Archivio per febbraio, 2008

Mai visto un OLPC?

Non ho ancora avuto l’occasione di vedere/toccare/usare un OLPC, ovvero i PC a basso costo del progetto One Laptop for Children di Nicholas Negroponte, anche detti one hundred dollar laptop.

Aldilà delle inevitabili polemiche che l’iniziativa OLPC ha sollevato, il prossimo 7 marzo 2008, a Grugliasco (TO), presso l’ITIS “Majorana”, ci sarà la possibilità di provarli, all’interno della giornata di studio dal titolo: “A computer donato… si guarda in bocca”. Si parla anche di “ricco rinfresco digitale”.. e cosa sarà mai?

Credo sia una buona opportunità, mi sto organizzando per poter essere presente.

(via Elenora)

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Attentive attendees?

Attentive attendees...

Wolfgang has posted two reflections about presence and attention, especially during meetings. This picture seems rather explicative of the concept…

At the winter school I twittered during a session on the same topic, observing round 40 people, each in front of their PCs… What were they doing??

Wait:  “I twittered“… So: and me? Did I really pay attention to that keynote? 🙂

Furthermore, last Friday I also twittered in real-time about the Scott’s presentation. Well, in seconds, one colleague of mine asked me if the slides were available because she would have liked to take a look, since she was preparing a keynote on the same topic…

Could this be a (little) example of answer to Wolfgang’s question about uses of these instant stuff in education?

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TENCompetence Winter School 2008… in English

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I had the pleasure of participating at the TENCompetence Winter School 2008.

I spent 5 days at the Grillhof, a wonderful resort in the forest nearby Innsbruck. We were around 40 people, teachers, PhD students, experts and consultants, young and …less young :-), from Europa, including Russia, and USA.

The programme was intensive and rich of useful hints for my work and research. Most of them should be worth posting separately.

I am now reflecting more generally on the event and here are some freewheeling thoughts:

  • the organization of the event was excellent (thanks first to Milos and Christian). All was OK, from our comfortable and (really very) tiny rooms, to food, meetings rooms and equipment, until sport, leisure and social activities. Only the unavailability of the wireless connection into the rooms prevented from attaining the perfection!
  • Participants familiarized very quickly and easily. Sure, the social event on Monday evening, with free drinks, guitars and songs, had some importance for creating a warm and friendly environment :-).
  • Speakers (nearly all) proposed relation with high interaction: group works, Q&A, Socratic lessons, hands-on. There were no opportunities for boring. I should remember this lesson…
  • The program was partly open. Some attendees had the opportunity to propose specific themes and organize dedicated sessions. I myself contributed to the Social Software in Education session (thanks to Martin), in which I presented the LTEver experience with a zoom (as a case study) on the role of the community during the Intro OpenEd course.
  • It was a unique chance for sharing and discuss ideas, works, projects, personal situations, institutional realities with people from a wide range of countries. I’m sure I learnt more chatting during a lunch, in the breaks or at pub in the night, than from the lessons, although they were really interesting. Of course, it was a valuable occasion for broading our networks!
  • It may be trivial but, since some of us (me included…) are often very Internet-addicted, it’s worth reminding that the power of the presence for initiating relations is irreplaceable. I argue that I could have somehow met most of my new friends through the net, but it would not have been the same…. I’m pretty sure that the cohesion power of a vibrant table-tennis match is definitely higher than a couple of comments in a blog 🙂 (I would like to hear from Violeta and Stefan on this…)
  • We need a common language for Europe. Obviously, I don’t wish to replace our rich and ancient national languages and cultures! Even though, if we want really realize a shared Europe, we strongly need to speak and understand each other. English seems, today, the only practical way. Then, maybe that also we mediterraneans should start to imitate the Dutch or the Scandinavians, for which English is a second mother-tongue…
  • The language issue involves blog and personal sites. I previously posted about it (in Italian). So, maybe I’m going to open a completely new blog, in English…
    For now, I decided to open a small English corner on my main blog, and this is the first post!
    Yes, I also have a category of English posts that I wrote for the Intro OpenEd course, but this is another story….

Finally, a rich photo coverage  and, thanks to Sandra, the very essentials from the school!

