Archivio per gennaio, 2007

Repubblica o "C’è posta per te”?

Dico solo che da oggi ho molta, ma molta meno voglia di acquistare ancora un certo quotidiano italiano che seguo (ahimé) fin dalla fondazione, nel lontano 1976 (ero un ragazzino ed era, decisamente, un altro secolo).

Un secolo nel quale, ne sono certo, una certa lettera non sarebbe stata pubblicata!!!

Regno a venire

Lo scrittore inglese James G. Ballard è probabilmente noto come scrittore di fantascienza. La fantascienza, a sua volta, evoca viaggi spaziali e futuristiche tecnologie.

Ma a volte i viaggi si limitano a indagare sulla mente umana e sulla società in cui viviamo: la fantascienza è anche questo, Philip K. Dick il nostro J.G.Ballard lo testimoniano.

Regno a venire è una storia semplice: un pubblicitario londinese che ha appena perso il lavoro si trasferisce in una cittadina dei dintorni per saperne di più sulla morte del padre, che non vedeva da decenni. Il vecchio signore, un ex-pilota, è stato ucciso da un folle (?) che ha sparato a casaccio (?) sui clienti di un enorme centro commerciale, il Metro-Centre.

Ma Richard Pearson non è il vero protagonista: il Metro-Centre gli ruba subito la scena, e con lui i suoi assidui frequentatori, una middle-class” bianca, apparentemente pacifica ma in realtà violenta, che odia gli immigrati, ama soltanto fare shopping, fare il tifo da hooligan per le squadre di rugby e di hockey e seguire le trasmissioni via cavo prodotte dal Metro-Centre condotte da un presentatore-guru.

La vicenda si complica presto: forse il folle sparatore non era folle, e forse non era neanche solo, forse c’è qualcuno che si oppone al “nuovo ordine” imposto dal Metro-Centre, il ruolo di Richard finisce per mutare in modo imprevedibile fino al drammatico finale.

E’ un libro inquietante: siamo già, senza accorgercene, nel “Regno a venire ” di Ballard? Il consumismo è la nostra vera religione-forma-di-governo? E il ruolo dello sport? Ma si può ancora chiamare sport, ad esempio, il calcio? Quanti Metro-Centre, veri o mediatici, ci sono nella nostra vita?

Mentre ci pensiamo, dalla quarta di copertina del libro continua a risuonare nella mente la domanda: “Può il consumismo mutare in fascismo”?

(NON E’) legale scambiare musica su Internet

Credevo di essere uno di quei lettori di quotidiani smaliziati, che non si “bevono” passivamente tutto quel che leggono, anche sul loro giornale “di fiducia”.

Mi sbagliavo!

Sono un credulone che abbocca facilmente, soprattutto se il giornale scrive quello che si vorrebbe leggere!

E allora, la Repubblica di ieri, dedicava l’intera pag. 51 ad una rivoluzionaria novità giuridico-informatica: sotto il titolo “Legale scambiare musica su Internet” si legge testualmente “L’Alta corte apre al download non autorizzato di film, canzoni e programmi”. Wow! Una pacchia! Allora si può finalmente scaricare a volontà senza neanche quella piccola remora morale e/o quella infinitesima paura di essere beccati?

Ma siamo sicuri? Ma certo, il pezzo è di Ernesto Assante (una garanzia!) e nella stessa pagina è riportato il parere di un illustre giurista, addirittura docente di informatica giuridica, che conferma tutto! Vabbè, allora mi fido!

Ahimé, l’euforia è durata poco: stamane l’attento staff di Punto Informatico chiarisce la situazione: si tratta di una sentenza relativa ad un caso del 1999, al quale si applica pertanto la normativa dell’epoca! NON E’ affatto legale scambiare contenuti protetti in rete!
La “notiziona” è stata pertanto data in modo a dir poco approssimativo e, soprattutto, inviando un messaggio assolutamente falso, contrario alla realtà dei fatti e delle leggi!

A questo punto il problema diventa un altro, mi domando: ma un giornale del calibro di Repubblica, un giornalista bravo come Assante, un illustre professore che presta la faccia per corroborare il parere (ehh, c’è anche la foto!), non sentono la responsabilità enorme che si prendono, quando pubblicano notizie come queste? Non pensano che sia meglio verificare, controllare due e anche tre volte?

Certo, la normativa sul copyright è complessa e controversa ma, appunto per questo, non sarebbe il caso di evitare il “titolone ad effetto”?

Elluminate vRoom

Elluminate è un affermato sistema di web conferencing o aula virtuale che offre ora una versione gratuita del sistema, denominata vRoom, completa ma limitata a tre utenti contemporanei.

Non ci si potrà realizzare un vero corso, è evidente, ma rimane la possibilità di avere a disposizione un sistema di alto livello (simile a Breeze o Centra, per intenderci) per lavorare a distanza in modo sincrono (certo, al massimo in tre…) avendo praticamente tutto a disposizione (whiteboard, audio, video, condivisione desktop, file transfer, chat, ecc.).

Io mi sono già registrato (caso mai cambiassero idea… :-))

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Se fossi un linguaggio di programmazione…

You are FORTRAN You are an old-timer who likes math and science.  Many have heard of you, but few care about you any more
Which Programming Language are You?

Arriva l’iPhone!

E quante cose potremo farci!!!!

Ecco qualche esempio:

Come potremo farne a meno? 🙂

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Un progetto da venti milioni di dollari!

