Archivio per agosto, 2006

Comunicazione …di servizio: Corso di Perfezionamento all’Università di Firenze

Corso di Perfezionamento annuale in “Reti e didattica online”

Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione – Università di Firenze

E’ in fase di attivazione presso l’Università di Firenze il Corso di Perfezionamento
annuale a distanza in “Reti e didattica online”.

Il Corso ha durata annuale con 25 CFU ed esame finale. Prevede 3 incontri di
base in presenza (sabato pomeriggio) a cui si aggiungono altri momenti
didattici erogativi che potranno essere frequentati anche a distanza.
Il Corso si svolge tra Settembre 2006 e Marzo 2007.
Il costo del Corso è di 400 euro.
Pre-iscrizioni:

http://www.corsolte.net/corso-perfezionamento-iscrizione.html

Info:
Segreteria del Corso
Dal martedì al venerdì ore 9-15
Il giovedì ore 9-17
Referente: Dott.ssa Stefania Cecconi

Telefono: 055/210423 – Fax 055/2675728.

e-mail: studlab@unifi.it

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Visualizing time

Affascinante: come visualizzare il tempo? Ecco 155 modi diversi…

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Ancora il podcast sul Forum Plus

Ora Romolo ha prodotto la versione “aumentata” con un video che illustra le funzionalità del Forum Plus, descritte a voce da me 🙂
Moodle e Forum + / Intervista ad Antonio Fini
Primo episodio “aumentato” (wmv)
di una serie, già pubblicata nel corso dell’estate 2006,
come mp3 qui:

COMECAST

e qui:

Risorse Web

L’obiettivo è di usare ancora una volta strumenti disponibili gratuitamente. Le interviste tramite Skype sono state registrate con PrettyMay.

L’editing audio è stato fatto con Audacity.
Il file .wmv è generato con l’uso di Microsoft Photo Story 3.

*******************

Antonio Fini ci presenta la scelta dell’UNIFI per l’open
source, in particolare l’utilizzo di Moodle per la formazione a
distanza, e la realizzazione di un modulo particolarmente importante in
tale attività, il Forum plus, con le sue peculiarità
volte alla costruzione della conoscenza, alla individuazione e alla
gestione dei ruoli, e alle risultanze di alcune fasi interattive.

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Senza blog non esisti!

Appena finito di scrivere il post precedente, mi sono accorto che per “presentare” i relatori ho utilizzato un link ai loro blog. Non ho “sprecato” parole per dire “tizio è questo e quello”, basta un link al sito personale dove, pertanto, risiede ormai l’identità delle persone.
Allora, chi non ha un blog o un sito personale…non esiste!! 🙂

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Workshop su Elgg a Klagenfurt

Ieri sono stato a Klagenfurt, in Austria, per un workshop su Elgg e in generale sui sistemi per l’e-portfolio. Sono intervenuti Graham Attwell (a destra nella foto), Dave Tosh (a sinistra) e Ben Werdmuller (al centro). Questi ultimi sono i creatori di Elgg, un particolare sistema di social software diretto al mantenimento di un “social e-portfolio”.

La giornata è iniziata con l’intervento di Graham, che ha svolto un po’ il ruolo del guru di turno, parlando della sua visione dell’e-learning, molto orientata agli aspetti sociali, all’informal learning. I riferimenti sono sempre alle comunità di pratiche e agli intramontabili Lave e Wenger mentre dal punto di vista tecnico la critica verso il paradigma dominante dell’e-learning attuale porta a cercare nuove strade. Una proposta è proprio Elgg, un misto tra un sistema di social networking e un blog, con la possibilità di definire comunità, gruppi. Il tutto controllato dall’utente stesso attraverso la definizione di permessi di accesso. In Elgg non ci sono ruoli predefiniti (docenti, tutor, studenti): tutti gli utenti sono sullo stesso piano: ognuno può creare il proprio ambiente personalizzato. La seconda parte del workshop è stata dedicata ad una sessione pratica sull’uso di Elgg: ogni partecipante ha creato il proprio profilo e si sono realizzate diverse interazioni tra i presenti. La discussione finale ha riguardato, tra l’altro, il possibile uso di questo strumento (Wolfgang Greller, l’organizzatore del workshop, lo introdurrà a settembre come tool personale per tutti gli utenti, studenti, professori, staff, dell’Università di Klagenfurt), il futuro sviluppo di ulteriori funzioni, varie “interpretazioni” del significato di e-portfolio.

