivono ancora libri e si tengono corsi e seminari “tradizionali”?

Secondo Jakob Nielsen, perché questi mezzi continuano a rappresentare

la migliore modalità per l’apprendimento “profondo” di nuovi concetti.

In questo articolo, Nielsen arriva a definire l’e-learning un ossimoro, ovvero non si può imparare nulla sul Web?

Downes però la pensa diversamente: si scrivono ancora  libri e si tengono ancora seminari e corsi perché …così gli autori fanno soldi, non perché con essi si impara meglio.

Certo, in questi termini è un dibattito tra estremisti.

Personalmente,  continuo a avere necessità della carta stampata (non necessariamente il libro, però..) per studiare davvero (apprendimento profondo).

Mi domando tuttavia se non sia ragionevole pensare a soluzioni miste come quella del libro sull’e-learning di Anderson che ho segnalato qualche giorno fa: edizioni sul Web gratis o a costi molto bassi e prezzo normale per l’edizione stampata, a scelta dell’utente. 




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