Archivio per giugno, 2008

Il sergente nella neve

Sergentmagiù, ghe rivarem a baita?

Purtroppo Giuanin quella volta non ci è tornato, “a baita”.

Ma anche noi oggi non sappiamo bene se, dove, quando arriveremo e neppure dove stiamo andando. E non c’è neanche un sergentmagiù al quale affidarci.

Immagine di Il sergente nella neveAddio, vecchio sergente, grande soldato antimilitarista, Giuanin ti aspettava da tempo.

Purtroppo, sai, nel nostro plotone adesso è arrivato quel tenente, sì, quello che vuole imporsi, ha sempre la pistola in mano e urla troppo.

Ma stai tranquillo, non abbiamo fiducia in lui e non lo ascolteremo!

Corso Connectivism and Connective Knowledge: una comunità italiana?

Mancano ancora un paio di mesi all’avvio del corso CCK08 e, a quanto sembra, c’è già molto fermento (George riferisce di già circa 800 contatti…).

Pare che si stiano moltiplicando le iniziative intorno a questo corso, ad esempio ci sono proposte di traduzione e di creazione di gruppi locali.

Intanto, vorrei lanciare l’idea della costituzione di una comunità italiana dei partecipanti al corso. Iniziamo magari soltanto a contarci e conoscerci…

Potremmo successivamente utilizzare LTEver per creare una comunità di appoggio al corso, un po’ sulla falsariga di quanto facemmo l’anno scorso con altri amici in occasione del corso OpenEd (su quell’esperienza, è disponibile la versione inglese di un articolo, pubblicato recentemente sulla rivista Je-LKS).

Naturalmente potremmo scegliere anche altre strade e possibilità, magari suggerite da qualche amico che vorrà fornire suggerimenti…

Per il momento, anche per provare anche un’altra diavoleria :-), ho predisposto un modulo di Google Documenti per raccogliere i dati degli interessati (vedi elenco):

Technorati tags:

Cosa, anzi, CHI c’è dietro…

…al fenomeno Facebook?

Qualche utile informazione da un articolo del Guardian (via Puntopanto).

Questi “sguardi sul backstage” sono utili, a volte necessari. Personalmente sono convinto che dovremmo essere, in generale, più informati sui prodotti che usiamo. Non è facile e può essere anche stressante, però, insomma, ecco un altro uso delle reti personali: trovare notizie che il telegiornale non dà…

E su questo mi riallaccio ad una discussione nata oggi dietro ad un post di Maria Grazia sulle (tristi) prospettive della scuola (vedere commenti)!!

Ahhh, che associazione di idee! E se non è web semantico questo, cosa allora???

🙂

Ultimi libri letti…

Ero rimasto un po’ indietro :-), ecco allora un post riepilogativo:

 

Immagine di Bambino 44 Immagine di Lettera al mio giudice Immagine di Con la morte nel cuore Immagine di Guerra eterna Immagine di La fine dell'eternità 

Immagine di Occidente Immagine di Sei pezzi da mille Immagine di Una barca nel boscoImmagine di Diario di scuola Immagine di Le particelle elementari

Immagine di American tabloid Immagine di Underworld Immagine di American gangster Immagine di Dossier Andromeda

Today we all need to be collaboration superstars

Questo è il suggestivo incipit della presentazione di un interessante documento, un whitepaper dal titolo “Building a collaborative workplace”, prodotto da Anecdote, una società australiana che si occupa di …Business narrative, qualunque cosa essa sia!

Il paper tratta della collaborazione in generale, soprattutto delle competenze necessarie per operare collaborativamente e delle strategie che si possono mettere in atto per supportare la collaborazione nelle organizzazioni.

Gli autori distinguono tra tre livelli principali di collaborazione: team, comunità e reti. E’ una classificazione forse un po’ rigida ma che trovo giusta, anche se Siemens la critica, sostenendo che, in fondo, la struttura sottostante è sempre la rete… Sarà, ma collaborare in un gruppo ristretto, molto focalizzato su un obiettivo ha peculiarità ben diverse da una rete come può essere un social networking anche tematico, come ad esempio LTEver. Non sarebbe corretto applicare gli stessi criteri e le stesse tecniche in casi così diversi.

Corso online "Connectivism and Connective Knowledge"

Ci risiamo!

Dopo il grandioso corso Intro OpenEd di David Wiley ecco un’altra opportunità: George Siemens e Stephen Downes organizzano un corso di 12 settimane sul tema del connettivismo.

Il corso (sigla internazionale CCK08) sarà interamente online e partirà il prossimo settembre.

Le modalità di accesso al corso sono simili a quelle del corso di Wiley, credit e non-credit, anche se non è ancora tutto chiarissimo, ad esempio, l’eventuale costo…

Tutte le informazioni qui, come al solito, in un wiki.

Amici di OpenEd, cosa dite? Facciamo il bis? 🙂

Solo per i soldi?

Perché, nell’era del Web, si scrivono ancora libri e si tengono corsi e seminari “tradizionali”?

Secondo Jakob Nielsen, perché questi mezzi continuano a rappresentare

la migliore modalità per l’apprendimento “profondo” di nuovi concetti.

In questo articolo, Nielsen arriva a definire l’e-learning un ossimoro, ovvero non si può imparare nulla sul Web?

Downes però la pensa diversamente: si scrivono ancora  libri e si tengono ancora seminari e corsi perché …così gli autori fanno soldi, non perché con essi si impara meglio.

Certo, in questi termini è un dibattito tra estremisti.

Personalmente,  continuo a avere necessità della carta stampata (non necessariamente il libro, però..) per studiare davvero (apprendimento profondo).

Mi domando tuttavia se non sia ragionevole pensare a soluzioni miste come quella del libro sull’e-learning di Anderson che ho segnalato qualche giorno fa: edizioni sul Web gratis o a costi molto bassi e prezzo normale per l’edizione stampata, a scelta dell’utente. 

The Theory and Practice of Online Learning

image E’ la seconda edizione del libro, a cura di Terry Anderson.

La AU Press (editrice dell’Athabasca University) lo vende a $39,95 a chi vuole la versione stampata da leggere a letto, ma il mondo intero può scaricarlo gratuitamente come e-book in formato PDF.

Semplice, no?

La strada per lo SCORM 2.0….

… è ancora lunga…

Intanto, chi avesse idee e suggerimenti può sottoporle qui. Una prima deadline è il 15 agosto prossimo.

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