Alle scuole medie. ai miei tempi
, si studiava l’Epica. C’era un libro enorme, ricordo ancora il titolo: “Dal Mito alla Storia”.. A molti non piaceva, a me invece sì, e quel librone l’ho praticamente consumato!
Leggendo Romanzo Criminale di Giancarlo De Cataldo mi sono tornate in mente le ore passate a sfogliare le avventure degli eroi di Omero, della saga dei Nibelunghi, dell’Orlando Furioso…
In realtà si tratta più un deja-vu, del ricordo di una sensazione, che un reale richiamo a quei mitici testi. Non so, sarà forse il modo in cui sono narrate le storie della banda di criminali romani che voleva “prendersi Roma”, o forse lo stile, molto particolare dell’autore: un mix di distacco e passione difficile da districare.
Il libro ripercorre quasi vent’anni di vita di un gruppo di personaggi della malavita romana, dichiaratamente ispirati all’epopea della famigerata Banda della Magliana (su Wikipedia è disponibile una “tabella di corrispondenza” tra i personaggi del libro e quelli reali) con relativi intrecci con mafie varie, camorra, estremisti di destra, servizi segreti deviati e non, giudici e poliziotti. Il racconto, pur non essendo un “giallo” tradizionale (ironicamente: non ci sono “misteri” da scoprire
se non quelli, ahimè e ahinoi, dell’intero periodo della “strategia della tensione”, degli omicidi e delle stragi in Italia…) è molto avvincente: è facile affezionarsi ai personaggi e ognuno può trovare il proprio “eroe” (o eroina) preferito. Tra l’altro, il gioco è facilitato anche dalla labile delimitazione tra “buoni” e “cattivi”…
E’ una mia fissazione ma anche qui c’è da rimanere affascinati dalla scelta dei nomi, anzi dei soprannomi, dei personaggi!
Nota finale: anche in questo caso arrivo tardi (il libro è del 2002!) e devo dire che è grazie al film di Michele Placido che ho comprato il libro. Per questo, segnalo che il 3/1/2007 alle ore 21 su SkyCinemaMania sarà trasmessa l’edizione estesa del film.
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