Archivio per dicembre, 2006

Anche la UCLA va su Moodle!

Una delle critiche principali mosse a Moodle e alle altre piattaforme e-learning Open Source era il fatto di non essere utilizzate da alcuna “grande università tradizionale” (ovvero non online, open ecc.).

Beh, … è acqua passata:

… In November, 2006, the UCLA Faculty Committee on Educational Technology
decided that UCLA should converge on Moodle as the single open source
platform for its common collaboration and learning environment (CCLE) …

La University of California, Los Angeles è decisamente un grande ateneo!!

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La Open University abbandona la televisione

E’ dal 1971 che la Open University britannica (un po’ il modello universale delle moderne Università “aperte”) trasmetteva le lezioni in TV, principalmente nelle ore notturne, esattamente come accade tuttora anche in Italia, su RAI2 e sui canali satellitari RaiSat Nettuno.

Però, adesso, la OU ha deciso di interrompere i programmi televisivi, in favore di altri media, principalmente Internet, of course…

Secondo la BBC, è la fine di un’era

E ora, come faranno gli insonni? Nettuno (o Poseidone) ci aiuti…. 🙂

Romanzo criminale

romcrim.gifAlle scuole medie. ai miei tempi :-), si studiava l’Epica. C’era un libro enorme, ricordo ancora il titolo: “Dal Mito alla Storia”.. A molti non piaceva, a me invece sì, e quel librone l’ho praticamente consumato!

Leggendo Romanzo Criminale di Giancarlo De Cataldo mi sono tornate in mente le ore passate a sfogliare le avventure degli eroi di Omero, della saga dei Nibelunghi, dell’Orlando Furioso…

In realtà si tratta più un deja-vu, del ricordo di una sensazione, che un reale richiamo a quei mitici testi. Non so, sarà forse il modo in cui sono narrate le storie della banda di criminali romani che voleva “prendersi Roma”, o forse lo stile, molto particolare dell’autore: un mix di distacco e passione difficile da districare.

Il libro ripercorre quasi vent’anni di vita di un gruppo di personaggi della malavita romana, dichiaratamente ispirati all’epopea della famigerata Banda della Magliana (su Wikipedia è disponibile una “tabella di corrispondenza” tra i personaggi del libro e quelli reali) con relativi intrecci con mafie varie, camorra, estremisti di destra, servizi segreti deviati e non, giudici e poliziotti. Il racconto, pur non essendo un “giallo” tradizionale (ironicamente: non ci sono “misteri” da scoprire 🙂 se non quelli, ahimè e ahinoi, dell’intero periodo della “strategia della tensione”, degli omicidi e delle stragi in Italia…) è molto avvincente: è facile affezionarsi ai personaggi e ognuno può trovare il proprio “eroe” (o eroina) preferito. Tra l’altro, il gioco è facilitato anche dalla labile delimitazione tra “buoni” e “cattivi”…

E’ una mia fissazione ma anche qui c’è da rimanere affascinati dalla scelta dei nomi, anzi dei soprannomi, dei personaggi!

Nota finale: anche in questo caso arrivo tardi (il libro è del 2002!) e devo dire che è grazie al film di Michele Placido che ho comprato il libro. Per questo, segnalo che il 3/1/2007 alle ore 21 su SkyCinemaMania sarà trasmessa l’edizione estesa del film.

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Natale 2006

Buon_Natale_in_tutte_le_lingue.jpg

Net Disaster

“Che brutto sito! Vorrei distruggerlo!”

Se qualcuno lo ha pensato almeno una volta…. ora può farlo con Net Disaster!
(virtualmente, si capisce, ma è comunque divertente, ad esempio “demonstration” come metodo di demolizione… è fantastico, molto adatto per “certi” siti…)

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Second Life

sl.jpgI big della edu-blogosfera stanno dibattendo in questi giorni su Second Life, se possa o non possa considerarsi un valido strumento educativo.

Second Life è un vero e proprio mondo parallelo (su wikipedia è chiamato “gioco”!!) in 3D, che riproduce molti aspetti della vita reale (ad esempio, l’economia capitalista…).

Il discorso che Graham, Stephen e George affrontano è relativo all’uso o comunque alle implicazioni educative di Second Life. Il loro giudizio (e per quel che vale, anche il mio!!) è in senso negativo anche se, per la verità, ad esempio, molte Università hanno costruito la loro versione virtuale in SL, così come molte altre istituzioni educative. Tra l’altro, esiste anche una versione SL di Moodle.