Secondo uno studio di Ohloh, riscrivere Moodle da capo costerebbe più di $$$ venti milioni di dollari $$$!

L’analisi condotta da Ohloh, un sito dedicato all’analisi “obiettiva” di diversi progetti Open Source, è in realtà uno studio comparativo tra Sakai e Moodle. Diversamente da altri lavori simili, questo è dedicato agli aspetti più tecnici e relativi allo sviluppo dei sistemi. Sono fornite informazioni difficilmente reperibili, come l’apporto dei singoli programmatori o la percentuale di righe di codice commentate. Un punto di vista “dall’interno” che può essere interessante per la valutazione.

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Il passato è una terra straniera

Continuo con la saga dei “libri fuori serie”. Si dà il caso che anche Gianrico Carofiglio abbia scritto diversi libri con lo stesso protagonista (l’avvocato Guerrieri).

A me invece è capitato sempre a prestito 🙂 (i libri rilegati non li compro mai, costano cari e occupano troppo spazio!!), di leggere questo Il passato è una terra straniera, appunto “fuori serie”.

Ambientato a Bari, è una sorta di romanzo di formazione in negativo (ma non del tutto..), nel senso che il protagonista, Giorgio, da classico bravo ragazzo, grazie ai “buoni uffici” di un amico (Francesco, la classica cattiva compagnia), accantona i brillanti studi universitari per diventare rapidamente un giocatore d’azzardo, un baro e addirittura un trafficante di droga!

L’escalation criminale si ferma però, grazie alla storia trasversale del libro: c’è uno stupratore seriale che imperversa in città… Chi sarà mai? 🙂

Se lo si analizza razionalmente, il libro presenta qualche debolezza: il finale forse un po’ troppo buonista e un certo sentore di …Pinocchio e Lucignolo 🙂
Tuttavia il racconto è avvincente e i personaggi sono ben delineati: il “percorso verso gli inferi” di Giorgio, la sua progressiva dipendenza dall’amico Francesco, la sua crescita e il suo disagio, anche le vicende del tenente dei Carabinieri che indaga sulle violenze (personalità problematica pure lui…) costringono a …leggere subito anche il prossimo capitolo!

Battere Google

Secondo il New York Times, la corsa per sconfiggere Google, sul suo terreno, ovvero la ricerca sul Web, è ampiamente in corso, nella Silicon Valley…

La notizia ha offerto lo spunto per un interessante post su Read/Write Web che presenta un bel grafico dei possibili “punti di attacco” a Google: la tecnologia, l’interfaccia utente e le ricerche di tipo “verticale”, cioè mirate a settori specifici, come i blog o i contenuti multimediali.

Per ognuna delle tre “categorie”, sono presentati esempi di servizi già esistenti: da provare!

Tra i tanti commenti che in poche ore il post ha già raccolto, il numero #4 mi sembra particolarmente condivisibile: Google potrà essere eventualmente superata da un cambio di paradigma nell’industria, come già per IBM e, in parte, per Microsoft. Difficilmente sarà “un altro motore di ricerca” a sostituirla…

Ma… quale sarà il nuovo paradigma dell’IT?

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L’uomo a rovescio

uomorov.gifMe lo hanno prestato, L’uomo a rovescio di Fred Vargas, proprio lo stesso giorno che, di passaggio in libreria, stavo per comprare un altro libro dello stesso autore (anzi, della stessa autrice, visto che Fred è uno pseudonimo). Quando in libreria trovo ben allineati, diversi libri dello stesso scrittore, specialmente se si tratta di gialli, mi monta l’ansia: quale sarà il primo della serie? Da quale iniziare? Qual è il più bello? Risultato: spesso lascio tutto lì…

Visto però che questo …è arrivato da solo, naturalmente l’ho letto.

Non è un gran thriller, forse però va letto come un romanzo umoristico, perché i personaggi sono davvero surreali e simpatici: il Guarda, il vecchio pastore al quale “piace capirle, le cose” è il mio preferito ma Soliman, il giovane di colore che si esprime quasi solo citando definizioni dal vocabolario non è da meno. E che dire di Suzanne, la rustica madre adottiva di Sol, che “gliene frega una sega” di… praticamente tutto? E come non provare simpatia per Camille, la musicista-idraulico-camionista che trova conforto alle sue pene (anche amorose) sfogliando ossessivamente un catalogo di utensileria meccanica?

In realtà il vero protagonista dei libri della Vargas è il commissario Adamsberg, un vero e proprio anti-Maigret, sempre un po’con la testa tra le nuvole, probabilmente un seguace del pensiero laterale. Nonostante il tizio operi a Parigi, l’autrice riesce a inserirlo lo stesso (è l’ex di Camille…) in questa vicenda che è invece ambientata tra le Alpi Marittime in mezzo a pecore e lupi, mannari e non (c’è appena un lieve sentoredegli ambienti descritti da Grangé ne I fiumi di porpora, appena appena eh… Grangé è più “serio” come scrittore di thriller).

Certo, la trama e la vicenda sono al limite dell’inconsistenza e piuttosto inverosimili (come classificare altrimenti l’inseguimento del presunto colpevole su un carro bestiame riadattato a camper, da parte di Soliman, il Guarda e Camille come autista? Come reagire leggendo del Guarda che, trovandosi lontano dall’ovile, letteralmente, “telefona al gregge”?), però l’ambientazione è ben realizzata e i personaggi sono ben tratteggiati e, insomma, il libro scorre velocemente e alla fine, si può dire di essersi divertiti a leggere, e …scusate se è poco!




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