Archivio per maggio, 2007

I visionari dell’e-learning

La prima immagine, scovata e proposta da Gianni, è della fine dell’Ottocento; la seconda, purtroppo, è del 2001

Come si vede, il modello dei visionari francesi tardo-ottocenteschi, si è realizzato!!

Penso che la sigla SCORM sia ormai abbastanza nota a tutti: si tratta di specifiche tecniche di standardizzazione dei contenuti didattici per il web, allo scopo di poterli facilmente pacchettizzare e spostare da un sistema all’altro.

Ebbene, vedendo la figura di Gianni ho avuto un sobbalzo: nella ponderosa documentazione SCORM spicca proprio questo grafico che, incredibilmente (o forse no..), realizza la visione ottocentesca della “scuola del 2000”.
C’è, in primo, piano lo stesso, identico, “trita-conoscenza”, con qualche miglioria: al posto delle cuffie un bel megafono che punta direttamente al cervello dei poveri learner.

Comunque, nella figura francese al docente era almeno rimasto un ruolo: selezionare i libri da triturare…Qui si vedono invece soldati e cacciabombardieri…

Meditate, gente, ….

Web 2.0 2007 Awards

Ecco l’edizione 2007 del SEOmoz’s Web 2.0 Awards. Un bell’elencone commentato e ragionato di quanto è più cool nel Web 2.0.

Ricordo che l’anno scorso l’immane elenco mi metteva ansia..

Quest’anno lo scorro invece con un certo compiacimento per la conoscenza di molti dei servizi e siti citati, anche se molti altri sarebbero da esplorare. Una giornata, però, decisamente non basta!!! (ma cosa avevo bevuto, l’anno scorso???)

Didamatica 2007

Si è svolta a Cesena l’edizione 2007 di Didamatica.

Ho partecipato ieri alla giornata dedicata alle sessioni scientifiche parallele.

Ottima cosa le sessioni parallele dislocate in aule, tra l’altro alcune non vicinissime tra loro (a Cesena erano addirittura dislocate in due sedi diverse a tre/quattro minuti di cammino)!

Dico sul serio, non sto scherzando!

Lo so che così ci si perde sempre qualcosa, capita che ci siano due presentazioni che ci interesserebbero in contemporanea…

Però, in questo modo c’è più spazio e tempo per chiacchierare con i colleghi, si incontrano più persone, insomma emerge maggiormente l’aspetto informal. Da questo punto di vista, quindi, è stata una Didamatica un po’ in stile barcamp 🙂

Il programma era ricchissimo, più di 100 presentazioni, 2,2Kg di atti!

Ne ho potute seguire soltanto (!) 15. Tra queste, mi sono rimaste più “impresse”:

  • Elena Caldirola, ex corsista del Master, che ha presentato un progetto di grande interesse per l’Università: un progetto dettagliato e completo sulle modalità di introduzione “istituzionale” dell’e-learning in ateneo.
  • Marcello Bettoni e Marialetizia Mangiavini, a quanto si sa tra i pochi utilizzatori del modulo Workshop di Moodle (!), che hanno mostrato esempi di un uso efficace delle tecnologie per la didattica, perdipiù in ambito umanistico (tra parentesi, ormai è una costante, i docenti di materie umanistiche, quando decidono di cimentarsi con le tecnologie, sono sempre “più bravi”!)
  • Elisa Spadavecchia, un’altra ex del LTE (Corso di Perfezionamento), ha fatto un’appassionata presentazione su come usare la tecnica del podcast nella didattica delle lingue. Non in astratto, Elisa ha parlato della sua didattica. Ma, attenzione, non è stato semplicemente “il racconto di un’esperienza” (sarebbe stato comunque interessante) ma è riuscita a dare l’idea di come opera un vero insegnante-bricoleur (ce ne fossero!!)
  • Marco Tommasi, docente di informatica all’Università di Udine, aldilà delle forse opinabili statistiche presentate a supporto del presunto migliore rendimento degli studenti online, ha molto opportunamente richiamato ancora una volta l’attenzione sul bisogno dell’Università di regolamentare le attività e-learning, sia dal lato degli studenti che dei docenti.
  • Maria Rita Minelli ha presentato l’iniziativa Lazio e-citizen. Premesso che ormai le “certificazioni” mi lasciano sempre più perplesso (in questo caso si tratta di un progetto per il conseguimento della certificazione e-citizen di AICA, un’altra??), Maria Rita ha mostrato però come sia possibile far operare sinergicamente associazioni, scuole, istituzioni e soprattutto un modo per valorizzare lo scambio di competenze tra generazioni: i giovani che aiutano i meno giovani a “cavarsela” con le tecnologie, un’ottima idea!

Ah, quasi dimenticavo, io ho parlato di LTEver, of course… 🙂

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Il software perfetto per una comunità online

Su Common Craft trovo un interessante riassunto di tutte (tutte???) le funzionalità che dovrebbero essere presenti in un buon (anzi in un perfetto) sistema di supporto ad una comunità online.

Può essere una utile checklist per valutare se entrare in una o in un’altra comunità(ad esempio noto che la nostra LTEver otterrebbe un buon punteggio, pur mancando di alcune features).

Il punto però credo sia un altro: perché insistere con sistemi omnicomprensivi, ricchissimi di funzioni e gadget? Secondo me si dovrebbe lavorare al contrario sull’integrazione di sistemi specializzati.

Prendiamo, ad esempio, una funzione molto gettonata: il wiki. Esistono diversi ottimi sistemi specializzati per la gestione di wiki, da MediaWiki a PBwiki ecc. ecc. Eppure, ogni piattaforma e-learning, CMS, community system finisce per sviluppare il suo proprio wiki interno che, è abbastanza naturale, spesso non risulta essere all’altezza dei sistemi specializzati (si pensi a Moodle con il suo wiki un po’ stentato). Se si fa un giretto sul sito di Elgg, che pure sembrava un progetto che puntava più sull’integrazione e la connessione che sull’aumento infinito delle features, si trovano già decine di plugin (tra cui, tra parentesi, anche un wiki….) per estendere le funzioni del sistema.

Ma tutto ciò non è uno spreco di risorse? Perchè non possiamo (ancora) semplicemente usare, ad esempio, un wiki service fornito da uno dei siti specializzati e includerlo nel nostro sistema, invece di riscoprire ogni volta la stessa acqua calda? Insomma, allargando il discorso, vorrei che si potessero mantenere le foto su Flickr, le slide su SlideShare, ove mi servisse un wiki vorrei poter usare ad esempio PBWiki, sempre però avendo però la possibilità di innestare liberamente l’accesso a questi servizi dentro altri sistemi, con possibilità di condivisione con altri utenti.

Questa è la mia idea di Personal Learning Environment (se vogliamo privilegiare l’aspetto legato all’apprendimento) o, più in generale, di Personal Knowledge Management: non un sistema, ma una collezione di sistemi interconnessi, un insieme aperto di plugin, disponibili in modo standard.

Web service, dove siete? Quando sarete davvero disponibili?




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