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	<title>Commenti a: Blogosfera o &#8230;babelosfera?</title>
	<link>http://www.fininformatica.it/wp/blogosfera-o-babelosfera/</link>
	<description>Periodically re-invent yourself!!</description>
	<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 04:13:50 +0000</pubDate>
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		<title>di auschwitz birkenau</title>
		<link>http://www.fininformatica.it/wp/blogosfera-o-babelosfera/#comment-37575</link>
		<pubDate>Fri, 16 May 2008 11:22:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.fininformatica.it/wp/blogosfera-o-babelosfera/#comment-37575</guid>
					<description>I agree with Alja Sulčič, the post is interesting. Alja it  is a pleasure to read your blog.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I agree with Alja Sulčič, the post is interesting. Alja it  is a pleasure to read your blog.
</p>
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		<title>di Agati</title>
		<link>http://www.fininformatica.it/wp/blogosfera-o-babelosfera/#comment-4751</link>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2007 21:22:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.fininformatica.it/wp/blogosfera-o-babelosfera/#comment-4751</guid>
					<description>Ciao: seguo da un po' il tuo blog e quindi trovo corretto scoprirmi. Lo faccio in occasione di questo interessante post perché mi mette in forte imbarazzo: io sono un vecchio prof di lettere che si è faticosamente conquistato un po' di credibilità anche nel campo delle Tecnologie Educative, ma... ma che praticamente è un principiante assoluto nella lingua inglese...

e questa è una bella palestra per chi, come me, parla spesso di digital divide...

infatti, a proposito dei digital native... vorrei aggiungere una riflessione (che ho intenzione di sviluppare appena ho un po' più di tempo)... anch'io, come te, non incontro spesso studenti particolarmente next; ma a gennaio ho vissuto un'esperienza con 630 studenti provenienti da tutte le scuole superiori della provincia di Modena (Un treno per Auschwitz - 6 giorni e 5 notti)... ebbene, gestendo un giornalino di studenti, ne ho contattato varie decine... e sempre, quelli tecnologicamente più svegli (e-mail, blog, social network...) e multitasking si rivelavano anche i più bravi (a scrivere, a studiare, a...) e quelli provenienti da ambienti socioculturali stimolanti (figli di insegnanti, professionisti, ecc.)... non voglio dire che tutti quelli svegli sono net-gen (ne ho incontarti di quelli bravi a scrivere e studiare, ma con poca dimestichezza con le TIC), ma certo quelli net-gen si sono rivelati svegli (bravi, motivati, desiderosi di studiare, anche se magari critici nei confronti della scuola)... e, un'altra osservazione al volo: tutti i net-gen svegli provenivano (indovini?) dai licei più... Una caso?

buona vita - agati</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao: seguo da un po&#8217; il tuo blog e quindi trovo corretto scoprirmi. Lo faccio in occasione di questo interessante post perché mi mette in forte imbarazzo: io sono un vecchio prof di lettere che si è faticosamente conquistato un po&#8217; di credibilità anche nel campo delle Tecnologie Educative, ma&#8230; ma che praticamente è un principiante assoluto nella lingua inglese&#8230;</p>
<p>e questa è una bella palestra per chi, come me, parla spesso di digital divide&#8230;</p>
<p>infatti, a proposito dei digital native&#8230; vorrei aggiungere una riflessione (che ho intenzione di sviluppare appena ho un po&#8217; più di tempo)&#8230; anch&#8217;io, come te, non incontro spesso studenti particolarmente next; ma a gennaio ho vissuto un&#8217;esperienza con 630 studenti provenienti da tutte le scuole superiori della provincia di Modena (Un treno per Auschwitz - 6 giorni e 5 notti)&#8230; ebbene, gestendo un giornalino di studenti, ne ho contattato varie decine&#8230; e sempre, quelli tecnologicamente più svegli (e-mail, blog, social network&#8230;) e multitasking si rivelavano anche i più bravi (a scrivere, a studiare, a&#8230;) e quelli provenienti da ambienti socioculturali stimolanti (figli di insegnanti, professionisti, ecc.)&#8230; non voglio dire che tutti quelli svegli sono net-gen (ne ho incontarti di quelli bravi a scrivere e studiare, ma con poca dimestichezza con le TIC), ma certo quelli net-gen si sono rivelati svegli (bravi, motivati, desiderosi di studiare, anche se magari critici nei confronti della scuola)&#8230; e, un&#8217;altra osservazione al volo: tutti i net-gen svegli provenivano (indovini?) dai licei più&#8230; Una caso?</p>
<p>buona vita - agati
</p>
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		<title>di Alja Sulčič</title>
		<link>http://www.fininformatica.it/wp/blogosfera-o-babelosfera/#comment-4659</link>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2007 13:55:56 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.fininformatica.it/wp/blogosfera-o-babelosfera/#comment-4659</guid>
					<description>Interesting post! I started writing my own blog in English because I wanted to connect with a global audience - and what language is better for that purpuse than English? - and also because there is no existing EdTech blogosphere in my small country. If I wrote only in Slovenian, my work would be accessible only to a very limited number of people, and I'm not really sure how many slovenian-speaking people would be interested in my subject at all! I do have a mini blog in Slovenian, because I also want to make a contribution to our community in my mother tongue. But fact is that the digital citizenship requires us to speak English. You can't attend an international conference without knowing English.

However, I don't think that all our writing should be in English. In fact, I was very excited when I recently discovered your e-learning blog in Italian. I am very happy about the fact that not all blogs are U.S. and English centered! I think we need diversity, although we can't deny the fact that by choosing a different language we choose a different audience. There is no wrong and right way here. In the end we must all individually choose what we want to achieve and who we want to speak to. I certainly hope that I'll always have professional blogs in Italian to read :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interesting post! I started writing my own blog in English because I wanted to connect with a global audience - and what language is better for that purpuse than English? - and also because there is no existing EdTech blogosphere in my small country. If I wrote only in Slovenian, my work would be accessible only to a very limited number of people, and I&#8217;m not really sure how many slovenian-speaking people would be interested in my subject at all! I do have a mini blog in Slovenian, because I also want to make a contribution to our community in my mother tongue. But fact is that the digital citizenship requires us to speak English. You can&#8217;t attend an international conference without knowing English.</p>
<p>However, I don&#8217;t think that all our writing should be in English. In fact, I was very excited when I recently discovered your e-learning blog in Italian. I am very happy about the fact that not all blogs are U.S. and English centered! I think we need diversity, although we can&#8217;t deny the fact that by choosing a different language we choose a different audience. There is no wrong and right way here. In the end we must all individually choose what we want to achieve and who we want to speak to. I certainly hope that I&#8217;ll always have professional blogs in Italian to read <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />
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