Archivio per agosto, 2010

Italia

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E …se provassimo a vedere le cose in modo diverso?

Un pomeriggio con il Kindle

  Ce l’ho dalle 13 di oggi e ancora ci sto giocando (salvo una mezzoretta per un rapido pranzo :-)).

Intanto devo dire che, prima ancora dell’oggetto in sé, sono colpito dalll’organizzazione di Amazon. Ad esempio, informazioni precise e puntuali sui tempi di consegna. So bene che il Kindle 3 è andato a ruba, eppure avevano previsto le consegne a partire dal 27 agosto e così è stato: il mio è partito proprio il 27 dagli USA e oggi è già qui con me :-). Complimenti!

In poche parole: mi piace, e molto!

imageCerto, non ho termini di paragone con altri reader, però il Kindle mi sembra perfetto. E’ vero, ce l’ho da poche ore, ma credo che il primo impatto sia importante!

L’interfaccia utente è intuitiva, ho "capito" tutto senza leggere minimamente il manuale (chissà, poi lo sfoglierò magari per trovare qualche funzione ..segreta..), la leggibilità ottima anche se il formato (6") è decisamente da "tascabile". I file in formato PDF sono particolarmente penalizzati dalle dimensioni ridotte dello schermo, se possibile conviene convertirli. Per tutte queste operazioncine mi sono rapidamente installato sul PC Calibre, un ottimo SW Open Source per la gestione della biblioteca digitale. E’ una specie di iTunes con il quale si gestisce anche il Kindle, collegato via USB. Ottimo ad esempio per modificare i metadati dei PDF (Titolo, Autore), convertire e inviare i file al lettore (avevo anche diversi file in formato epub, felicemente convertiti anche loro!).

Ho già provato ad acquistare dallo Store direttamente dal Kindle (ovviamente ho scaricato un paio di titoli ..free ;-)) e le diverse opzioni per l’invio di file personali. Basta una email con allegato il file ed esso arriva automaticamente sul Kindle dopo pochi minuti, anche convertito, se necessario… Il servizio è gratuito se si usa la wireless, altrimenti c’è un piccolo addebito.

Discretamente usabile anche la tastierina QWERTY, considerando le "ditone" in dotazione all’utente :-), è facile inserire annotazioni e commenti. Fantastico il dizionario incorporato, selezionando una parola viene fuori automaticamente la voce dell’Oxford Dictionary, veramente comodo per noi non-inglesi.

Io ho scelto la versione "solo WiFi". Mi dicono che sono stato un po’ ..tirchio, che era meglio quello completo con la connessione 3G. Vedremo in seguito se questa limitazione sarà importante; per ora con la wireless di casa si va alla grande…

Il mio obiettivo era di acquistare un reader di qualità a basso costo. Credo di esserci riuscito: il "conto" finale, incluso il caricabatteria e una bellissima custiodia in pelle nera, è stato di $224 (tasse e diritti doganali inclusi). Non male…

E ora, leggiamo!!!

Società partecipate: ancora un buco nero

Qualche giorno fa i giornali locali della Spezia hanno pubblicato l’elenco dei compensi percepiti nel 2009 dai dirigenti delle società partecipate presenti sul territorio.

Si è scatenato così il solito voyerismo  un po’ paesano: vediamo quanto prende Tizio, sai che Caio è diventanto presidente di XY.. ecc. ecc.

In realtà le cifre in sé non fanno notizia, sono compensi modesti, mai superiori ai €30.000 annui, più o meno lo stipendio di un impiegato insomma… Niente di scandaloso.

Però… qualche dubbio mi è rimasto, scorrendo l’elenco e approfondendo poi attraverso la documentazione ufficiale del Comune.

1) Perché tante società? In città il caso ACAM è arcinoto, negli anni passati il gruppo è arrivato a includere più di dieci società! Ora sono di meno (ma sempre molte…) ma ci sono altri casi. Ad esempio, davvero servono due società diverse per il trasporto locale (ATC e ATC Esercizio)? E che differenza c’è tra le due? Ah, già, dicono che la prima sia la "holding"… Serve veramente una holding per gestire trasporto pubblico locale e parcheggi? Mah..

2) Cariche sociali. Vedo che ogni partecipata, anche la più piccola, ha un Presidente, un Vice Presidente e un Amministratore Delegato, oltre a più o meno numerosi Consiglieri. Sarei curioso di conoscere le attribuzioni di queste cariche! Quale società privata (che non sia una multinazionale…) ha tutte queste cariche??? Un amministratore amministratore unico, al limite un piccolo CdA di solito è sufficiente…

