Archivio per novembre, 2009

Generazione Facebook su Current TV

La serie Geek Files di Current TV (canale 130 di Sky) è ripresa il 19 novembre, con Generazione Facebook, una trasmissione sul tema dei nativi digitali.

La sorpresa è che ….ci sono anch’io in edizione abbronzato-post-ferie-estive 🙂 !!

Non certo perché compaio io 🙂 (anche perché il giudizio vale per l’intera serie Geek Files) ma secondo me è un programma realizzato veramente molto bene, corretto, documentato ed equilibrato sia nei contenuti che nel linguaggio e nei toni.

Current TV in generale è un esempio di Informazione con la I maiuscola!

LIM …senza limiti!

image La Lavagna Interattiva Multimediale è un dispositivo che, pur discusso e controverso, negli ultimi anni si sta diffondendo in molte classi, soprattutto di scuola primaria e media.

Il mio amico Giovanni Bonaiuti, con il quale ho il piacere di collaborare da anni nell’ambito di LTE, ha scritto un libro dal titolo "Didattica attiva con la LIM", dedicato agli insegnanti che si trovano oggi a confrontarsi con la LIM in classe.

Un volume molto ben documentato, ricco di idee e consigli sui possibili utilizzi in classe, realizzato non come un testo accademico né come un banale "manuale d’uso". Giovanni è riuscito ad unire il rigore scientifico alla semplicità del linguaggio e ad un taglio pratico che rende questo libro davvero utile e soprattutto…utilizzabile dai docenti nel loro lavoro quotidiano!

Il CD-ROM allegato contiene filmati e molte risorse direttamente impiegabili per la didattica di diverse materie.

Il libro è disponibile in libreria, dai primi di novembre.

Acquari analogici e oceani digitali

L’amico Agati torna sulla questione del mito dei nativi digitali con uno dei suoi consueti post arguti e stimolanti.

La sintesi di Mario sembra essere: mito sì, in teoria; mito no, in pratica. I ragazzi, a parole sembrano inetti, davanti allo schermo sono dei draghi!

Verso la conclusione del post, dice Agati:

…e dire che loro non sono digitalmente performanti solo perché molti (moltissimi!) hanno la consapevolezza critica di un criceto è come dire che la nostra generazione non è gutemberghiana solo perché la maggioranza degli adulti non sa decodificare decentemente un quotidiano (e nemmeno le panzane delle tivu berlusconiane).

Parto da questo punto, perché mi pare evidente come l‘ignoranza mediale della nostra generazione abbia contribuito non poco alle fortune di certi tele-politici. E già sarebbe una buona ragione per non proseguire su questa strada: che l’ignoranza dei padri non prosegua nei figli :-)!!!

Per quanto riguarda la storia della generazione digitale, rimanderei un attimo il discorso alla questione delle otto Competenze Chiave delle quali si discute da anni in ambito europeo, ove si declinano sul lato dell’apprendimento permanente e io invece definirei "necessarie per vivere decentemente in questa società".

Ebbene, tra queste figura la competenza digitale.
Cosa vogliamo sostenere? Che i nostri teenager già la possiedono, nativamente? Che sono "nati imparati", almeno su questo ambito?
Che la scuola, su questo, deve tacere, dato che già sanno e sanno fare tutto?

Secondo me è vero il contrario! E il "nuovo punto di vista" auspicato in conclusione da Agati dovrebbe essere proprio la consapevolezza che per la scuola e per gli insegnanti (in generale, con le dovute, solite e solide eccezioni!) il mondo digitale è oggi sostanzialmente estraneo e questo non va bene, va cambiato!!
Leggiamoci le competenze chiave: ci troveremo gran parte delle literacy abitualmente praticate a scuola (Comunicazione nella madrelingua; Comunicazione nelle lingue straniere; Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; Imparare ad imparare; Competenze sociali e civiche, ecc.), ovvero ambiti che sono storicamente propri del sistema scolastico. C’è pero anche qualche novità come la competenza digitale, della quale il sistema educativo DEVE in ogni caso farsi carico, possibilmente senza (unica tra le altre) darla per acquisita geneticamente…

Certo, Mario, abbandoniamo i nostri rassicuranti acquari analogici e nuotiamo con i pesciolini più piccoli nell’oceano digitale, consapevoli però che il mare è di tutti e che abbiamo qualcosa di significativo da dire. Senza snobismo, ma anche senza soggezione.