TENCompetence Winter School 2008

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Ho avuto il piacere di frequentare la Winter School 2008, organizzata dal progetto europeo TENCompetence.

Sono stati 5 giorni passati in al Grillhof, in un ambiente naturale stupendo, appena fuori Innsbruck, in compagnia di una quarantina di persone, docenti universitari e studenti di PhD, esperti e consulenti, giovani e meno giovani, tecnici e specialisti di didattica, provenienti praticamente da tutta Europa, Russia inclusa, e dagli USA (ricca documentazione fotografica è disponibile su flickr).

Il programma della scuola è stato intenso e ricco di spunti utili per il lavoro e la ricerca e il dettaglio di alcuni potrebbe essere argomento di post specifici. Adesso sto però riflettendo sull’evento in generale e ne traggo alcuni flash, pensieri un po’ a ruota libera:

  • è stato un evento organizzato in modo ottimo. Tutto è filato liscio, dalle sistemazioni in camere a dir poco immacolate, al cibo (ottimo e abbondante, ma veramente ;-)) alle sale e attrezzature tecniche, fino alle attività sportive (pullmann riservato per farsi una sciata, un pomeriggio) e sociali. Solo l’indisponibilità della rete wireless nelle camere ha impedito il raggiungimento della perfezione!!
  • Il gruppo dei partecipanti ha legato subito. Certo, il social event della prima serata, con bevande gratis a volontà, chitarre e canti, ha avuto il suo peso nel creare un ambiente caldo e amichevole :-).
  • I relatori hanno (praticamente tutti) proposto relazioni che includevano una parte interattiva: lavori di gruppo, domande e risposte, hands-on su software. Così non non c’è stato modo di annoiarsi..;
  • il programma era parzialmente open. I partecipanti hanno potuto proporre temi di loro interesse e organizzare sessioni dedicate ad argomenti specifici. Io stesso sono intervenuto nella sessione dedicata ai Social Software, nella quale ho illustrato l’esperienza di LTEver e, come caso di studio specifico, il ruolo della comunità durante il corso OpenEd;
  • è stata un’occasione eccezionale per confrontare idee, lavori svolti e progetti, situazioni personali e istituzionali dei diversi Paesi. Posso dire di avere imparato di più chiacchierando a pranzo, nei break o durante una serata al pub, rispetto alle pur interessanti lezioni. Per non parlare dell’allargamento delle reti di relazioni derivanti dall’iniziativa!
  • La presenza si dimostra un elemento insostituibile per instaurare relazioni. Con molti dei partecipanti avremmo forse potuto conoscerci virtualmente, ma non sarebbe stata la stessa cosa. Temo che il potere aggregante di una tiratissima partita a ping-pong sia nettamente superiore a quello di un paio di commenti su un blog!!
  • Serve una lingua comune per l’Europa. Non se la prendano coloro che pensano sia sbagliato appiattirsi sull’inglese… Nessuno vuole sostituire le lingue e le culture nazionali ma se vogliamo davvero costruire un Europa condivisa dobbiamo poter parlare e capirci reciprocamente. L’inglese, oggi, sembra l’unico modo praticabile. Allora, anche noi "mediterranei" dovremmo adeguarci a quanto già accade in Olanda e nei Paesi Scandinavi, dove praticamente tutti parlano l’inglese come seconda lingua madre e non stentano o faticano come la maggior parte di noi (incluso il sottoscritto che, però, stavolta, se l’è cavata piuttosto bene :-));
  • il problema linguistico si estende ai blog e siti personali. Come si fa a mantenere relazioni virtuali se non si condivide la lingua? Avevo anche già postato su questo argomento. A questo punto sto seriamente pensando di aprire un altro blog in inglese o trovare il modo per duplicare questo. Vedremo…
  • Le relazioni internazionali: non conosco le statistiche sull’utilizzo delle opportunità di interscambio (Erasmus e altri programmi) da parte degli studenti italiani. Ho il timore che non siano gettonatissimi… Credo invece che si dovrebbero fortemente incentivare (magari con qualche finanziamento ad hoc… ehh vabbé, lasciamo stare, sigh…) gli studenti universitari a fare questo tipo di esperienza, fino forse a renderla obbligatoria o quasi, magari solo a livello delle Lauree Magistrali, un po’ come succede oggi per il tirocinio.

