Archivio per settembre, 2009

Malascuola: buone idee, bidelli e ITP

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Claudio Cremaschi ha scritto Malascuola, un libro che venderà bene: in copertina (oltre alle due simpatiche orecchie d’asino), campeggia il lungo sottotitolo "se io io fossi il ministro dell’istruzione raddoppierei lo stipendio agli insegnanti"!

Visto e comprato!!!

Un volume scritto bene, da una persona che evidentemente vive nella scuola e ne ha  una conoscenza profonda. Cremaschi è un dirigente scolastico ex insegnante di matematica e si vede: i riferimenti a statistiche (sia nazionali che internazionali) sono puntuali e ricorrenti, le numerose proposte sono sempre corredate da calcoli precisi su possibili risparmi e conseguenti reimpieghi (ad esempio proprio per raddoppiare questo benedetto stipendio..).

I vari capitoli prendono in esame l’intera architettura del sistema scolastico italiano, fornendo sempre, per ogni elemento (l’orario, l’articolazione dell’anno scolastico, gli esami, la dimensione delle scuole, il reclutamento e la carriera degli insegnanti e molto altro..) qualche proposta concreta e, spesso, utili confronti internazionali. E’ particolarmente apprezzabile l’approccio: i problemi di un sistema complesso come la scuola devono essere considerati in modo organico, finalmente qualcuno ci prova!

Insomma, un ottimo contributo, non ideologico ma concreto e aggiornato, al dibattito sulla scuola italiana.

Però… proprio considerando che il contributo è di così alto livello e l’autore così ben documentato, non mi sarei aspettato un paio di cadute di stile, con abbondante ricorso a luoghi comuni e stereotipi. Cremaschi mette nel mirino soprattutto due categorie di operatori scolastici, eliminando le quali, a suo dire, si risolverebbero parecchi problemi e si potrebbe fare un passo verso il raddoppio dei famosi stipendi.

Le prime "vittime" di Cremaschi sono bidelli e ITP. I primi avrebbero soprattutto il torto di non avere una traduzione inglese del loro mestiere, oltre a essere dediti soprattutto all’imboscamento, alla chiacchiera, oltre che  alla preparazione di panini al salame (pag. 174 e 176). Secondo l’autore, si potrebbero serenamente eliminare, sostanzialmente affidando gli esuberi alle "cure" degli ammortizzatori sociali.

Mi dilungherò maggiormente sugli insegnanti tecnico-pratici.

Gli ITP invece, secondo Cremaschi, non si sa bene cosa siano e cosa facciano, se debbano dare voti, insegnare, correggere compiti, presenziare e votare ai consigli di classe. L’autore, pur con qualche riconoscimento  generico, (della serie "ne conosco di bravissimi", ma che significa??) li presenta dediti soprattutto a farsi i fatti propri, dallo scrivere tesi di laurea (però.. almeno si acculturano, questi fannulloni :-)) ad altre attività "in proprio" o in combutta con gli insegnanti teorici con i quali operano in compresenza, che è poi la situazione che viene presentata come principale fonte di spreco.

Prof. Cremaschi, mi stupisco che un dirigente scolastico e un autore così attento ai dettagli, proprio in questo caso dimentichi addirittura la normativa in vigore, facendo credere che le scuole superiori siano infestate da orde di personaggi non meglio identificati, mangiapane a tradimento che non si sa bene cosa facciano e perché!

In realtà lo stato giuridico degli ITP è stato progressivamente corretto e precisato ormai da anni. Mi permetto quindi di segnalare qualcosina sul versante normativo, tra l’altro proprio utilizzando una pericolosa caratteristica di questa insulsa categoria professionale, che parrebbe esistere solo per impedire il raddoppio degli stipendi ai colleghi: un sito web.

Eh sì, perché, a pag. 162, si legge:

Gli ITP sono una categoria agguerrita: hanno un loro coordinamento nazionale, un sito Internet, rappresentanti sindacali.

Addirittura!!! Caspita, si tratta allora di pericolosi sovversivi che, armati di codici HTML e supportati da feroci sindacalisti, nelle loro riunioni carbonare probabilmente "proporranno di bruciare questo libro"!

Beh, come può vedere (la prima parte di questo post lo dimostra), personalmente non sono tra gli incendiari (l’idea stessa mi fa orrore) e addirittura mi arruolo tra i sostenitori del suo lavoro, che contiene molte altre proposte e idee condivisibili.

Credo che in generale, si possa discutere di tutto, ad esempio della riqualificazione del personale non docente (condivido in toto il paragrafo a pag. 179) e certamente anche delle compresenze (per le quali invito però a riflettere se davvero siano il problema e non, in alcuni casi, forse anche una possibile soluzione…) però sempre rispettando la professionalità e soprattutto la realtà e le proporzioni dei problemi, senza ricorrere all’aneddotica, allo stereotipo e al luogo comune.

