Robin Good ha intervistato George Siemens sul tema dei contenuti e delle modalità di una educazione di base per tutti.
Il video è disponibile anche direttamente dal sito di Robin Good, con la trascrizione.
Il noto "profeta del connettivismo" propone un’interessante idea di curriculum, nel quale materie come la storia e le religioni (attenzione: non LA religione!), matematica, statistica, architettura, musica e poesia formano il substrato sul quale innestare abilità metacognitive, pensiero critico e capacità di collaborazione (certo, che mondo migliore sarebbe se avessimo l’abilità di
participate in conversations intelligently with others on important topics, the ability to create something together with another human being
Ho trovato però particolarmente stimolante la prima parte dell’intervista, nella quale Siemens espone la sua idea riguardo la Open Education: i contenuti, le risorse, le OER non bastano, dice George, dovremmo riuscire a trasferire, a comunicare, a immergere la persona nell’"esperienza di apprendimento", ad esempio quella delle grandi e prestigiose università mondiali.
E’ una (neanche tanto) velata critica alle iniziative OER che tuttavia hanno il merito di avere avviato un processo (non da noi in Italia, niente paura…).
Concordo assolutalemente sul fatto che il solo contenuto non sia sufficiente (avevo già riflettuto anch’io giungendo alle stesse conclusioni durante il corso IntroOpenEd:
… it is particularly important not considering OER uniquely as materials. An OER can be an experience, too.
Io mi riferivo però all’esperienza che stavo vivendo all’epoca: il corso IntroOpenEd è stato a tutti gli effetti un’esperienza di Open Education (e non solo contenuto), valida solo per chi l’ha vissuta, però…
E quindi, come si può catturare un’esperienza di apprendimento? Qualche esempio?