MoodleMoot 2008

Eravamo tutti un po’ in pensiero… e invece, eccolo qua:

dal 9 al 10 maggio a Padova.

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Artworks

image Mario Rotta è un autentico artista digitale. Le sue creazioni sono … Cosa sono?

Fotografie? Esperimenti grafici? Il mashup, che oggi va tanto di moda, Mario lo realizza a modo suo, mixando soprattutto fotografie, digitali e non, ottenendo opere davvero originali e di grande effetto.

Ora Mario ha avuto un’idea …2.0 :-), ha aperto un sito web per vendere le sue opere. Perché 2.0, dato che in Internet, già da molti anni, si vende di tutto? Perché il sito è stato realizzato interamente con WordPress, mostrando così, tra le altre, cose la straordinaria versatilità di questo fantastico software.

Vale la pena di farci un giro e, magari, fare o farsi un bel regalo!

Mal di scuola

Immagine di Mal di scuolaIl titolo di questo libro poteva forse essere “Giapponesi sull’isola”. Sì, perché il quadro che emerge da questa inchiesta (scritta da un giornalista, quindi da un “esterno”) è quello di una classe di lavoratori (i docenti, maestre, professori) che si ostinano a lottare contro le potenti forze che stanno distruggendo la scuola. Come il drappello di soldati giapponesi sull’isola del Pacifico, non sanno che la guerra è finita e non si rassegnano alla sconfitta. Le cose possono cambiare? Certo, anche il Giappone si è ripreso (eccome..) dopo la seconda guerra mondiale, ma è cambiato, e di molto!! Anche la scuola deve cambiare, e di molto.
Il libro in realtà vorrebbe dare anche una speranza, riferendo le molte storie positive di docenti impegnati e appassionati ma, paradossalmente, finisce col rafforzare l’idea dell'”ultima spiaggia”..
Gli intermezzi, tratti da verbali di “ispezioni ministeriali”, sarebbero pezzi di fine umorismo, se non fossero spezzoni di
reali tragedie quotidiane.

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Eravamo quattro amici al bar

che volevano cambiare il mondo..

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Fisco spettacolo

Anche pagare le tasse, per alcuni, è un evento mediatico.

Anzi, si organizza una “cerimonia della firma” per siglare l’accordo tra Valentino Rossi e il fisco, secondo quanto riferisce Repubblica.

Tutto bene, tutti felici…a parte quei cafoni di impiegati-in-attesa-di-rinnovo-contrattuale-da-pochi-euro che hanno osato disturbare la cerimonia, ecchédiamine, un po’ di rispetto! Ma non vi vergognate? (sigh)

Due conti rapidi: il fisco chiedeva al doctor 112 milioni di euro, dopo la cerimonia ne pagherà 35. E’ uno sconto di quasi il 60%

Orbene, anche ammettendo che gli esattori avessero esagerato nella richiesta iniziale, anche dimezzandola (56M€) lo sconto rimane dell’ordine del 35% abbondante.

Siccome siamo in uno stato (minuscolo) di diritto, dove i cittadini sono tutti uguali davanti alla legge, credo che possiamo essere certi che, già a partire dal mese prossimo, anche a tutti gli altri contribuenti sarà riconosciuto lo stesso sconto sulle imposte dovute. Tranquilli, per i dipendenti ci sarà direttamente l’accredito in busta paga.

Cerchiamo però di essere ragionevoli: accettiamo di rinunciare alle cerimonie delle firme, ok?

p.s.: con questo post inauguro la categoria “Politica”. Ehh sì… i tempi lo richiedono 🙂

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softwarelibero@scuola

Bella iniziativa a Vicenza: un concorso scolastico sull’uso del sofware libero (a scuola, ovviamente).

Bella anche la compagine organizzatrice, composta da un gruppo di utenti Linux, il comitato genitori di un Liceo e una squadra di basket!!! Wow! Questa sì che è una vera rete!!

Il concorso scade il 30/4 prossimo. Tutte le informazioni su www.premioscuola.it.

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