Ad esempio, avrebbe potuto descrivere in modo più corretto lo status giuridico degli ITP (i quali, per inciso, non è vero che siano "né docenti né ausiliari" bensì docenti e basta che ..danno i voti pure loro!)  e, per completezza, avrebbe forse potuto aggiungere che non sempre gli ITP operano in compresenza, come in alcuni istituti professionali (alberghiero, moda, ..): pensiamo alle lezioni di cucina πŸ™‚

Se invece, e forse è comprensibile e tutto sommato anche gradevole per il lettore, il suo stile di scrittura include l’alternanza di rigorose statistiche con gustosi aneddoti sugli "strani" comportamenti di chi lavora nella scuola, beh, avrebbe potuto allora inserirne qualcuno anche per la categoria dei dirigenti scolastici, non trova?

O in quelle alte sfere va tutto così bene e non sono possibili tagli e risparmi?

OER mainstreamed?

Si è appena svolta ALT-C, la conferenza annuale dell’ALT, Association for Learning Technology, probabilmente la società scientifica inglese più importante nel settore delle tecnologie educative.

Graham Attwell fornisce un’ottima sintesi della conferenza (che quest’anno ha inserito la possibilità di seguire alcuni eventi via Elluminate, in diretta o in differita. Consiglio l’intervento di Terry Anderson, nel quale è spiegato il concetto di "Open Scholar", ovvero una nuova figura di studioso, di ricercatore open.. eccezionale!).

In particolare, sul tema delle Open Educational Resources, Graham commenta:

The idea of Open Educational Resources seems to have mainstreamed, being seen by many institutions as the best way to develop repositories and license resources.Whilst it was hard to see any new business models for OER development, many institutions seem to be adopting OERs as a strategic reponse ot present economic and social challenges and pressures.

Le OER, almeno nelle università inglesi, sarebbero quindi oggi un fenomeno riconosciuto, accettato e pianificato, mainstream, appunto.

Mainstream, come è difficile tradurre efficacemente in italiano questo termine…

E le OER, come si declinano, in italiano?

Proverò a indagare, sfruttando magari l’occasione dell’immininente Congresso della SI-eL, a Salerno…

Barcellona, settembre 2009

Un colpo di mano, una brevissima vacanza di fine estate.

Anche grazie a image e ai suoi assurdi prezzi.

imageUn appartamentino nel quartiere della Ribera, piccolo ma con tutto l’occorrente, collegamento Internet incluso. Molto vicino a metro e bus. Gentilissimo Juan, il giovane gestore.

 

Giornate di caldo, umidità altissima, ma si deve "visitare"!!!

E quindi vai con i giri classici, un po’ in metro, molto in bus e …moltissimo a piedi πŸ™‚

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Ma c’è stato anche il tempo per un bagno (anzi due). image

E che meraviglia arrivare in spiaggia (ma proprio in spiaggia…) con il bus e in dieci minuti…  (per noi spezzini, poi, un sogno!).

Bello, certo, anche se amici residenti ci dicono che non è tutto oro, che è dura anche qui, che i catalani non sono così simpatici… Mah! Intanto il "cortile" del loro condominio è un vero e proprio parco, con prato inglese, olivi e giochi per bambini, ed è gestito dal Comune!!

E allora a noi continua a sembrare una specie di paradiso: strade e verde curati, trasporti pubblici ottimi, spiagge libere attrezzate e accessibili (un mio pallino, lo so… ma gli "stabilimenti balneari" non li reggo proprio!!!!), un mare più che balneabile, una vivacità inesauribile, lavori in corso e ristrutturazioni ovunque (buon segno..).

Set foto completo.

Il mio secondo libro…

L’esperienza di LTEver si sta avviando verso la conclusione del terzo anno di vita. Chi l’avrebbe detto? πŸ™‚

In questi anni, con la collaborazione di diversi colleghi e amici, abbiamo portato avanti qualche ricerca, focalizzata proprio su questo "strano" ambiente e sui suoi "abitanti", del quale continuo ad essere un sostenitore (e non sono il solo…)

image Da questi lavori è nato nei mesi scorsi un libro, pubblicato da Erickson nella collana "I Quaderni di Form@re", che esce proprio in questi giorni.

Il volume raccoglie contributi di Sara Rigutti, Gisella Paoletti, Elvis Mazzoni e Paola Ponti ed è stato curato da me e da Elisabetta, amica nonché collega che mi ha preceduto (si spera eh.. ;-)) come dottore di ricerca in Telematica e Società dell’Informazione.

Sul sito delle Edizioni Erickson è possibile visionare l’indice e un’anteprima dell’introduzione e di alcuni capitoli del libro.

Approfitto per ringraziare tutti gli iscritti a LTEver per la partecipazione e il loro contributo. Il libro parla (soprattutto) di loro!




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