Archivio per gennaio, 2008

School of Rock

imageHo visto questo film qualche mese fa, a casa di amici. E’ davvero divertente.

Non avevo però riflettuto sulle possibili implicazioni didattiche. Si vede che io, a differenza del bravo Doug, non faccio l’insegnante 24 ore su 24 😉

Sempre Doug,  chiede se abbiamo visto film che hanno a che fare con l’educazione.. Boh.. forse Notte prima degli esami, che Sky ha ultimamente passato così tante volte che alla fine ..l’ho visto?!?

The Cape Town Open Education Declaration

Non ero molto convinto: queste dichiarazioni solenni mi sembrano sempre molto retoriche…

Comunque l’ho sottoscritta.

Rimangono i dubbi sull’effettiva utilità, e mi preme segnalare che vi sono anche autorevoli critiche su questa iniziativa.

Però credo che, insomma, sia comunque un modo per testimoniare le proprie convinzioni.

Personalmente, spero che in futuro non ci sia più bisogno di aggiungere l’aggettivo aperta alla parola educazione. L’educazione dovrebbe essere sempre aperta e libera!

La terza volta di Twitter

Sarà quella buona? Intanto si conferma il detto e, dopo la seconda, ecco la terza 🙂

Riprovo dunque a twittare, seguendo l’esortazione di Andreas.

Ho messo però una condizione: datemi un software che sia davvero efficace e funzionale per twittare, considerando che non ho Blackberry nè PDA e l’uso dal browser è praticamente impossibile, almeno per me..

image La pronta risposta dei twitteri è stata: twhirl. Installato stamane, ne vado già pazzo 🙂

Morale: per ogni lavoro serve l’attrezzo adatto, provare ad avvitare una vite col martello per rendersene conto. 🙂

La tecnologia CONTA, altroché… 

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Strada Provinciale Tre

Immagine di Strada Provinciale Tre

Diamo voce ai blog!

Author: David Vignoni - License: LGPL - http://www.icon-king.com

Grazie a vozMe, Anto’stuff …già parla!

Da provare!

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L’eleganza del riccio

Immagine di L'eleganza del riccio

Master dopo Master…

Domani si conclude, con la giornata dedicata alle tesi, la sesta edizione del Master “Progettazione e Gestione di Formazione in Rete”, al quale collaboro ormai da anni e a cui sono sinceramente affezionato :-).

Contemporaneamente, è ai blocchi di partenza la settima edizione: stiamo “familiarizzando”…

Sono affezionato al Master anche per quello che succede DOPO, una volta finito.

Oggi voglio ricordare la storia di cinque masteristi della (ormai lontana…) quinta edizione: Chiara, Daniela, Giacomo, Luca e Umberto hanno costituito un’associazione culturale che si chiama Elimu.

Che strano nome! Beh, Elimu è una parola swahili che significa educazione, conoscenza, apprendimento. Non è certo un caso che si chiamino così: la loro mission (si dice così, vero? ;-)) è infatti orientata proprio a progetti di sviluppo della diffusione di tecnologie per l’educazione in Africa. Azioni concrete contro il digital divide.

Bravi!! (un po’ di merito anche al Master, vero? Se non altro, vi abbiamo fatto conoscere!! :-))

Naturalmente, da bravi alumni, gli Elimu ci tengono informati sulle loro vicende anche via LTEver!

Vietato vietare…

Via Stefania, leggo l’articolo sulla professoressa inglese Tara Brabazon che, all’Università di Brighton, impone agli studenti di non usare risorse Web come Google o Wikipedia per le ricerche.

Non sono per niente d’accordo con la professoressa inglese.

Intanto, trovo che vietare l’uso di risorse, qualsiasi, a studenti universitari sia un autentico controsenso!

Nel merito, mi sembra un ennesimo caso di estremismo: è risaputo che Google e Wikipedia, come ogni altro oggetto (e…persona..) su questa Terra hanno pregi e difetti, vantaggi e svantaggi. E allora?

Allora, credo che una buona educazione generale, a tutti i livelli, debba prevedere l’esistenza di questi strumenti, il conoscerne l’utilizzo corretto e il saperne valutare i pro e i contro. E’ questo il campo di studi noto come Digital Literacy o Digital Competence (guarda caso: sto lavorando proprio ad un progetto su questo argomento :-)).

La superficialità che viene evocata per demonizzare le risorse Web sta pertanto nell’uso, non nello strumento in sè!

Quindi, insegnamo ad usare i libri ma anche Google e Wikipedia, spieghiamo che ci sono buoni e cattivi libri come buoni e cattivi siti Web e visto che ci siamo, ricordiamo magari che spesso buono o cattivo …è questione di opinioni!

Informiamo gli studenti su come funzionano Google e gli altri motori di ricerca, raccontiamo come si sviluppa Wikipedia, diciamo chiaramente che quello che si trova lì non è oro colato, che va verificato e confrontato con altre risorse ma che, all’occorrenza, si può anche correggere (cosa che non mi pare fattibile così agevolmente con un’enciclopedia su carta… :-)).

Infine, è noto come il Web stia mettendo in crisi l’educazione tradizionale: far finta che non esista o screditarlo vietandone l’uso non mi sembra una strategia molto efficace, ma solo una difesa disperata (nel senso di “senza speranza”)…

La Utah State University cerca un professore

…e mette un normalissimo annuncio sul Web, come una qualsiasi azienda che cerca impiegati.

L’annuncio è per qualsiasi livello (da assistant a full professor), evidentemente…dipende dalle domande che giungeranno! Domande che, ovviamente, si inviano online, senza documenti, pubblicazioni, certificati: basta un curriculum, tre referenze e un esempio di lavoro scritto (ah ah ah…).

Sono anche precisi, gli americani: scrivono dettagliatamente cosa si aspettano da questo professore, cosa offrono e quali sono le qualifiche e le abilità richieste. Tra queste spicca una davvero inusuale “commitment to diversity“!

Ma, a pensarci bene, è tutto inusuale!!

Quando mai, in Italia, si assumerebbe un professore universitario in questo modo? 🙂

Macaronì

Immagine di Macaronì




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