Archivio per giugno, 2010

OpenDNS e filtro dei contenuti con FamilyShield

OpenDNS è un servizio DNS "alternativo", rispetto al normale DNS offerto da tutti i provider.

In pratica, per utilizzare OpenDNS è necessario modificare le impostazioni DNS sul proprio computer o sul router, inserendo gli indirizzi IP dei server OpenDNS. I vantaggi? Sostanzialmente, maggiore velocità e sicurezza.

Io lo uso da qualche tempo, con soddisfazione (nel senso che non ho avuto mai problemi :-)).

Chi ha bambini e ragazzi adolescenti in casa è però inevitabilmente alle prese con il problema della sicurezza e dei "contenuti non adatti".

Certo, finché i bambini sono piccoli si naviga insieme, si parla, si educano, si consigliano. Tuttavia, prima o poi tutto questo non sarà più sufficiente: è poco ragionevole pensare che si possa sempre "co-navigare" con un adolescente..

Ci troveremo quindi di fronte alla necessità di installare un sistema di filtraggio dei contenuti. Su ilFiltro.it si trova una ricca documentazione su questo argomento che, naturalmente, riguarda anche le istituzioni scolastiche le quali avrebbero il dovere di intervenire in questo senso, dal momento che, in pratica, è alquanto difficile garantire sempre e comunque un controllo puntuale sui singoli computer collegati in rete.

image Ora, OpenDNS offre un servizio di filtraggio dei contenuti, chiamato FamilyShield che ha interessanti funzionalità, come la possibilità di essere attivato direttamente su un router. Considerando che anche in ambiente domestico sono ormai diffusissimi i router wireless che consentono l’accesso a Internet per tutta la famiglia, è un’opzione davvero utile e più sicura rispetto alla soluzione relativa al singolo PC (il ragazzino smanettone che sa come si cambia un’impostazione DNS non è difficile da trovare ;-)) dal momento che la configurazione del router è solitamente protetta da password.

FamilyShield non richiede alcuna installazione di software, essendo basato esclusivamente sulle impostazioni DNS. Registrandosi sul sito, si ottiene la versione Basic del filtro, che consente alcune personalizzazioni, come la selezione di numerose categorie di contenuti da filtrare o meno (inclusi i social network…). E’ gestita l’assegnazione di indirizzi dinamici, come accade normalmente per le reti domestiche.

Costo: la versione Basic, ottima per le famiglie, è gratuita!! Esistono però altre versioni, a pagamento, ad esempio per le scuole, a prezzi interessanti.

Critical Literacies: un altro MOOC?

Downes propone un altro corso open online, sulla Critical Literacy (CritLit2010).

Il tema è sicuramente di grande interesse, l’organizzazione sembra questa volta più "accademica", con tanto di piano di ricerca già delineato e orientato in questo caso al tema dei PLE (Personal Learning Environment).

Il modello didattico è lo stesso già sperimentato con gli ormai "leggendari" CCK08 e 09 (e prima ancora, in parte, con l’Intro Open Ed di Wiley): letture, cross-blogging, sessioni sincrone, Moodle per i forum e, naturalmente, l’ormai irrinunciabile Daily, ovvero gli highlights del corso realizzati dai docenti via email! Beh, a quanto ho trovato nella mia ricerchina sul CCK08, il Daily è sicuramente mooolto gradito 🙂

Darò sicuramente un’occhiata, ma credo senza impegnarmi direttamente.

Intendiamoci, sono certo che sia un’esperienza di altissimo livello, tuttavia, sinceramente, non sono convinto.

Ho l’impressione di una certa ripetitività, mi sembra che a questo punto manchi l’ulteriore svolta. I corsi open hanno infatti rappresentato negli ultimi anni un primo passaggio dalle OER intese come meri contenuti (modello MIT-OCW) a qualcosa di più coinvolgente che includa anche le interazioni con i docenti e gli altri corsisti. Inoltre i MOOC (Massive Open Online Courses) hanno anche offerto la possibilità a personaggi come Siemens e Downes di "provare sul campo" il connettivismo.

Manca ancora la parte finale di qualsiasi attività di apprendimento: la valutazione.

E con essa il riconoscimento, i "crediti".

Certo, Wiley ci aveva già provato anche se su questo punto le istituzioni "formali" hanno già ampiamente storto il naso (articolo scaricabile gratuitamente da qui).

Vengono però già avanzate proposte ed esplorate possibilità

Aspettiamo i prossimi, magari con la sigla MOOCC (la seconda C sta per "for Credit)?




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