Archivio per maggio, 2006

Blog sui Learning Object: chiamata generale!!

David Wiley è forse il nome più conosciuto nel “mondo” dei Learning Object. I suoi articoli sono stati tra i primi ad approfondire il tema.
Ora David ha lanciato una richiesta a tutti coloro che hanno scritto post in qualche blog, articoli e quant’altro sui LO affinchè si facciano vivi, semplicemente postando un commento sul suo blog. Il suo intento è di raccogliere quanta più documentazione possibile sull’argomento.
Io..ho già provveduto… 🙂

Informal Learning


Jay Cross sta scrivendo un libro dedicato all’informal learning.
Intanto, chi ha a disposizione un plotter A0, può stamparsi questo bellissimo poster!

Giornata di studio “E-learning tra ricerca e buone pratiche”

logo baicr
Ho partecipato ieri, a questa interessante iniziativa organizzata dal Consorzio BAICR di Roma.
Nel mio intervento ho proposto uno sguardo alla (possibile) evoluzione futura delle piattaforme e-learning verso i Personal Learning Environment.
Ecco le slide.

Google Notebook

Un nuovo servizio di Google. Da provare.

Un “normale” posto di lavoro…


Di chi è questo ufficio? Ma di Bill Gates, naturalmente.
Dice che, una volta che si è provato a lavorare con tre monitor affiancati, come fa lui, è impossibile farne a meno..

Volendo, sul sito della CNN è disponibile l’articolo completo, originariamente apparso su Fortune.

Skypecast

Un’altra diavoleria in arrivo..
con Skypecast si potrà (anzi si può già!) creare un’audioconferenza moderata alla quale possono partecipare fino a 100 persone. Il tutto da casa propria, utilizzando il normale client di Skype (versione 2.5 attualmente in beta).
Vabbè, quanto costa?
€0,00!!!
Si prova?

Tutorial o tuttorial?

Un sito contenente rapidi e sintetici tutorial su tutto quanto fa …spettacolo? No:…Internet e il Web!
Dal TCP/IP ai web services, passando per HTML, javascript, php, asp ecc. ecc. ecc.
Veramente ottimo!
Un difetto? E’ tutto in inglese… 🙁
Ecco il link: www.w3schools.com

La morte dei Learning Object?

Qualcuno avanza dubbi sull’utilità degli standard per l’e-learning ed in particolare dell’ormai articolatissimo apparato tecnologico connesso ai Learning Object.
Già nel gennaio scorso David Wiley (uno dei “padri” dei LO!) proponeva una riflessione su questo tema.
Adesso arriva Albert Ip a dichiararne la morte!!
Al di là dei toni drammatici, le semplici considerazioni di Ip sul significato delle -bilities (reusability, interoperability ecc.) mi trovano perfettamente d’accordo.
Attenzione però a non creare altri feticci: ora non si parla altro che di blog, di Web 2.0, di simulazioni e di social software, e… questi quando “moriranno”?

Google Zeitgeist

Qual’è il “clima culturale” del più popolare motore di ricerca?
Quali sono i termini di ricerca più “gettonati” dagli utenti?
Questo è lo zeitgeist di Google…
Divertente, interessante…
Non solo, ma spulciando i termini in testa alla classifica delle popular queries dei diversi Paesi, ci si può anche fare un’idea del livello culturale di quei Paesi.
Un esempio? Per marzo 2006, il termine più ricercato in Germania è stato “wikipedia” (bene, che colti questi tedeschi…), in Gran Bretagna invece è stato “cheap flights” (saranno stati gli scozzesi, per risparmiare anche sui voli…), in Australia “commonwealth games” (tutti sportivi laggiù…).
E in Italia?
Beh, in Italia è stato “oroscopo”!!!
Commenti? Non è il caso….

La parabola del seminatore

laparaboladelseminatore.jpgInauguro la nuova categoria “Libri” (da intendere come “libri letti ultimamente”) con questo strano libro di Octavia Estelle Butler, un’autrice di fantascienza americana che, scopro ora, è recentemente scomparsa.

La parabola del seminatore” è uno strano libro, classificabile nel filone del “prossimo futuro catastrofico”. La vicenda si svolge nella California del 2020, in un’America (e, presumibilmente, un intero mondo) in progressiva e rapida disgregazione economica, politica e sociale: ci sono quartieri-fortezza circondati da un’umanità disperata e violenta, fino al cannibalismo. Una nuova droga induce la gente ad appiccare incendi e a devastare tutto quel che trovano davanti. La protagonista è una ragazza nera (come l’autrice, of course…) che abita in una di queste fortezze, è la figlia del pastore-capo della comunità, affetta da “iperempatia”, una sindrome che la rende ipersensibile al dolore (ma anche al piacere) altrui. Lauren decide di “non starci”, di non voler finire come alcuni suoi amici, trasferitisi come “nuovi schiavi” in città possedute totalmente da grandi multinazionali. Non solo decide di partire verso nord (chissà perchè nessuna migra mai verso il sud…), anche a causa dell’ennessimo assalto che distrugge il quartiere, ma si “inventa” una sua religione senza chiese nè ministri di culto, per la quale, semplicemente, “Dio è cambiamento”. Lungo la strada incontrerà ogni sorta di orrore ma anche l’amore, l’amicizia, la (inaspettata) solidarietà fino a giungere in una specie di “Terra promessa” nella quale tenterà di costituire la prima comunità del “Seme della Terra”, la sua religione personale che, in un mondo in sfacelo, curiosamente riesce a fare proseliti.
Il libro termina qui ma esiste un seguito che..credo correrò a comprare 🙂
Ci sono tanti temi in questo libro, tutti attuali: il viaggio, il futuro incerto, il senso religioso, la solidarietà e l’amicizia, l’amore che resiste alle peggiori violenze. E’ un libro che mi ha spaventato, credo sia la visione “catastrofica ma non troppo” a far paura, il disastro qui non è causato da qualche improbabile asteroide ma dalla nostra stessa società.
Quanto siamo lontani da questo futuro?




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