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Maccaia

“Macaia, scimmia di luce e di follia, foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia”
Così Paolo Conte in “Genova per noi”.
Qui Bruno Morchio, autore genovese, ci mette una “c” in più (mah: con i dialetti liguri le doppie sono sempre incerte…) e racconta in prima persona le avventure del suo alter ego investigatore privato “senza mutande” Bacci (ovvero Giovan Battista) Pagano, immerso nell’afa sciroccale genovese che dà il titolo al libro. In questo episodio c’è lo strano caso di un anziano usuraio ucciso da… un lupo!
Divertente, soprattutto per chi conosce Genova; invece a chi non c’è mai stato credo che metta una certa curiosità.
E’ il secondo libro di una serie, il primo non l’ho letto. Provvederò…

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Nuovo tema grafico e.. Flock

E’ bello cambiare ogni tanto il tema grafico, come fosse un abito o la pettinatura: da oggi vai con K2!

Sto anche iniziando a usare Flock,
una specie di clone di Firefox (si basa sullo stesso codice) che
include un aggregatore RSS e un editor per postare direttamente sui
blog, oltre a tool dedicati a Flickr e a del.icio.us. Per esempio, questo post è stato inserito direttamente da Flock 🙂

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Apple reclama la proprietà della parola “pod”

Così racconta il Financial Times. Ma cosa sta succedendo quest’estate? Oltre all’alga velenosa e all’invasione delle meduse, c’è forse in giro il virus dell’appropriazione indebita?
Comunque, non essendo inglese, ho interrogato per sicurezza l’apposito dizionario online Webster che alla voce “pod” riporta ben 3 sostantivi e un verbo (intransitivo). Come la mettiamo?
Certo, la pretesa della Apple per ora è contro altre società che utilizzino “pod” come parte del nome di altri prodotti ma, insomma, non è la sorte di tutti i prodotti di successo, quella di essere copiati e diventare eponimi? Chi non ha mai detto “attaccalo con lo scotch” oppure “dammi un kleenex” o anche “mi cambia i ferodi dei freni?”
Se poi la parola è addirittura pre-esistente come questo “pod” la pretesa sembra davvero eccessiva. O no?

Per la cronaca: il primo sito dei risultati di Google per “pod” è questo… beh sempre di musica si tratta 😉

La città che dimenticò di respirare

copljc.asp.jpeg

Premetto: ho comprato questo libro perchè ne ho letto una buona recensione su Repubblica-Libri.
Probabilmente per molti questo è già un difetto in partenza… 😉

Vabbè, in ogni caso questo libro è stata una delusione. Anche se è un romanzo in stile Stephen King, non vuol dire che l’autore sia autorizzato a infilarci dentro ogni sorta di “mistero”, con il risultato finale di …non capirci più niente neanche lui (almeno credo..).
Elenco a memoria, sicuramente dimentico qualcosa..: l’arzilla vecchietta che “vede le cose” e alla fine preferisce annegare a casa propria; alcuni abitanti di Bareneed (paesino dell’isola canadese di Terranova), senza motivo apparente, smettono di respirare; la bambina Robin che disegna strane cose, vede bambine-fantasmi, quasi-muore, guarisce definitivamente grazie ai genitori separati che si rimettono insieme (wow, ci mancava anche lo spot anti-divorzista!); uno squalo albino che appena portato via ridiventa grigio (ma non se ne sa più niente, chissà..); annegati “d’epoca” che riemergono belli intatti dal mare, si scopre che sono poi i parenti di quelli che hanno smesso di respirare; l’ufficiale di marina che legge libri sui mostri marini ma ha paura che lo vengano a sapere i superiori; un suo marinaio che non si sa se “ci è o ci fa”; il “bifolco saggio”, prozio di Robin che non si sa che fine faccia; uno tsunami finale assai improbabile; alla fine pare che la colpa sia tutta dell’elettricità e delle radiazioni elettromagnetiche: infatti i sopravvissuti al maremoto risolveranno tutti i problemi staccando la corrente da casa..
La sensazione complessiva è di un gran minestrone con un tocco grottesco: la sciagurata scelta della traduttrice italiana di usare il dialetto abruzzese per rendere il dialetto di Terranova parlato da alcuni personaggi. Il risultato lascia sinceramente interdetti: come si fa a immaginare la vecchietta, Miss Laracy, che a Terranova, dice cose come “‘na sciccheria! Amore mé”…
La morale non può che essere: stiamo attenti alle recensioni dei libri sui giornali!

Grafici e schemi 2.0

Disegnare un diagramma a blocchi, un grafico o uno schema da inserire in un testo.
Ad esempio uno schema come questo:


Quante volte sarà capitato?
E come si fa?
Si lavora con quelle orripilanti “forme” di Word o si usa un complicatissimo (e spesso costoso) software dedicato?
Eh eh. Non più.
Ora si può usare gliffy!
Tutto online, gratuito, con possibilità di condividere gli schemi per lavorarci a più mani (un po’ come writely per i testi).
Ovviamente, lo schema di esempio che si vede qui sopra (tratto dal blog di Dave Tosh su elgg.net) è stato realizzato con gliffy…




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