3) Coloro che ricoprono le cariche. Non sono nato ieri, lo so che molte (tutte?) sono persone legate a doppio, triplo e quadruplo filo con la politica. Appunto! La questione è sottile (ma neanche tanto…): queste partecipate sono società con capitale pubblico, gestite però come aziende private. Bene, allora ritengo che la scelta dei dirigenti dovrebbe rispondere a criteri "da azienda privata". Quello che appare è invece, oltre ad un palese carosello dei "soliti nomi" che migrano da un incarico all’altro, la totale assenza di trasparenza sui criteri di nomina. Un solo esempio: il presidente della società del gas è noto per essere il presidente dell’ARCI! Mi chiedo: che c’entra l’ARCI con il gas? Il signore in questione ha davvero competenze specifiche relative all’esercizio di una società di distribuzione di gas Può anche darsi di sì, ma non c’è modo di saperlo! Né i giornali, aldilà dell’annuale, sterile e voyeristica pubblicazione dei compensi, si adoperano per informare realmente noi cittadini, che poi siamo i veri datori di lavoro di questi signori! Avremmo pertanto tutto il diritto a conoscere, fin nei dettagli, criteri e modalità di nomina. Credo che sarebbe necessario, quantomeno, che fossero resi pubblici i CV dei dirigenti e gli atti motivati con i quali le amministrazioni "azioniste" delle diverse società, li designano alla dirigenza. Ancora meglio sarebbe proporre bandi pubblici.

Perché, insomma, i casi sono due: o A) queste società partecipate non servono a niente, sono solo generatori di "poltrone" per il sottobosco della politica, e allora sono un lusso che non possiamo (più) permetterci, oppure B) sono indispensabili strumenti per la gestione dei servizi locali, e allora è necessario che siano guidate da persone realmente capaci, nominate esclusivamente in base alle loro competenze e non alle loro appartenenze!

Non ho elementi per dire che gli attuali dirigenti non siano competenti, ma sinceramente è ben difficile anche sostenere che lo siano, in mancanza di informazioni.

Trovo che questo dell’informazione e della trasparenza sia un problema importante, che credo segni anche la differenza tra il modo di pensare degli attuali "partiti/club privati" rispetto a noi normali cittadini.

CK-12 Digital Textbooks

image Se fossimo insegnanti della California, potremmo tranquillamente adottare uno di questi libri di testo prodotti da CK-12.

Sono tutti e-book gratuiti, disponibili attraverso una licenza Creative Commons che include la possibilità di riuso e di modifica (BY-NC-SA)

Sono libri di qualità, certificati dallo Stato della California. E sono anche volumi di dimensioni notevoli 🙂 (quello di Scienze della Terra supera le 1000 pagine!)

Si possono scaricare in formato PDF ma è anche possibile costruirsi liberamente un proprio libro con capitoli appartenenti a titoli diversi, attraverso la tecnologia FlexBook adottata sul sito.

Nessuna necessità di appartenere a consorzi o reti di scuole, né di appoggiarsi ad editori più o meno illuminati. Pochi "discorsi" e molti fatti, a quanto pare!!

Ma come è possibile? Chi c’è dietro? Chi …finanzia?

Sicuramente un grande impulso lo ha dato l’iniziativa per i Free Digital Textbooks dello Stato della California (chi l’avrebbe detto che quello Schwarzenegger….), che oltre a stimolare la produzione di

high-quality, interactive content for high school courses, with a priority on math and science courses

ha provveduto anche a fissare i parametri di qualità e stabilire un processo di revisione e di valutazione dei testi prodotti.

Per quanto riguarda la Fondazione CK-12, un’occhiata alla pagina About potrà chiarire un po’ "chi c’è dietro"…

Noi, intanto, continuiamo pure a discutere ..ma soprattutto a pagare (personalmente, quest’anno €300 per una prima liceo.. dizionari esclusi, of course..).

Open Education: un’occasione di lavoro

La Open Education non è solo uno slogan per eccentrici, ottimisti visionari, ma può essere anche un’occasione di lavoro.

Esiste infatti un ente pubblico che offre una posizione per OPEN EDUCATION PROJECT MANAGER ed è disposto a pagare ben $60.000 annui per assicurarsi qualcuno in grado di fornire

active leadership and expertise in managing open education projects

Tranquilli, il prezioso denaro pubblico italico non è coinvolto in questo folle progetto: lo sconsiderato ente non si trova dalle nostre parti, ma sulle rive dell’Oceano Pacifico, è il Washington State Board for Community & Technical Colleges.

Naturalmente per ottenere questo posto non si svolgerà alcun concorso, concetto peraltro praticamente sconosciuto da quelle parti. Basterà inviare una domandina, anche via email o via fax (niente "raccomandata"!! :-)).

E non serviranno neanche chilometrici elenchi di titoli di studio. Si accontentano di

A combination of education and experience equivalent to a bachelor’s degree

(notare la formulazione: non "laurea in…" ma "combinazione di istruzione ed esperienza equivalente a …").

Certo, ci anche sono molti altri requisiti. Si dovrà dimostrare, tra l’altro, di possedere un

A background in managing online community mechanisms, such as wikis, blogs, social networking applications, discussion lists

Chi fosse interessato, legga per bene l’intera documentazione e non dimentichi di allegare alla domanda

Links to your online activities (e.g., projects, blogs, wikis, videos, slideshare, twitter, etc.)

Ma che lo dico a fare, è una normale prassi anche qui da noi, no?

Ah.. no?




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