Certo, il primo impatto è ben diverso: i cartelloni che si vedono più frequentemente svolazzando (sì, in SL si vola!!) promettono servizi che solo in un certo senso si potrebbero considerare …educativi (non so se mi spiego ;-)), ma tutto sommato, non è quello che si può trovare facilmente anche nei media del mondo “reale”?

Il problema, secondo me, è: se abbiamo già un mondo “reale” non proprio perfetto, dobbiamo crearne anche uno artificiale così (molto, troppo) simile? Sono troppo bacchettone? Mah…
Vale comunque la pena di farci un giro, per farsi un’opinione… e magari anche di leggere un’opinione contraria, molto favorevole a SL.

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Il volto umano della rete

Comunico che in questo blog NON si discute della questione di noi uomini dell’anno di Time 🙂

Il futuro dei blog

Ci avviciniamo al 2007, prepariamoci dunque: nei prossimi giorni saremo indondati da colorati oroscopi su tutti i giornali, con le solite rosee previsioni per il nuovo anno..

Certo, Gartner non è una congrega di astrologi 🙂 e se, come riporta la BBC, prevedono che il fenomeno dei blog toccherà l’apice nel corso del 2007, per poi assestarsi intorno ai 100 milioni, probabilmente ci sarà da dare loro credito..

Anzi, pare che 200 milioni di blogger si siano già …stufati e abbiano chiuso bottega!

Beh, intanto appuntiamoci questi numeri e ricordiamoci, a dicembre 2007, di verificare e, naturalmente, leggere le previsioni per il 2008 🙂

Personalmente, da buon previsore “spannometrico”, credo che invece la piccola blogosfera italica sia ancora in espansione ma, si sa, siamo una goccia nel mare…

Se poi nel 2007 si iniziasse ad attenuare un poco il colossale digital divide che imperversa nel mondo, orizzontalmente e verticalmente, può darsi che la previsione Gartner si riveli errata… (aspettiamo i blog africani e asiatici, forza!!!

p.s.: nell’articolo ci sono altre predizioni interessanti…

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La misura del mondo

Tra le tante classificazioni possibili, i lettori di libri si possono dividere in due categorie: quelli che “una volta iniziato, devo finirlo a tutti i costi” e quelli che “se non mi piace, lo lascio a metà (o anche meno)”. Io appartengo alla seconda categoria, con l’attenuante che raramente un libro non mi piace al punto di abbandonarne la lettura, quindi normalmente .. li finisco!!

L’eccezione è venuta con questo La misura del mondo di Daniel Kehlmann. Non so dire esattamente cosa non funziona (per me) in questo libro: in poche parole, l’ho trovato noioso e difficile da leggere. Utilizzando la tecnica del “montaggio alternato”, il libro racconta le vicende umane di due famosi scienziati tedeschi del 19° secolo: il matematico Gauss e l’esploratore Von Humboldt: due personaggi bizzarri e molto diversi, ritratti soprattutto alle prese con le loro idiosincrasie quotidiane. Non nego che la cifra stilistica sia raffinata, con un certo umorismo sottile ma, chissà, forse.. è troppo sottile per me! 🙂

Insomma, l’ho abbandonato verso la metà… Chissà magari lo riprenderò in mano tra qualche tempo, in fondo cambiamo in continuazione, e con noi i nostri gusti, no?

Un piccolo dispetto: per sottolineare il “non gradimento”, non metto l’immagine della copertina come al solito!!

Le ali della sfinge

Rieccoci con Montalbano! Non penso si possa scrivere una recensione spassionata di questi libri: secondo me chi li sceglie e li legge lo fa perchè li ama, “a prescindere”, come avrebbe detto il mitico Totò…

Certo, ogni volta si ripensa ai primi episodi e pare che nell’ultimo manchi qualcosa.. ma forse siamo noi lettori ad essere troppo esigenti.

In questo mi ha colpito l’inquietante sdoppiamento della personalità di Montalbano, sempre più in crisi di mezza età (la vampa d’agosto ha lasciato il segno!) forse anche a causa del maggior tempo libero da dedicare al “privato”, visto che la vicenda poliziesca, in questo caso, è molto meno intricata del solito 🙂

Il tema del libro: lo sfruttamento delle ragazze immigrate, è interessante e trattato con la consueta pseudo-leggerezza che lascia al lettore il tempo e il modo di riflettere. Sarà forse una mia fissazione ma trovo straordinaria l’abilità di Camilleri nel trovare nomi adatti ai personaggi: il prete che sponsorizza l’associazione “benefica” che sfrutta le immigrate si chiama “monsignor Pisicchio”! Provate a dirlo ad alta voce: pronunciandolo … potete vederlo!

Forse sono particolari ma per me fanno la differenza!!

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