E’ una sfida (un’altra!?!) per la scuola e per gli insegnanti. La contrapposizione generazionale e il senso di inferiorità implicito nella definizione di "immigrati" (austeri o meno.. :-)), non aiutano.

E po, immigrare digitalmente, per fortuna, non è così difficile…Una volta dentro, nessuno chiede permessi di soggiorno!

Bisogna volerlo, però…

Results of the CCK08 Course Tools Survey

About a year ago, I launched a survey on the use of the wide range of technological tools used within the Connectivism and Connective Knowledge Online Course (CCK08).

Thanks to all the respondents, I had a lot of significant data to work on!

I finally wrote a paper, The Technological Dimension of a Massive Open Online Course: The Case of the CCK08 Course Tools, trying to summarize the results and make some hypothesis on the findings.

The study has now been published in The International Review of Research in Open and Distance Learning (IRRODL) in its Special Issue: Openness and the Future of Higher Education edited by David Wiley and John Hilton III.

IRRODL is an Open Access Journal published by the Athabasca University (Canada).

Hoping that it can be somehow useful for participants and facilitators of future Open Online Courses…

E-Learn 2009 – Vancouver, Canada

image

Briciole di informal learning dalla conferenza AACE E-learn 2009 di Vancouver. Un elenco non esaustivo, in ordine rigorosamente sparso e casuale, anzi …serendipico:

  • The World is Open, secondo Curt Bonk;
  • il concetto di Open Scholar coniato da Terry Anderson; (slide dalla 50 in poi);
  • l’Adventure Based Learning proposto dalla Università del Minnesota. Affascinante ma quanto realmente praticabile?
  • ANT: un Video Annotation Tool, sempre dal Minnesota;
  • gli automatic judges come  Mooshak, tool per verificare automaticamente la correttezza dei programmi, usati per la valutazione automatica in una facoltà di informatica;
  • la straordinaria propensione dei canadesi a chiacchierare cordialmente con chiunque gli capiti a portata di sguardo :-);
  • quanti accenti e pronunce diverse dell’inglese!
  • il soprendente numero di coloro che inviano paper alle conferenze e poi non si presentano. Sarà solo colpa dell’influenza?
  • precisione e puntualità delle sessioni, a volte auto-moderate per assenza dei chair;
  • a Vancouver a fine ottobre non fa per niente freddo ed è normale vedere gente passeggiare in infradito;
  • una presentazione interattiva basata su un insolito wiki realizzato con Google Sites (Login:elearnvancouver – Password:vancouver – cliccare poi su Google Sites);
  • l’interesse verso il mobile learning è sempre più elevato, in tutto il mondo. Ad esempio l’idea del tutor in the pocket della Open University Malaysia. Tra l’altro, la Malaysia è tra i primi paesi al mondo per traffico di SMS;
  • le applicazioni mobili sembrano dividersi tecnologicamente tra coloro che spingono per l’integrazione con il Web (quindi smartphone) e chi, al contrario, punta sui vecchi e semplici SMS (per telefonini di ogni generazione..). Nessuno pare interessato agli MMS….
  • si può fare una bella presentazione con cioccolatini e un bastoncino di legno (bravo Jon!);
  • Halloween è come il nostro Carnevale, forse più breve ma, mi sembra, più coinvolgente, a giudicare da commesse e baristi che lavoravano mascherati;
  • parecchie domande nel Q&A dopo la mia presentazione, fortunatamente le ho anche capite :-);
  • penso di avere intuito perché Vancouver è al terzo posto nella classifica delle città più vivibili;
  • Idee e indicazioni per l’uso dei podcast nella HE, dall’Università di Aarhus (Danimarca);
  • Dodici sessioni parallele sono forse necessarie per una immensa conferenza come E-Learn, ma rendono difficile seguire: in accordo con le leggi di Murphy, le presentazioni più interessanti sono sempre in contemporanea!
  • la connessione WiFi gratuita e ultraveloce disponibile all’aeroporto di Vancouver è un segno di civiltà;
  • Idem per la WiFi dell’albergo, gratis pure quella. Perché in Italia (ma anche altrove in Europa) si devono spesso pagare anche decine di euro al giorno?
  • un fotografo e scrittore del National Geographic può essere utilmente invitato ad una conferenza sull’e-learning? Sì, se riesce efficacemente a spiegare il rapporto tra esplorazione, ambiente, apprendimento e tecnologie;
  • 17 presentazioni includono il termine game nel titolo, meglio rifletterci su..

DSCF0267 
(Esplanade W, North Vancouver)




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